Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Sul terrorismo, per gli utili idioti di sinistra

isis naziTroppo spesso da parte di conoscenti di sinistra si dà un’analisi delle azioni dell’ISIS e/o di Al Qaeda come si trattasse di insorgenze conseguenti all’imperialismo occidentale.
Ma basterebbe confrontare il tipo e la qualità degli attacchi fatti da questi, con quelli fatti dai Provisional dell’IRA contro l’occupazione britannica.

La prima cosa che si nota è che l’IRA non è mai andata a colpire chiese protestanti, e se ha colpito esponenti protestanti si è trattato di attacchi mirati contro singoli esponenti, o contro luoghi (anche discoteche) dove si trovavano i soldati britannici in libera uscita, oltre che su obiettivi cosiddetti sensibili, essendo chiaro all’IRA che il nemico era il Governo inglese, ma non il popolo inglese.

La quantità di moschee sciite attaccate da Al Qaeda e assimilati invece è impressionante, l’aggressione agli appartenenti ad altre religioni è un dato di fatto, è un altro dato di fatto l’assoluta immunità che viene riservata alle strutture di Israele in qualsiasi parte del mondo.

Sugli obiettivi occidentali piuttosto si nota una forma di discriminazione positiva:

quando ci fu la questione delle vignette su Maometto fatte in Svezia è interessante notare come le critiche e le minacce si siano rivolte contro il liberale Le Monde, mentre il silenzio assoluto sia sempre stato il dato di fatto nei confronti delle bestialità dette da vari esponenti della Lega Nord (bestialità che non vado a ripescare in quanto chiare a tutti noi, e che comunque continuano a venir reiterate).

Non vi sono dubbi e non possono esserci, a mio avviso, sul fatto che la descrizione che viene proposta dalle forze curda che combattono ISIS in Siria e Turchia, cioè “nazisti” sia la più appropriata possibile, e che l’azione per estirpare i nazismi dal mondo debba vederci in prima linea.


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Il pilatismo di Gentilini

Come si è già avuto occasione di rimproverare ai leghisti, da parte loro ci sono due pesi e due misure nel giudicare i fatti criminosi che accadono.
All’epoca dello stupro nel sottopasso della stazione ferroviaria Giancarlo Gentilini adoperò parole di fuoco per «certi criminali» proponendone la castrazione e il «lasciarli marcire in una cella».
Passa poco tempo ed ad essere accusati di pedofilia ci sono due commercianti trevigiani, e a questo punto partono i distinguo “conosco Caccavale da 50 anni” e “non voglio giudicare, aspetto che tutto sia acclarato”.
E no, Dott. Gentilini, non ci siamo. Le vittime hanno tutte bisogno di sostegno, non solo quelle vittime di stranieri, anche quelle che subiscono da parte di (ex) stimati commercianti della nostra Città.
Io  al posto suo mi vergognerei di essere una banderuola al vento di pregiudizi più o meno xenofobi, e le chiedo se in questa società che lei definisce bacata non entri magari la connivenza della Lega Nord nei confronti del comportamento dell’ex premier Silvio Berlusconi.
O vuole farmi credere che chi ha votato una mozione che affermava credibile che Ruby fosse la nipote di Mubarak era in buona fede?
Stefano Dall’Agata – Resp. Comunicazione Fed. SEL Treviso


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Purga della Lega a Borso

Con l’espulsione dei 5 Consiglieri del Carroccio colpevoli di essersi dimessi e di aver chiuso l’esperienza della Giunta del Sindaco Igino Fabbian, la Lega Nord per bocca del suo Segretario Provinciale Toni Da Re prende di fatto posizione sulla vicenda dei contestati impianti a biomasse a Borso del Grappa.
Dopo tutte le parole spese in favore del territorio, si sta dalla parte di chi ha avuto una posizione discutibile su tutta la vicenda, il Sindaco ed i suoi fedelissimi, invece di sostenere chi ha cercato di farsi interprete delle ragioni della popolazione.
L’unica logica che appare è quella della volontà di difendere ad ogni costo le poltrone conquistate dalla Lega Nord e peggio per chi non è d’accordo, il buongoverno evidentemente non interessa a Da Re.
Credo che a Borso del Grappa si sarebbe compreso meglio la messa da parte del signor Fabbian, ma evidentemente, con buona pace di chi ancora pensa che la Lega Nord sia un partito per il cambiamento e non un poltronificio interessato al rapporto con affaristi e poteri forti, la strada scelta è quella del “meglio avere torto dentro al Partito che avere ragione fuori dal Partito”.

Stefano Dall’Agata
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

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Ai Signori della Lega, provocatorio il tricolore?

Signori della Lega, non di provocazione si tratta, ma di coerenza con una serie di altre iniziative volute e patrocinate dall’Amministrazione Provinciale, a partire dal progetto di valorizzazione turistica legato alla Grande Guerra, senza contare che la vostra risposta suona come uno sfregio alla memoria delle centinaia di migliaia di italiani, Veneti, Siciliani, Lombardi, Toscani, ecc., che in quella guerra hanno perso la vita per il nostro Paese.
Senza contare che quando si tratta di strapagare iniziative legate ai campionati italiani di ciclismo il tricolore vi va benissimo. E che negli anni scorsi la Provincia ha aderito a “M’illumino di meno” e se ne vantava nei suoi comunicati stampa.
A “M’illumino di meno” stanno aderendo centinaia di enti locali in tutta Italia. Anche il comune a guida leghista di Resana accenderà per l’occasione candele tricolori, e il Comune di Santa Lucia di Piave patrocinerà una fiaccolata tricolore.
Avanziamo un dubbio, il Vice Sindaco Gentilini intende avallare le parole di Muraro e Pettenà, o ha qualcosa di dire in proposito?
Ci auguriamo infine che non sia vero che la risposta negativa alla nostra richiesta sia arrivata anche dal Presidente del Consiglio Provinciale Fulvio Pettenà. Il ruolo che ricopre, e che gli consente da più dieci anni di avere uno stipendio da assessore pur avendo molto meno lavoro e responsabilità da assolvere, è quello di essere garante delle funzioni e del ruolo dei consiglieri provinciali, non certo quello di liquidare le loro legittime iniziative come “provocazioni”, solo in base al proprio furore ideologico antinazionale.

Stefano Dall’Agata, Luca De Marco, Marco Scolese
Gruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

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Bernini, la Lega e la coerenza

Presidente Fulvio Pettenà,

leggo delle sue rimostranze per la partecipazione di alcuni leghisti ai funerali di Carlo Bernini, e le dico le motivazioni che lei adduce sono in sostanza condivisibili: fermo l’umano rispetto che si deve ad un defunto, non si può legittimare un operato politico che anch’io trovo discutibile.
Trovo però che le sue motivazioni suonino un po’ ipocrite visti i percorsi fatti dalla Lega degli esordi alla Lega attuale.
Dire “Punto: per il resto, per noi la politica è altro, noi abbiamo sempre combattuto il sistema Bernini-De Michelis” dopo che in questi anni avete imbarcato di tutto e di più, scaricando per farlo l’ala più coerente con i principi originali, è una mera dichiarazione di facciata; di seguaci del “Doge” ve n’è più d’uno nella Lega odierna, quanto a De Michelis vorrei ricordarle che il Presidente Muraro è stato iscritto al PSI (e mi dicono che era un craxiano di ferro).
Ed oltre alle persone, poi ci sono le scelte politiche: l’appoggio senza se e senza ma a Silvio Berlusconi, che dal vostro Capo veniva definito “l’uomo le cui mani grondano del sangue dei giovani padani morti per droga”, o più semplicemente “il mafioso”, senza che si sia levata una voce sulla quantità di pregiudicati che la vostra coalizione ha portato in Parlamento (maggiore della percentuale presente nei più degradati quartieri napoletani), è semplicemente lo specchio della Lega attuale, un Partito che ha tradito gli ideali che aveva un tempo per un posto alla tavola imbandita a Roma; evidentemente sono passati i tempi del “baciamo le mani” con la foto di Dell’Utri in evidenza.
Che conclusioni trarne? Che quando si sentono denunciare le malefatte dei governanti si deve prestare orecchio soprattutto alle sfumature dei toni, spesso rivelano che quella che viene spacciata per indignazione non è altro che invidia, desiderio di poter arrivare negli stessi posti di comando per fare nello stesso modo (o peggio).
Cordiali saluti,

Stefano Dall’Agata
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

baciamo le mani

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DALL’AGATA e ATALMI ecco le prove sulle responsabilità della LEGA per il tracciato della Tangenziale

Dalle ricerche effettuate sul percorso di autorizzazione amministrativa della Media Struttura di Vendita Iper Lando emerge chiaramente una responsabilità oggettiva da parte dell’Amministrazione del Comune di Treviso, che ha concesso prima una nuova autorizzazione con accorpamento della licenze (n° 7508 del 19.02.98) e successivamente due autorizzazioni all’ampliamento della superficie di vendita prima a mq. 1776 e poi a mq. 2500.

Il residence Sant’Anna, sopra il quale è previsto un sottopasso

Il residence Sant’Anna, sopra il quale è previsto un sottopasso

Nell’approvazione delle autorizzazioni ci chiediamo che tipo di valutazione sia stata espressa dall’Amministrazione del Comune di Treviso rispetto allo “studio di impatto sulla viabilità”, e come si sia potuto in detta valutazione non rilevare che le autorizzazioni alla Media Superficie erano in contrasto con le previsioni urbanistiche che proprio nell’area in questione prevedevano il passaggio del Tracciato della Tangenziale di Treviso.

Crediamo che per i cittadini coinvolti possa essere ormai chiaro chi debbono ringraziare per un nuovo tracciato che passa a ridosso, se non sopra le loro case, in primis le due persone che ricoprivano la carica pro-tempore di Sindaco del Comune di Treviso nelle date citate: Giancarlo Gentilini e Giampaolo Gobbo. E conseguentemente il loro partito, la Lega Nord, che esprimeva nello stesso periodo i Presidenti di Provincia Luca Zaia e Leonardo Muraro, che avevano al responsabilità di seguire un corretto coordinamento sugli interventi nella viabilità del territorio della Provincia.

Sottolineiamo che riteniamo inaccettabili, da questi ultimi, scuse che si rifanno ad una mancanza di competenze dirette da parte dell’Ente Provincia sulla strada in questione, e questo sia perché è stato sotto agli occhi di tutti l’interventismo a tutto campo di Zaia e Muraro su tutte le questioni viabilistiche, sia perché la posizione poi raggiunta da parte di Zaia di Vice-Presidente della Regione Veneto, che la Vice-Presidenza di Veneto Strade da parte di Muraro danno a loro e al loro partito responsabilità politiche da cui non possono tirarsi indietro.

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia Libertà

Consigliere Provincia di Treviso

Nicola Atalmi – Sinistra Trevigiana

Consigliere Comune di Treviso


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Digitale terrestre e federalismo

http://idl3.files.wordpress.com/2009/11/digitale_terrestre.jpg

La vicenda delle assegnazioni delle frequenze del digitale terrestre, oltre a mostrare ancora una volta i danni della presenza al Governo di Silvio Berlusconi e del suo gigantesco conflitto di interessi, da anche il segno della nullità del federalismo in salsa padan/berlusconiana.
Emerge prepotentemente come la Lega Nord sia solo un “poltronificio” per i propri dirigenti, e non quello che dice di essere: un baluardo a difesa del nostro territorio.
Le nostre emittenti locali hanno il pieno diritto di continuare a trasmettere, dando un servizio di informazione ed intrattenimento.
Il Piano dell’AGCOM, che ha consegnato le 27 frequenze venete alle emittenti nazionali e ai big della telefonia, è evidentemente fuorilegge e bene hanno fatto le imprese del Veneto a ricorrere al Tar.
Speriamo di non dover assistere ad altri “lodi” pensati dagli avvocati del Premier e capaci di trovare una Lega Nord diligentemente complice nel ridurre il Paese a terra di conquista per bande di “amici degli amici”, magari condannati per mafia, per falso in bilancio o per costituzione di società segrete.
Le emittenti locali del Veneto rappresentano un patrimonio di professionalità che va difeso, è importante che inizi da subito una forte mobilitazione di tutte le forze politiche per salvaguardare centinaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione.

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia Libertà
Consigliere Provincia di Treviso