Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Sulla sinistra in Italia e nel Veneto e sulla signora Moretti

SinistraQui in Italia si cercano da tempo scorciatoie politiche cercando di scopiazzare dal resto del mondo, evitando di confrontarsi sui processi reali, anche perché c’è una classe politica largamente incapace non solo di analizzarli, ma financo di vederli.

Podemos è nato da un movimento di massa che qui non c’è stato, e lo ha fatto senza sciogliere le sigle esistenti, ma creandone una nuova. Inoltre. e che piaccia o meno. parte dello spazio alla “Podemos” qui è già occupato da Grillo. Il percorso di Syriza, invece, è stato simile a quello di SEL, senza però alcun compagno Migliore degli altri a cercare di transitare nel PASOK, di autonomia sia dal PASOK che dal KKE. La Linke, nata dagli ex comunisti della DDR unitisi ad un pezzo della sinistra dell’SPD, fa alleanze con la SPD dove ce n’è la possibilità, l’ultima in Turingia esprimendone il Presidente.

L’ultimo tentativo in Italia, nato con la presunzione e volontà di tenere distanti vecchi tromboni della politica ha finito con l’imbarcare i vecchi tromboni dell’intellighenzia post marxista, con i risultati di spaccature, risentimenti e stanchezza che sono sotto gli occhi di tutte/i quelli/i che vogliono vedere. Non dovrebbe volerci molto a capire che il tempo di queste scorciatoie è esaurito, e che non c’è spazio per tentativi meno che onesti il cui scopo non dichiarato è quello di permettere possibili ascese verso il sole dell’avvenire di giovani di buone (?) speranze e di delusi e emarginati dalla brutta sinistra attuale. A mio avviso, quello che resta da fare sono il perseguimento senza paura nella promozione e difesa dei propri valori (soprattutto praticandoli in casa propria), e la pratica di alleanze di scopo, valutando caso per caso.

Nel caso Veneto, che è diverso da quello calabrese o emiliano, l’alleanza di scopo con la signora Alessandra Moretti non trova per me alcun senso, neppure “il voto utile” per non consegnare la regione alla Lega di Zaia; stante l’estrema improbabilità di capovolgere la partita, peggiorata dalle uscite di detta signora, degne del peggior centrodestra.


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La Sinistra per l’unità reale

 

Caro Nicola Atalmi,

per risponderti parto da un pregresso che non va rimosso.

Il fallimento politico della lista Sinistra Arcobaleno, è dovuto a tanti fattori, tra i quali un’indubbia ambiguità di fondo, tra chi lo vedeva come un progetto politico teso a costruire una sinistra italiana ampia e popolare e chi lo vedeva come un semplice cartello elettorale da usare come tram per avere una rappresentanza a Roma.

Un altro fattore del fallimento è stata la percezione di una parte dei fondatori che detto progetto portasse ad annacquare la purezza degli ideali e a tradire la causa comunista, motivo per cui parte del quadro dirigente ha fatto campagna elettorale contraria alla lista.

Dopo quella tornata elettorale del 2008 una parte della sinistra ha considerato necessario lavorare per ricostruire su basi nuove una forza di sinistra per l’Italia.

Il che non è avvenuto senza traumi: ci sono stati 4 Congressi, in cui democraticamente si è votato.

È stato il congresso di Chianciano del PRC, seguito a ruota dal PDCI, a rifiutare la proposta di Vendola relativa alla “costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra, unitario sul piano politico e plurale su quello delle esperienze che lo compongono, una nuova sinistra che non può nascere all’interno di forme vecchie”, Umberto Guidoni sosteneva il nuovo progetto, ha perso il Congresso contro la linea di Diliberto da te votata, che proponeva l’aggregazione su base identitaria, ed ora è un autorevole dirigente di Sinistra Ecologista Libertà.

Quel soggetto politico unitario della Sinistra ora c’è, ha messo gambe, ed è sempre più credibile come luogo di aggregazione della Sinistra italiana che vuole unirsi, non come mero cartello elettorale teso a salvaguardare le rendite di posizione di vecchi gruppi dirigenti.

Facendo anche i conti della serva, alle Elezioni Europee del 2009 le liste di Sinistra e Libertà e quella della Federazione della Sinistra divise totalizzarono quasi il doppio dei voti della Sinistra Arcobaleno mostrando anche come i due elettorati non siano sovrapponibili.

Stendendo un velo pietoso sui mesi persi l’anno scorso a cercare un accordo di lista unitaria con chi non la voleva e ha rotto all’ultimo, un progetto politico per crescere ha bisogno anche di un quadro dirigente che dimostri di crederci, e che abbia il coraggio delle scelte politiche conseguenti.

In questo reputo che la scelta che abbiamo compiuto di correre con il simbolo di Sinistra Ecologia Libertà e con il chiaro riferimento a Nichi Vendola sia un atto di coraggio, costituendo una lista le cui porte sono aperte, anzi, spalancate a tutti coloro che vogliono collaborare sia da iscritti che da indipendenti.

Credo invece che sia poco utile e poco rispettoso verso gli elettori presentarsi chiedendo di dare una mano a sommare percentuali.

Stefano Dall’Agata

Responsabile Comunicazione Sinistra Ecologia Libertà Treviso

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Lutto per le morti in Afghanistan. Ma non solo.

Sono  morti due militari italiani a Bala Murghab, in Afghanistan, e altri due sono rimasti feriti. Prima di tutto il cordoglio per queste morti, il sentimento di vicinanza alle famiglie così duramente colpite, il lutto.Ma è un “prima di tutto” che non mette in secondo piano quanto andiamo ripetendo da tempo, con insistenza. L’attentato ai militari italiani è la conseguenza della guerra infinita che si sta combattendo in Afghanistan e a cui il nostro Paese partecipa mentre dovrebbe tirarsene fuori  rapidamente. Da tempo, da sempre. Oggi più che mai. Non c’è nessuna utilità in questa missione, non è vero ciò che in queste ore vanno ripetendo come un disco rotto quasi tutti gli esponenti della maggioranza e dell’opposizione.  Non c’è nessuna utilità, perché la guerra che il presidente Obama ha ereditato dal suo predecessore e a cui non ha avuto la forza di porre fine, è una guerra senza scampo, che asciuga ingenti risorse finanziarie, semina odio tra le popolazioni locali verso gli occupanti, non porta a nessun punto fermo ma moltiplica tutti i problemi.

Chiediamo il ritiro delle truppe italiane. Chiediamo contestualmente che l’Italia si renda protagonista di un’iniziativa in sede europea, presso la Nato, presso tutti i Paesi che hanno interessi  strategici in quella zona del mondo  – Pakistan, India, Cina, Russia e Stati Uniti – affinché, se l’Afghanistan deve essere aiutato, come noi pensiamo che debba, sia aiutato esclusivamente per via civile, cooperativa, solidaristica.

Cessi la presenza della Nato, cessino le campagne militari fatte a suon di bombe, bombardamenti e rastrellamenti  del territorio. Cessi la retorica della pacificazione prossima ventura. Il nostro Paesi annunci subito, con atto autonomo e unilaterale,  la volontà di ritirare i suoi contingenti. In forma chiara, ripristinando cos’ anche il violato articolo 11 della Costituzione.

Sono allarmanti le dichiarazioni di routine che esponenti della maggioranza, ma anche dell’opposizione, vanno facendo in queste ore. “La missione deve andare avanti”, “L’Italia ha obblighi internazionali a cui non può venir meno”, “Pace e democrazia in Afghanistan dipendono dalla continuazione della missione”.  Non è vero nulla, come i fatti quotidianamente dimostrano.  Dopo l’ennesimo attentato ai militari italiani, dopo l’ennesimo lutto che colpisce il nostro Paese, ci vorrebbe almeno la manifestazione di  un senso di responsabilità, almeno la disponibilità a riflettere seriamente, come invoca Rosy Bindi, portando nelle aule parlamentare una discussione reale sulla questione.

Invece è confermata  la volontà di fare della partecipazione a guerre, conflitti, prove di forza militare, un segno distintivo della politica estera italiana e di sottrarre scelte di queste genere al controllo, alla discussione e alle decisioni  del Parlamento.

Noi non vogliamo abbandonare l’idea che il nostro Paese possa fare una scelta autonoma, di libertà e di pace.  Un atto unilaterale, da costruire oggi, per far tornare in Italia i nostri militari. E per cercare altre vie.

Per questo, mentre dichiariamo il cordoglio per la morte del sergente Massimiliano Ramadù  e del caporal maggiore Luigi Pascazio, diciamo con altrettanta chiarezza che occorre mettere la parola fine a quella missione.

Elettra Deiana – Sinistra Ecologia Libertà

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Metti una sera a Mogliano

Serata importante ieri sera (n.d.a. 14/3/10) alla Sala del Centro Sociale di Mogliano con l’iniziativa “Per un futuro sostenibile” promossa dalle Federazioni provinciali di Treviso e Venezia di SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ nell’ambito della campagna per la lista SEL-PSI alle elezioni regionali. Continua a leggere


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27/3/10 Radio Base Popolare Network per Pino D’Aguanno

27/3/10 Radio Base Popolare Network per Pino D’Aguanno

Sabato 27 Marzo 2010 dalle ore 10 alle ore 11, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, verrà ricordato  Pino D’Aguanno  su Radio Base Popolare Network


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Una giornata particolare

Intensa mattinata di sabato 27 febbraio per Gennaro Migliore, dirigente nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, a Castelfranco:

prima all’incontro  con i lavoratori del presidio della FERVET, in lotta per la salvaguardia della fabbrica e del posto di lavoro.

Ha ribadito l’impegno suo e di SEL nella ricerca in tutte le sedi e con tutti i mezzi possibili per la ricerca una soluzione per la FERVET e per tutte le aziende castellane a rischio chiusura.

Poi all’hotel Torre per la presentazione delle liste di SEL-PSI per le regionali del Veneto e per le comunali di Castelfranco Veneto.

Le prossime elezioni vedranno infatti anche il rinnovo dell’amministrazione di Castelfranco Veneto. Una delle questioni fondamentali riguarda il P.A.T. e la riconversione di aree industriali collocate in zone del centro cittadino. Obiettivo prioritario di Sinistra Ecologia e Libertà è che le concessioni di edificabilità per uso abitativo nelle aree di fabbriche dismesse siano vincolate al reperimento di una nuova area, nella zona industriale di Castelfranco, e all’effettivo trasferimento in essa dell’azienda con tutti i suoi dipendenti.


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Contro la caccia selvaggia

Stemma provincia Treviso
Il testo dell’interpellanza presentata oggi al Consiglio Provinciale di Treviso contro lo stravolgimento della normativa sulla caccia perpetrato al Senato della Repubblica ed ora al vaglio della Camera dei Deputati, e che rischia di portare il nostro Paese ad un vero e proprio stato di “caccia selvaggia”.