Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Verdi Treviso su Acqua Alta a Venezia

I Verdi di Treviso esprimono tutta la loro solidarietà verso i cittadini di Venezia e del veneziano, gravemente segnati dall’eccezionale Acqua Alta che ha colpito la Città, danneggiando abitazioni, monumenti, beni, infrastrutture e causando anche la perdita di vite umane.

Venezia che è vittima designata, con la sua posizione di privilegio, per l’abbraccio al mare che le è compagno, e a causa delle cattive scelte politiche, susseguitesi nell’ultimo ventennio, con il manifestarsi degli effetti della crisi climatica, ha visto enfatizzate le proprie fragilità: un’insicurezza che è paradigma della situazione del Pianeta.

Tutto ciò non sottende una casualità di eventi, ma in generale si tratta di effetti di una visione del mondo che ha portato, e porta ancora adesso, a sottovalutare le conseguenze dell’uso di fonti fossili, dell’attacco alla naturalità dei territori, della loro cementificazione.

Ma nello specifico, poi si pensa all’escavazione dei canali in laguna per consentire il transito a navi sempre più grandi, puntando su altre soluzioni “sostenibili”, che prevedono ulteriori “Grandi Opere”, e quindi nuovi appalti per ridistribuire altre e più cospicue tangenti: il MOSE come modello negativo evidentemente da replicare.

Come Verdi di Treviso chiediamo che vi sia un’inversione concreta delle politiche nazionali e internazionali, e non possiamo che esecrare il comportamento della Regione Veneto, guidata negli ultimi dieci anni da Luca Zaia e per i precedenti quindici da Galan (venticinque anni di governo di centrodestra), che nella Legge di Bilancio 2020 proposta dalla Giunta Regionale prevede un impegno finanziario nei confronti del contrasto all’emergenza climatica pari a 0/zero Euro.

Una Regione che nonostante i danni della tempesta Vaia dell’anno scorso, invece che proporsi come modello virtuoso per prevenire il causarsi di fenomeni disastrosi, si adagia nei solchi della vecchia politica fatta solo di grandi opere e mega eventi.

Daniele Tiozzi e Elisa Casonato – Coportavoce Verdi Treviso

Stefano Dall’Agata – Verdi Treviso


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Sull’Aeroporto Canova – agosto 2019

Il giudizio del Ministero dell’Ambiente di concedere a SAVE l’ampliamento di traffico richiesto mi aveva trovato a suo tempo in disaccordo, considerandola una sconfessione della precedente valutazione che imponeva un limite massimo di 16.300 voli. La collocazione dell’Aeroporto di Treviso, soprattutto con gli aumentati livelli di traffico autorizzati, non è compatibile con l’estrema vicinanza ai centri abitati dei Comuni di Quinto di Treviso e del Capoluogo, oltre al Parco del Sile, e negli anni passati tra le due decisioni la situazione si è ulteriormente deteriorata.


Con l’ultimo chiarimento giunto dal Ministero viene però anche a cadere l’ambiguità con cui la Lega e il Presidente Zaia hanno portato ad un inaccettabile gioco al massacro mettendo gli uni contro gli altri i cittadini dei due Comuni interessati e, mentre stigmatizzo la decisione del Ministero dell’Ambiente di concedere l’aumento al numero di voli, ricordo al Presidente Zaia che questo aumento, da lui approvato e che contraddice le precedenti valutazioni dello stesso Ministero, deve proprio per questo ultimo aspetto trovare motivazioni tecniche a giustificazione.
La decisione di convogliare parte del traffico verso Treviso non è quindi una semplice scelta politica, ma uno dei fattori necessari alla modifica delle indicazioni precedenti, portando un elemento di discontinuità rispetto alle stesse, cosa che Zaia dovrebbe evitare di far finta di non sapere.


Riguardo al presunto tradimento lamentato da Zaia nei confronti del M5S non mi è dato sapere quali fossero gli accordi intercorsi, ma dico tranquillamente che non mi interessa, stante l’incoerenza strutturale di Lega e M5S, entrambi partiti che avevano cominciato reclamando la propria onestà alternativa al sistema politico e finendo in breve tempo, prima con gli avvisi di garanzia e poi con le incriminazioni e le condanne, per mostrare come la loro pretesa onestà non reggesse alla prova dei fatti: lasciando il sospetto e che la loro pretesa indignazione fosse solo invidia per non aver ricevuto la propria fetta di torta.
C’è poi un terzo incomodo, il PD trevigiano, che a mia memoria non ha mai voluto prendere una posizione chiara sulla questione, evitando di pronunciarsi in modo netto almeno contro l’ampliamento della capacità di voli chiesto da SAVE.

L’impatto della scelta di ampliamento della capacità di voli dell’Aeroporto reca un danno evidente, e sottolineo riconosciuto da tutti, alla qualità della vita dei cittadini di Treviso e di Quinto, e proprio per questo da parte mia auspico che si possa ridiscutere la questione dell’Aeroporto di Treviso all’interno di un ragionamento di razionalizzazione del sistema aeroportuale del nordest, anche perché ritengo contraddittoria la concessione di ulteriori voli al Canova, con arrivi che hanno per meta il centro storico di Venezia, il quale si trova già oltre la capacità di un’accoglienza sostenibile alle proprie caratteristiche peculiari, mentre il Comune di Venezia nel frattempo sta lavorando a varie politiche per ridurre l’afflusso di persone proprio nel centro storico della Città.

Stefano Dall’Agata

già Consigliere Provincia di Treviso


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Reverse engineering

PARCO. - Parco degli Alberi Parlanti, Treviso Resmi ...

Data una popolazione di alberi con stimata una residua vita massima presunta di 50 anni e residua vita media di 25 anni, possiamo attenderci una possibilità di cedimento del 2% all’anno e del 10% in cinque anni.

Se gli alberi con queste caratteristiche fossero 60 avremmo una probabilità di cedimento di 1,2 alberi all’anno e di 6 alberi ogni 5 anni.

Se queste possibilità non si verificano è corretto pensare che le stime sulla propensione al cedimento siano state fatte in modo errato.

Tutto questo ammesso e non concesso che una residua vita media di 25 anni e massima di 50 anni corrispondano alla Classe D (estrema propensione al cedimento).


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Salviamo gli alberi del Parco di Villa Manfrin – Margherita

legambiente-tv

Il Comune di Treviso ha avviato un Progetto di “Recupero e Valorizzazione del Parco di Villa Manfrin – Margherita” che prevede l’abbattimento di oltre 200 alberi sui 600 che sono patrimonio del Parco, un Progetto che la cittadinanza si è trovata a conoscere senza che, su quello che è uno dei Parchi più importanti della Città, vi sia stata la possibilità di esprimere il proprio punto di vista.

L’abbattimento di alberi non è cosa che possa trovarci d’accordo, stante il valore della loro presenza sia per la capacità di mitigare l’inquinamento atmosferico che per il refrigerio che portano grazie alla loro ombra e alla conseguente migliore fruibilità durante la stagione estiva, soprattutto per bambini ed anziani, come pure per sportivi ed altri utenze.

fontana Manfrin

Chiediamo quindi all’Amministrazione Comunale, che dopo le prime proteste si è già dimostrata sensibile al dialogo con i cittadini e le loro associazioni, la disponibilità a rivedere il progetto, fermando da subito ogni ulteriore abbattimento.

Sulle motivazioni che sono alla base di una così rilevante distruzione del patrimonio arboreo ci sentiamo di esprimere un forte disaccordo:

  • Non condividiamo le motivazioni estetiche che portano all’abbattimento di decine di questi alberi in funzione della costruzione di “coni visuali” che permettano la visibilità delle componenti architettoniche della Villa; riteniamo che l’idea di coni visuali possa essere valida nel momento in cui si va ad alberare una porzione di terreno libera, ma non in questo caso, tenuto conto che storicamente questo Parco è noto per la folta e numerosa presenza arborea.
  • Dichiariamo forte perplessità sulla proposta di eliminare piante “non autoctone” (abeti rossi ed altro) perché non consone all’idea di Parco dei progettisti, e la troviamo in palese contraddizione con la proposta di reimpiantare alberi di origine orientale quali i Gingko Biloba.
  • Ci pare notevolmente alta la quota di alberi da abbattere perché pericolosi, oltre 60 piante in classe D (estrema propensione al cedimento), di cui 47 nella zona nord e 21 in quella sud del Parco, pari a quasi il 10% del patrimonio del Parco, e vorremmo dei chiarimenti sul metodo che ha portato a questa stima; ci chiediamo inoltre, in base alle valutazioni dichiarate, se sia garantita la fruizione in sicurezza del Parco.

In breve ci preme preservare la fruibilità del parco e il suo ruolo di polmone verde anche attraverso un’opportuna compensazione degli alberi che dovranno essere abbattuti per motivi di sicurezza.

Circolo Legambiente Treviso


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Smog: preoccupati, ma non sorpresi 2

 

legambiente-tvPer gli alti livelli di inquinanti presenti in atmosfera riscontrati in questa parte iniziale del 2016, che gettano allarme per la salute della popolazione cittadina, noi del Circolo Legambiente di Treviso ribadiamo di essere preoccupati, ma non sorpresi ( https://legambientetv.wordpress.com/2015/12/29/inquinamento-preoccupati-ma-non-sorpresi/ ). Questo perché all’inquinamento presente nel nostro territorio la politica non ha saputo rispondere con provvedimenti strutturali, abbandonando gli Enti Locali a dover rispondere con provvedimenti parziali alle situazioni di emergenza sanitaria che, complice anche il clima, si vengono a verificare.

Pur in detta parzialità, il provvedimento del Comune di Treviso che punta ad un’azione complessiva di riduzione delle emissioni va in parte nella direzione giusta, perché pone limiti non solo alla circolazione, ma anche all’altro grande fattore di inquinamento, gli impianti di riscaldamento residenziale, con indicazione di temperature massime per gli uffici e limitazione alla combustione di legna e pellets, processo che produce centinaia di volte più particolato di quanto faccia il metano.

Il provvedimento però sembra dimenticare l’inquinamento prodotto dall’aeroporto Canova e dal suo indotto, struttura che già a novembre aveva superato il numero di 16.300 voli previsto dalla Valutazione d’Impatto Ambientale, così come denunciato dal “COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI TREVISO“, crediamo che nel momento in cui si chiedono rigore ai cittadini non si possa avere un atteggiamento condiscendente nei confronti di detta struttura.

Noi pensiamo che la qualità dell’aria debba essere una delle priorità che devono guidare le scelte politiche a tutti i livelli, e che di fronte a questa emergenza il Governo Nazionale e quello Regionale debbano attivarsi per reperire risorse certe e continuate ed indirizzarle alla promozione del Trasporto Pubblico Locale e della mobilità sostenibile, oltre che per il risparmio energetico degli edifici.

Riteniamo inoltre che vadano governati i processi di innovazione nelle attività produttive, in una situazione già critica, troviamo assurdo ad esempio consentire il nuovo impianto a biomasse del Gruppo Padana da realizzarsi da parte di Cortus Energy a Paese, trovandosi poi dopo il territorio a dover gestire il particolato ed altri inquinanti di una fonte importante per dimensioni.


2 commenti

Buon anno anche a voi, iconoclasti e moralisti di provincia

Schermata del 2015-12-31 20:46:28

Poi ti capitano gli iconoclasti e i moralisti di provincia che pensano di essere spiritosi criticando le proposte di Legambiente e degli ambientalisti per ridurre lo smog e contrastare il cambiamento climatico.

Tranquilli, le nostre proposte non partono dal fatto che la con la mancanza di pioggia ci tocca lavare il SUV perché le polveri hanno sporcato la carrozzeria o perché la mancanza di neve ci impedisce di andare a sciare, ma dalla circostanza che, in questo stesso momento, ci sono persone che stanno morendo di cancro in conseguenza dell’inquinamento, mentre altre hanno perso la propria casa o la loro stessa vita a causa di inondazioni e altri eventi climatici sempre più frequenti, purtroppo.
È chiedere troppo che usciate dal vostro guardarvi l’ombelico e pensare solo ai vostri comodi?
Sperando che quello che verrà vi porti consiglio, buon anno anche a voi.


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Inquinamento: preoccupati, ma non sorpresi

 legambiente-tv

I dati sull’inquinamento da PM 10 e PM 2,5 che riguardano la Città di Treviso, e nel contempo l’intera Val Padana destano la nostra preoccupazione di cittadine e cittadini attenti alla qualità della vita, direttamente connessa alla qualità dell’ambiente in cui viviamo.
Non possiamo però dirci sorpresi del fatto che si sia arrivati a questo punto, noi ambientalisti siamo consapevoli che la Natura prima o poi presenta il conto. Nello specifico, che la quantità di inquinanti smaltibili dall’ambiente ha un limite, e che se quel limite viene superato i veleni che produciamo si accumulano.
Neppure siamo sorpresi del comportamento della classe politica, che a molti livelli è ignava, se non composta da veri e propri irresponsabili.
Chi segue da tempo con attenzione la tematica in questione aveva visto che il Rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) stimava 84.000 morti all’anno dovute all’inquinamento, e le Linee Guida sulla Qualità dell’Aria presentate dall’OMS nel 2005 ( http://www.who.int/phe/health_topics/outdoorair_aqg/en/index.html ) e riportate nell’autorevole portale web Epicentro dell’Istituto Superiore della Sanità ( http://www.epicentro.iss.it/temi/ambiente/in-oms-guida06.asp ) affermavano che la sola riduzione della quantità del particolato poteva portare alla riduzione della mortalità del 15% nelle Città inquinate, e che il solo PM2,5 era causa di una riduzione media dell’aspettativa di vita di 8,6 mesi.
Nel frattempo poco o nulla si è fatto sul versante della prevenzione ambientale, della riduzione degli inquinanti alla fonte. Anzi, i continui tagli al Trasporto Pubblico Locale e le pesanti responsabilità dei Governi Nazionale e Regionale nell’ultra-decennale ritardo nell’avvio del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale, spingendo i cittadini all’uso del mezzo privato in mancanza di alternative praticabili, hanno di fatto impedito il miglioramento della situazione, anche per la timidezza e contraddittorietà della politiche governative nei confronti delle energie da fonte rinnovabile e per il risparmio energetico.
In questo momento le Amministrazioni locali stanno prendendo provvedimenti utili come il blocco del traffico o la riduzione dei Pan e Vin, sono Atti volti a fronteggiare l’emergenza, ma quello che serve è un cambio strutturale delle Politiche Energetiche e dei Trasporti.
Legambiente ha invitato il Governo, i Ministeri dell’Ambiente, della Salute e delle Infrastrutture, le Regioni e gli Enti Locali a intervenire con politiche concrete ed efficaci, a partire da una serie di proposte:
  • 1000 treni per i pendolari; limitazione della circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion);
  • Nuovi controlli sulle emissioni reali delle auto;
  • Riduzione della velocità in centro urbano;
  • Chi inquina paga: una politica tariffaria sulla sosta, i cui ricavi siano interamente vincolati all’efficientamento del trasporto pubblico locale;
  • Muoversi in città… senza l’auto: stop ai sussidi agli autotrasportatori e risorse, al contrario, destinate ad incrementare e migliorare il trasporto pubblico locale e il servizio per i cittadini;
  • Riscaldarsi senza inquinare: divieto di uso di combustibili fossili, con esclusione del metano;
  • Riduzione dell’inquinamento industriale con un sistema di controllo efficace.
Legambiente Smog TV
Chiediamo quindi urgentemente che si proceda ad azioni politiche più incisive. Le azioni messe in campo dagli Enti Locali come Comune e Provincia di Treviso sono necessarie, ma da sole non bastano, perché è sì importante la ciclabilità urbana ed extraurbana, come i risparmi sull’illuminazione pubblica e sugli edifici, ma servono finanziamenti certi e veloci per promuovere il trasporto pubblico e il passaggio ove possibile dalla gomma al ferro, a partire dal collegamento ferroviario dell’Aeroporto Canova di Treviso, senza dimenticare il già citato SFMR.