Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

Una agricoltura pulita per il Veneto

1 Commento

Il lavoro in agricoltura in Veneto

A seguito del rientro in patria di molti lavoratrici e lavoratori stranieri, soprattutto comunitari, a causa della pandemia da Coronavirus,  le associazioni dei produttori agricoli paventano il rischio di una drammatica carenza di manodopera per la raccolta di frutta e verdura, e chiedono l’intervento urgente da parte della Regione per favorire percorsi lavorativi in agricoltura, sia per italiani (studenti, disoccupati, ecc., come è avvenuto in Francia attraverso appositi bandi), che stranieri.

Contrariamente alle previsioni più pessimistiche, noi pensiamo che la situazione sia governabile, ma sia necessaria un’iniziativa forte e coordinata. Va fatto il censimento dei lavoratori presenti e disponibili, calcolato il fabbisogno complessivo. Nel 2019 in Regione Veneto sono stati siglati 76.000 contratti, di cui 30.000 riguardano italiani, dei restanti 46.000 molti sono gli stranieri qui residenti (di cui parecchi hanno anche fatto richiesta di cittadinanza).

Si deve trovare in tempi brevi una soluzione, e nel farlo vi sono tre criteri fondamentali che secondo noi vanno tenuti sempre presenti:


1) la dignità del lavoro, legata ad un contratto;

2) la sicurezza nel lavoro;

3) la lotta al caporalato.

Si tratta di costruire una proposta organica che sia in grado di sostenere la sostenibilità del processo produttivo e garantire i lavoratori e le lavoratrici. Trasformare la crisi del Coronavirus in una opzione per innovare e migliorare il processo produttivo, per conseguire gli obiettivi di sostenibilità e di contrasto al cambiamento climatico, per estendere le aree di superficie agricola dedicate all’agricoltura biologica e biodinamica.

Si possono utilizzare gli strumenti già presenti, come ad esempio il Protocollo Veneto del 21/05/2019, attivando percorsi di avvicinamento al lavoro agricolo tramite i Centri per l’Impiego, sia per italiani (disoccupati o altro) che per stranieri, nel quadro della L. 199 del 2016, oltre che pensare all’apertura legale e sicura per il flusso di lavoratori stranieri verso l’Italia, misura che il governo nazionale si appresta ad adottare.
Si tratta di arrivare, in tempi brevi una programmazione puntuale delle attività, senza illudersi che false scorciatoie come i voucher siano la soluzione; il contratto agricolo è già un contratto a chiamata, per il quale basta una comunicazione. La regolarizzazione dei lavoratori stranieri presenti in Italia (e anche in Veneto) in condizione di irregolarità, è la via maestra.

La crisi del coronavirus obbliga ad un salto di qualità, non perdona alcuna improvvisazione. I luoghi di lavoro e di servizio  devono essere sicuri: alloggi a norma di legge e garantiti sotto il profilo igienico sanitario, così che i trasporti dei lavoratori verso i luoghi di raccolta  devono consentire la distanza di sicurezza tra le persone.

Ci rivolgiamo all’Amministrazione Regionale, in particolare agli assessori Pan e Donazzan, perché riteniamo insufficiente il “tavolo Verde” da loro proposto riservato solo alle associazioni dei produttori. Chiediamo invece che si convochino, attraverso un processo partecipato, tutte le parti  in causa, Regioni, Province, Associazioni delle imprese, Sindacati e si coinvolga anche la Grande Distribuzione, che specie in questo periodo difficile non può penalizzare i produttori con pesanti clausole come le doppie aste al ribasso.
Vi sono allo stato dell’arte aspetti positivi da valorizzare, come ad esempio i recentemente riorganizzati Centri per l’Impiego, risorse finanziarie dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020, esempi di buone prassi come la Provincia di Padova che organizza annualmente il flusso di lavoratori italiani verso le imprese agricole in Germania; poi vi sono aspetti di debolezza come gli Enti bilaterali in agricoltura, presenti in tutte le Province, ma non adeguati, o il Sito di Veneto Lavoro, dove sono presenti migliaia lavoratori disponibili, ma che non vengono interpellati.

Ribadiamo quindi la necessità e urgenza  di un Tavolo Verde telematico che trovi soluzioni concrete ed efficaci alle improrogabili esigenze del mondo dell’agricoltura, che utilizzi i Centri per l’Impiego come strumento principale per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, avvalendosi anche delle nuove tecnologie digitali/ informatiche.

Luana Zanella, Responsabile Verdi – Europa Verde Veneto

Stefano Dall’Agata, Esecutivo Verdi – Europa Verde Veneto

Pubblicità

Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente; nel 2011 sono stato il coordinatore provinciale del comitato referendario contro il nucleare. Dal 2014 partecipo alle attività del Gruppo Promozione e dal febbraio 2016 sono membro della Comunità di Ubuntu-it . Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

One thought on “Una agricoltura pulita per il Veneto

  1. La possibilità di lavorare in agricoltura può essere vista in due modi:
    1) quello di dare il modo a chi ha un sussidio di avere un lavoro e con quello il doppio del reddito;
    2) quello di colpevolizzare chi ha il sussidio.
    Non serve essere dei geni per capire che chi vede la prima cosa ha un approccio giusto e chi vede la seconda ha quello sbagliato.
    E che di solito, chi vede la prima cosa sa che significa avere difficoltà ad arrivare a fine mese.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...