Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Le favole di Zaia sulla Pedemontana e il consumo di suolo

Luca Zaia sulle orme di Esopo e Christian Andersen?
Il Presidente Luca Zaia ha deciso di ritirarsi dalla politica e dedicarsi alla scrittura di favole?
A giudicare dalle recenti dichiarazioni si potrebbe anche pensare che ne avrebbe tutte le qualità, sicuramente maggiori di quelle che ha dimostrato nel governare il Veneto.
È vero, egli gode di un vasto consenso, dovuto secondo noi alla sua capacità di ammaliare con le sue favole la fiducia dei veneti, ma non a una reale e buona capacità di amministrazione.

È paradossale, se non ridicolo, che l’ex Presidente della Provincia di Treviso, che già 20 anni fa era schierato senza se e senza ma, per l’ipotesi di un’Autostrada a pagamento, senza nessuna mediazione con chi chiedeva una soluzione di Pedemontana alternativa, legata al territorio, che utilizzasse i sedimi esistenti, e sottolineiamo, con un costo estremamente inferiore, ora dichiari di essersi trovato l’Opera e di averne solo la responsabilità della gestione, sfiora il paradosso.
Zaia governa da 20 anni ed è sempre stato a favore della Pedemontana. Ricordiamo il giubilo, dopo la Conferenza di Castelfranco del 2001 che approvava l’ipotesi di “Superstrada” a pagamento, assimilandola di fatto un’Autostrada.

La Pedemontana in trincea è un taglio netto operato ad un sistema ambientale, interrompe e si inserisce come un corpo estraneo nella fascia di ricarica della falda (il più grande bacino di acqua potabile d’Europa). È una dichiarazione di guerra contro il territorio, una guerra “in trincea” contro l’acqua, che non vinceremo mai.
Ci pare ridicolo che chi si vanta di aver fatto studi in agraria, imputi la colpa degli allagamenti all’acqua dei campi.
L’ennesima causa esterna, estranea al suo operato e alle scelte strategiche di questa infrastruttura.
Siamo passati dal benaltrismo all’esternalizzazione delle responsabilità, per un’opera che se terminata così come prevista sarà oltre che una catastrofe ambientale, anche un disastro economico alla stregua del Mose.
I veneti pagano 153 milioni di euro gia da quest’anno, in progressione ad aumentare per i prossimi anni.
Chiediamo a Zaia dove prenderà i soldi necessari, visto che il 75% del del bilancio è per la sanità e il sociale?
Ricordiamo infine che la Pedemontana ritenuta opera strategica non costituisce consumo di suolo per la famigerata legge voluta da Zaia 2017, ma di fatto costituisce una trasformazione definitiva del suolo vergine.
Una legge che aldilà dei buoni principi espressi è invalidata dalla somma di deroghe che sono state inserite.
In questa metafora favolistica il nostro Veneto appare come una Bella Addormentata, sottoposta all’incantesimo delle melliflue parole di Zaia.
Noi ci proponiamo di essere il Principe “Verde” che con un bacio saprà svegliare la nostra amata terra veneta.

Elisa Casonato. Capolista Europa Verde Verdi Veneto
Daniele Tiozzi Co-portavoce Federazione Provinciale Verdi Treviso
Stefano Dall’Agata Verdi Treviso


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Volantino di SEL Treviso sull’aeroporto Canova

Le MOTIVAZIONI di Sinistra Ecologia Libertà

contro LʼAMPLIAMENTO DELLʼAEROPORTO A. CANOVA

 Sinistra Ecologia Libertà di Treviso denuncia la situazione dell’Aeroporto Canova, con un previsto aumento del numero dei voli e del conseguente inquinamento acustico ed atmosferico.

I cittadini delle Città di Quinto e Treviso, si trovano ad essere vittime della subalternità a Save e AerTre della cattiva politica della destra che malgoverna Comune, Provincia e Regione.

Da tutti gli atti sui ricorsi presentati del Comitato emerge una semplice verità: il massimo dei voli ambientalmente compatibile per l’Aeroporto Canova è di 16.300 all’anno.

Sosteniamo che il Canova deve mantenere un’operatività entro questi limiti, fungendo da semplice secondo scalo per il Marco Polo, in questo senso se approviamo la messa in sicurezza della pista non per questo possiamo essere favorevoli ad altri investimenti  finalizzati all’ampliamento della capacità operativa dell’Aeroporto; di conseguenza denunciamo il rischio che i voli possano sorvolare i quartieri di Santa Maria del Sile, di San Nicolò e il Centro Storico della Città, con conseguente deprezzamento del valore degli immobili.

Fermo restando che l’Aeroporto Canova è una realtà importante per l’economia trevigiana, non si può pensare che per favorire gli interessi più privati che pubblici di SAVE, che ruotano soprattutto intorno alle esigenze del turismo della Provincia di Venezia, si vada a triplicare i voli in una struttura interna alla rete urbana, con una pista di atterraggio e decollo autorizzata in deroga agli standard internazionali.

L’aumento dell’inquinamento sia acustico che atmosferico, ed inoltre i rischi sempre connessi, ma superiori a causa di una pista inadeguata, al traffico aereo richiedono il coinvolgimento e la trasparenza nei confronti della cittadinanza che vedrà sicuramente peggiorare la vivibilità del territorio in cui abita.

Il nostro vuole essere un richiamo alla responsabilità di Sindaci che devono avere tra le loro massime prerogative non il Dio Denaro ma la salute dei propri cittadini.

Consideriamo perciò un errore la querela contro il Comitato Aeroporto, reo di aver criticato le pubbliche amministrazioni, sporta da Provincia di Treviso e Comune di Treviso.

Consideriamo inoltre necessario che la Regione Veneto inizi a svolgere in modo autorevole il suo ruolo di programmazione, avviando una verifica per la riorganizzazione del sistema aeroportuale del Veneto.

Su questo punto, nell’ambito della razionalizzazione delle Basi dell’Aeronautica Militare proposta nella Campagna Nazionale di SEL “Diamoci un taglio! Alle spese militari” pensiamo che possa essere presa in considerazione anche l’eventualità di un nuovo Aeroporto civile in sostituzione della Base di Istrana.

Fermo restando che è urgente l’adozione da parte della Città di Treviso dei Piani di Rischio connessi alla struttura aeroportuale, grave inadempienza a tutt’oggi dell’Amministrazione leghista.

Scarica il volantino SEL TV su aereoporto


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Riconvertire gli inceneritori veneti

Parte da Sinistra Ecologia Libertà di Verona una proposta di legge regionale sul tema degli inceneritori. Di seguito il testo, molto chiaro, dell’articolato che si vorrebbe portare all’attenzione del Consiglio Regionale, assemblea nella quale però SEL non è rappresentata.

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE dal Titolo “LA REGIONE VIETA LA COSTRUZIONE ED IL POTENZIAMENTO DEGLI INCENERITORI NEL VENETO E RICONVERTE QUELLI ESISTENTI NEL SUO TERRITORIO.

ART.1 – La Regione vieta la costruzione di nuovi inceneritori, il potenziamento degli esistenti nel Veneto e riconverte quelli funzionanti fino alla loro definitiva chiusura.

ART. 2 – Sono abrogate le norme contenute nella legge regionale n.3 del 21/1/2000 e nella Delibera del Consiglio regionale, contenente il PRGRU, n.59 del 22/11/2004, che fanno riferimento alla realizzazione di nuovi inceneritori e al potenziamento e al mantenimento di quelli esistenti.

ART. 3 – La Giunta ed il Consiglio del Veneto, ciascuno per le sue competenze, devono operare affinché entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente legge sia modificata la DCR n.59 del 22/11/2004 contenente il PRGRU prevedendo ed indicando la tipologia e la quantità di impianti sostitutivi degli inceneritori previsti e di quelli funzionanti.

Per le modalità di presentazione al Consiglio Regionale sono pervenuti segnali di interessamento da parte di consiglieri del PD. SEL Verona ha chiesto ai sindaci contrari ai tre forni inceneritori a Ca’ del Bue che si facciano promotori di propria iniziativa, prerogativa che la legge consente loro, di promuovere la legge presso la Regione.

Questa la lettera inviata da Sinistra Ecologia Libertà Verona ai Sindaci di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Zevio, Albaredo, Caldiero, Castel d’Azzano, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Palù, Ronco all’Adige Salizzole, Soave.

Nel corso di questi ultimi anni si è sempre più fatta strada la consapevolezza tra i cittadini e tra gli amministratori che per lo smaltimento dei rifiuti è meglio usare metodi, tecnologie ed impianti innocui per la salute, meno costosi e più moderni.

Bene amministrare vuol dire fare gli interessi esclusivi della collettività in tutti i sensi e quindi fare scelte per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che facciano pagare il meno possibile i cittadini (tia), che non mettano in pericolo la salute degli abitanti e che siano  meno impattanti possibile, tralasciando quindi vecchi, obsoleti e superati impianti e tecnologie come gli inceneritori, i cui costi di costruzione sono abnormi (per Ca’ del Bue sono già stati spesi 190 miliardi delle vecchie lire senza che funzioni e si vuole pagare, con i costi del conferimento, altri 118 milioni di euro per costruire 2 nuovi forni e riattivare il forno esistente).

La pericolosità per la salute degli inceneritori è stata ampiamente dimostrata, come è noto, da molti studi scientifici e da dati epidemiologici. E’ stata ricordata, tra l’altro, nella relazione introduttiva (dr.ssa Gentilini) al congresso nazionale di oncologia medica tenutosi a Verona e nel documento ufficiale della Regione Veneto del 2007 contenente studi, dati ed accertamenti scientifici richiesti dall’assessore regionale alla sanità dell’epoca, Flavio Tosi. Anche le vostre popolazioni vi invitano ad intraprendere tutte le iniziative possibili al fine di non realizzare i tre forni inceneritori a Ca’ del Bue e siamo ben lieti di apprendere che in alternativa agli inceneritori avete intenzione di costruire un consorzio, che per ora conterebbe l’adesione di 12 comuni, i cui scopi ed obiettivi sono:
1° ridurre in origine la produzione di imballaggi, materiali e rifiuti in genere;
2° aumentare la raccolta differenziata portandola all’80%;
3° realizzare moderni impianti di trasformazione del “secco” in materiali utilizzabili (come l’impianto di Vedelago TV e altre tipologie di impianti di riciclo dei rifiuti).
Ci auguriamo che questi propositi procedano con successo coinvolgendo la totalità dei comuni veronesi.

Se siete davvero convinti di voler bloccare la costruzione di questo ecomostro, costosissimo produttore di diossina e nanopolveri, che verrebbe ad inquinare ancora di più l’aria , e non solo, del nostro territorio tra le più inquinate d’Italia e la più inquinata del Veneto,vi invitiamo a convincere i rappresentanti istituzionali regionali che appartengono ai vostri stessi partiti a prendere provvedimenti adeguati nella legislazione regionale, conformi alle indicazioni dell’assessorato alla sanità del 2007, così da proibire definitivamente la costruzione di inceneritori per RSU nel Veneto e dunque a Ca’ del Bue. Per cui riteniamo utile suggerirvi di fare ogni cosa con molta determinazione per contrastare la costruzione degli inceneritori di Ca’ del Bue, compresa la presentazione di una proposta di legge regionale che proibisca la loro costruzione per manifesta nocività , per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini e dell’ambiente e che li sostituisca con più moderni,meno costosi e del tutto innocui impianti e tecnologie. A tale specifico proposito vi ricordiamo che una proposta di legge regionale può essere presentata dalla giunta regionale,da uno o più consiglieri regionali, da almeno 5000 cittadini residenti ma anche da una Provincia, un Comune capoluogo o da almeno 5 Comuni. Voi rappresentate ben più di cinque comuni.

Potete diventare promotori di una nuova e più moderna legislazione regionale in tema di smaltimento dei rifiuti urbani.

Auspicando che quanto da noi suggerito sia preso in esame e favorevolmente accolto ci permettiamo di allegarvi copia di una proposta di legge regionale che può essere migliorata e da voi presentata.

Naturalmente restiamo a vostra disposizione per ogni chiarimento e per fornirvi per la redazione della relazione accompagnatoria molti dati incontrovertibili sulla nocività acclarata degli inceneritori, sul loro costo eccessivo e sulla gamma delle tecnologie e degli impianti alternativi che possono avviare un più moderno e consono servizio di smaltimento dei rifiuti nei nostri territori.

Augurandoci di svolgere, ciascuno nel suo ruolo, una comune battaglia di civiltà con lo scopo esclusivo e nobile di difendere la salute e le tasche dei cittadini vi auguriamo buon lavoro e vi inviamo i nostri più cordiali saluti.
Giorgio Gabanizza                                                                            Vincenzo Genovese
Coordinatore Provinciale                                                  Coordinatore Forum Ambiente
di Sinistra Ecologia Libertà                                                 di Sinistra Ecologia Libertà