Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Coronavirus: la USL 2 dà i numeri

I dati presentati dalla USL 2

La matematica non è un’opinione, e la statistica di conseguenza neppure, mi sento quindi anch’io di dover sollevare delle critiche al modo in cui sono stati presentati i dati della mortalità per coronavirus nel territorio della ULSS 2 del Veneto, perciò per quanto riguarda la Provincia di Treviso.
Per prima cosa il confronto va fatto sul reale periodo in cui la pandemia del coronavirus ha portato evidenze nella mortalità. Spalmare i morti in un arco temporale più grande aumenta in modo sensibile il bias (rumore di fondo), non permettendo un’analisi seria del dato, con l’effetto primario di sottostimare l’impatto del virus; e con il pericoloso effetto secondario, figlio di questo, di generare una sensazione di falsa sicurezza nella massa dei cittadini della nostra Provincia.

Limitarsi poi alla mortalità registrata negli Ospedali, senza valutare quella degli Istituti per anziani è un altro aspetto che aumenta l’incertezza sui dati presentati.
Andrebbe poi cercato di fare il punto sull’incidenza che l’inquinamento da PM10 presente nel Paese e soprattutto in Val Padana, e che viene indicato dalla Commissione Europea come causa di probabili 60.000 morti/anno, sull’elevato indice di letalità del coronavirus nei nostri territori, cosa su cui varie fonti scientifiche hanno postulano un legame.


Ricordo inoltre il recente studio della Società italiana di medicina ambientale (Sima), realizzato insieme alle Università di Bari e di Bologna, che ipotizza possa esserci una relazione tra la diffusione della malattia e gli elevati livelli di presenza di particolato, che secondo lo studio avrebbero agito come “carrier”, cioè come vettore per il trasporto dell’infezione, facilitandone la diffusione e moltiplicandone gli effetti nefasti sulla popolazione.

Concludo auspicando che prossimamente si possa avere una lettura dei dati più completa e che sembri un po’ meno auto-indulgente.


Stefano Dall’Agata

Direttivo Regionale dei Verdi del Veneto

già Consigliere Provincia Treviso – Componente Commissione Protezione Civile.

Confronto ISTAT sulla mortalità nelle prime 3 settimane di marzo


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L’Altro Veneto. Ora Possiamo! sulla Pedemontana

http://www.altroveneto.it/wordpress/laltro-veneto-ora-possiamo-sulla-pedemontana/

pedemontanaLa realtà più povera, più oppressa, più marginale oggi è la terra, dobbiamo prendere coscienza che il Veneto per consumo di territorio agricolo è al secondo posto in Italia dopo la Lombardia,con una perdita annua che va dall’otto al dieci per cento.
L’insostenibilità del modello è segnalata anche dall’impronta ecologica, che in Veneto è di 6,4 ettari per abitante mentre a disposizione ne abbiamo 1,6, con un deficit ecologico che ne consegue è di 4.8 ettari pro capite annuo che viene compensato con lo sfruttamento di risorse importate da altri paesi o continenti.
Contribuiscono alla devastazione del territorio anche le grandi opere, funzionali più alla corruzione in forma continuativa e sistematica, con coinvolti i vertici di grandi imprese, i politici di tutti i livelli regionali e nazionali affiancati anche da funzionari dello stato. Con sistemi di appalto e di progetto di finanza che sono usati come strumenti per indebitare per generazioni tutta la popolazione del Veneto a favore di cordate di interessi privati.
Il governo Renzi, anziché riflettere e proporre progetti alternativi a misura d’uomo, il primo di dicembre proroga ancora una volta l’inesistente situazione di emergenza della Pedemontana. Nonostante tutte le proteste , le denunce e i ricorsi al TAR si insiste per accelerare i tempi dell’approvazione di tutti i progetti presentati, un vero furto alle famiglie.

Che cosa comporta questa Pedemontana per l’agricoltura veneta? Uno spreco di suolo immenso, messa in ginocchio diverse aziende, si appropriano della terra con dubbi sulle risorse per gli espropri. Qui nel trevigiano la situazione più pesante è dove ci sono i fiumi che intersecano la strada creando bacini di laminazione con eventuali allagamenti e problemi alle falde, oltretutto ci sono 2.500 pozzi che scaricano direttamente in falda.
Tutto questo è assurdo, per non parlare dei costi, siamo passati dal miliardo e ottocento agli attuali tre e due e in molti lo pensavamo che la cosa non fosse del tutto regolare, ma noi siamo i soliti contro, finalmente dopo la Corte dei Conti anche l’Autorità Nazionale Anti corruzione vuole vederci chiaro: Per quale motivo il costo dell’opera è lievitato e perché il rischio debba pesare solo sul pubblico e non sul privato visto che fino ad ora sono stati spesi solo soldi pubblici, mentre il concessionario non ha ancora la garanzia bancaria di copertura dei costi che gli competono. Si vuole capire come le risorse sono state ripartite tra il pubblico e il privato a seguito delle modifiche alla convenzione e al piano economico finanziario sostituendo l’appalto al project financing.
L’intervento della magistratura è fondamentale ma non è sufficiente, per rientrare nella legalità e nell’esercizio della democrazia serve una forte presa di coscienza della popolazione del Veneto.
   
Silvano Lazzarin
Candidato al Consiglio Regionale con la lista L’Altro Veneto. Ora Possiamo!

Laura Di Lucia Coletti
Candidata Presidente della Regione Veneto per la lista L’Altro Veneto. Ora Possiamo!


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Ghe a femo!

Come avevo scritto in una nota ancora a novembre dell’anno scorso, non è possibile un mio voto per Alessandra Moretti, sia per quello che rappresenta nel PD del Veneto: il trasformismo, la ricerca di visibilità e posti al sole, la contiguità con le politiche di massacro del lavoro e dei diritti portate avanti dal suo attuale Nume tutelare Matteo Renzi; sia per certe interviste, in cui quello che me la rendono inaccettabile non sono le vacuità #ladylike, ma le volgarità simil berlusconiane.

D’altronde la cultura berlusconiana è uno dei tratti del profilo di detta candidata, quindi non mi stupisco per le volgarità nei confronti di Rosi Bindi, persona distante in molte cose da quelli che sono i miei ideali, ma che considero una politica capace di pensiero autonomo e anche coraggiosa, con un forte rispetto per la struttura democratica della nostra Costituzione.

La prospettiva che mi trovavo di fronte era quella di scegliermi una località più o meno amena in cui andare a passare la giornata dedicata alle Elezioni Regionali, praticando un astensionismo che mi scocciava parecchio. Ma per fortuna non ero l’unico a pensare che si dovesse e potesse tentare di fare qualcosa di più e di meglio, altri ed altre hanno cominciato a trovarsi per cercare di costruire una lista ambientalista e di sinistra, altri ancora hanno discusso anche duramente ed hanno poi deciso di partecipare al percorso che ha portato alla formalizzazione della Lista L’Altro Veneto Ora Possiamo!.

Questa Lista ha trovato una propria Candidata Presidente, è Laura Di Lucia Coletti, politica capace e legata ai movimenti, che avevo già avuto il piacere di conoscere vari anni fa, quando da Consigliera provinciale a Venezia per i DS aveva promosso un’iniziativa con Padre Alex Zanotelli.

Non posso che ritenermi soddisfatto del percorso che si è sviluppato finora, so che c’è molto lavoro duro da fare ancora, tra la raccolta delle firme per presentare la Lista, e una campagna elettorale che sarà per forza di cose fatta in sobrietà, a differenza di quelle messe in campo dalle ricche macchine organizzative di Lega e PD. Ma andiamo avanti, come si diceva un tempo “al lavoro e alla lotta”.Altro_Veneto-Ora-Possiamo-trasp Ghe a femo!


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Sulla sinistra in Italia e nel Veneto e sulla signora Moretti

SinistraQui in Italia si cercano da tempo scorciatoie politiche cercando di scopiazzare dal resto del mondo, evitando di confrontarsi sui processi reali, anche perché c’è una classe politica largamente incapace non solo di analizzarli, ma financo di vederli.

Podemos è nato da un movimento di massa che qui non c’è stato, e lo ha fatto senza sciogliere le sigle esistenti, ma creandone una nuova. Inoltre. e che piaccia o meno. parte dello spazio alla “Podemos” qui è già occupato da Grillo. Il percorso di Syriza, invece, è stato simile a quello di SEL, senza però alcun compagno Migliore degli altri a cercare di transitare nel PASOK, di autonomia sia dal PASOK che dal KKE. La Linke, nata dagli ex comunisti della DDR unitisi ad un pezzo della sinistra dell’SPD, fa alleanze con la SPD dove ce n’è la possibilità, l’ultima in Turingia esprimendone il Presidente.

L’ultimo tentativo in Italia, nato con la presunzione e volontà di tenere distanti vecchi tromboni della politica ha finito con l’imbarcare i vecchi tromboni dell’intellighenzia post marxista, con i risultati di spaccature, risentimenti e stanchezza che sono sotto gli occhi di tutte/i quelli/i che vogliono vedere. Non dovrebbe volerci molto a capire che il tempo di queste scorciatoie è esaurito, e che non c’è spazio per tentativi meno che onesti il cui scopo non dichiarato è quello di permettere possibili ascese verso il sole dell’avvenire di giovani di buone (?) speranze e di delusi e emarginati dalla brutta sinistra attuale. A mio avviso, quello che resta da fare sono il perseguimento senza paura nella promozione e difesa dei propri valori (soprattutto praticandoli in casa propria), e la pratica di alleanze di scopo, valutando caso per caso.

Nel caso Veneto, che è diverso da quello calabrese o emiliano, l’alleanza di scopo con la signora Alessandra Moretti non trova per me alcun senso, neppure “il voto utile” per non consegnare la regione alla Lega di Zaia; stante l’estrema improbabilità di capovolgere la partita, peggiorata dalle uscite di detta signora, degne del peggior centrodestra.


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stop femminicidio: #iocimettolafaccia

Ho deciso di mettercela anch’io la faccia su un tema che da sempre mi impegna come uomo.

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Riporto ad un’iniziativa che avevo supportato, all’epoca ero Presidente della Zona Soci Veneto 3 di Coop Adriatica:

Donne di Sabbia

Il volantino dell’iniziativa “Donne di Sabbia” realizzata dal Circolo di Treviso di Amnesty International in collaborazione con la CGIL e Coop Adriatica.

Informazioni sulla campagna

Campagna di sensibilizzazione sul tema del FEMMINICIDIO promossa dalla Rete degli Studenti Medi del Veneto, Studenti Per UDU Padova, UDU Venezia e UDU Verona: posta una tua foto accompagnata dallo slogan “stop femminicidio: #iocimettolafaccia” e diffondi, manteniamo alta l’attenzione.

Il termine femminicidio non nasce per caso, né perché mediaticamente d’impatto nè tantomeno per ansia di precisione.
Oggi sembra quasi una banalità ripetere i dati dell’OMS: la prima causa di uccisione nel Mondo delle donne tra i 16 e i 44 anni è l’omicidio (da parte di persone conosciute). Negli anni Novanta il dato non era noto, e quando alcune criminologhe femministe verificarono questa triste realtà, decisero di “nominarla”. Fu una scelta politica: la categoria criminologica del femmicidio introduceva un’ottica di genere nello studio di crimini “neutri” e consentiva di rendere visibile il fenomeno, spiegarlo, potenziare l’efficacia delle risposte punitive.
Dietro questa parola c’è una storia lunga più di venti anni, una storia in cui le protagoniste sono le donne.

Il termine “femicide” (in italiano “femmicidio” o “femicidio”) nacque per indicare gli omicidi della donna “in quanto donna”, ovvero gli omicidi basati sul genere, ovvero la maggior parte degli omicidi di donne e bambine. Non stiamo parlando soltanto degli omicidi di donne commessi da parte di partner o ex partner, stiamo parlando anche delle ragazze uccise dai padri perché rifiutano il matrimonio che viene loro imposto o il controllo ossessivo sulle loro vite, sulle loro scelte sessuali, e stiamo parlando pure delle donne uccise dall’AIDS, contratto dai partner sieropositivi che per anni hanno intrattenuto con loro rapporti non protetti tacendo la propria sieropositività, delle prostitute contagiate di AIDS o ammazzate dai clienti, delle giovani uccise perché lesbiche.

Anche l’Unione Europea ha riconosciuto che il femminicidio riguarda tutti gli Stati del mondo, non solo quelli latinoamericani. L’attuale situazione politica ed economica dell’Italia non puo’ essere utilizzata come giustificazione per la diminuzione di attenzione e risorse dedicate alla lotta contro tutte le manifestazioni della violenza su donne e bambine in questo Paese.

Un triste primato che porta le Nazioni Unite a parlare di femminicidio per l’Italia: rimane costante è la violenza in generale esercitata dagli uomini sulle donne.
Secondo l’Istat infatti una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni è stata colpita, nell’arco della propria vita, dall’aggressività di un uomo, e nel 63% dei casi alla violenza hanno assistito i figli. Le donne più colpite sono quelle comprese nella fascia 16-24 anni.

Le vittime sono considerate oggetti di proprietà e nel momento in cui cercano di spezzare questo legame, scatta la furia.
Intanto nel nostro Paese sono cento le donne vittime di femminicidio nel 2012, e chissà quante di cui non conosciamo i nomi.

Per quanto ancora l’Italia permetterà tutto questo?
Chiediamo e vogliamo vivere in una società che tuteli i diritti di tutti e non permetta più di lesionare la dignità altrui.
Come Rete degli Studenti Medi ribadiamo ancora una volta il nostro appoggio alle donne di “Se non ora Quando?” che dal 13 febbraio 2011 non hanno ancora smesso di lottare.


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La Lista di SEL in Veneto per il Senato

benvenuta sinistra

I CANDIDATI DELLA LISTA DI SEL IN VENETO
Nome e cognome Luogo e data di nascita
1 MBAYE DIAW detto PAPE DAKAR (SENEGAL), 31.3.1960
2 MARIATERESA DI RISO PADOVA, 24.11.1971
3 LEONIDA FACCHINI detto DINO CURTATONE (MN), 30.3.1947
4 FEDERICA PANIZZO CAPRINO VERONESE (VR), 1.10.1971
5 ATTILIO MOTTA LECCE, 8.1.1971
6 CINZIA SIVIER ROVIGO, 29.4.1963
7 STEFANO DALL’AGATA TREVISO, 6.12.1960
8 NADIO GRILLO CAVARZERE (VE), 4.10.1948
9 BEATRICE ANDREOSE ESTE (PD), 5.4.1957
10 PIO D’EMILIA ROMA, 18.7.1954
11 LORENZA ANNONI MILANO, 8.8.1947
12 VITTORIO ALBERTI VENEZIA, 12.11.1954
13 LIA ARRIGONI NEGRAR (VR), 17.11.1969
14 LUIGI AMENDOLA ROMA, 17.7.1964
15 PIA COLLEONI TREVISO, 12.12.1943
16 ANTONIO COMPOSTA ISOLA DELLA SCALA (VR), 9.5.1956
17 CLAUDIA D’AMBROS VICENZA, 11.4.1954
18 CLAUDIO MAGAGNA VILLAFRANCA (VR), 4.8.1953
19 TERESA LAPIS SAN DONÀ DI PIAVE (VE), 22.6.1954
20 SERGIO PIOTTO BASSANO DEL GRAPPA (VI), 26.4.1955
21 ANTONELLA SUSANA BELLUNO, 13.4.1960
22 GIUSEPPE ROSSATO MIRA (VE), 21.02.1956
23 SILVIO SCHIEVANO PADOVA, 12.7.1967
24 WALTER SIGOLO ROVIGO, 16.2.1964


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574 grazie

Un grazie di cuore alle 574 persone che hanno scelto di dare fiducia alle idee e ai valori che porto porto avanti in e con Sinistra Ecologia Libertà.
Ora al lavoro con le altre compagne e gli altri compagni, perché è importante che Sinistra Ecologia Libertà abbia una buona affermazione in Veneto, che speriamo possa contribuire a far sì che la coalizione Italia Bene Comune possa risultare la prima anche nella nostra Regione.

Stefano Dall’Agata

Stefano per Nichi

Risultati ufficiosi primarie SEL Veneto.
Senato:

DONNE
Di Riso 1161
Tomat 707
Panizzo 567
Sivier 339

UOMINI
Facchini 1054
Motta 598
Dall’Agata 574
Grillo 543


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IL VENETO AMBIENTALISTA PER NICHI VENDOLA PRESIDENTE

https://fbcdn-profile-a.akamaihd.net/hprofile-ak-ash4/276529_158606097618052_675081065_n.jpgNon c’è speranza. O forse c’è, se la Politica, quella seria, onesta che fa l’interesse della gente, ha il sopravvento su quella corrotta che consuma il Paese in termini di risorse, di occupazione, di sviluppo, di denaro sottratto ai cittadini, di consumo di energia, di suolo, di patrimonio immobiliare pubblico, di Beni Comuni, fra i quali l’acqua.

Da troppo tempo i Governi calpestano gli interessi della gente per fare quelli di multinazionali, quando non direttamente i propri. L’esasperazione è ormai giunta al limite, ma si rifugia in una sdegnata rassegnazione.

E’ ciò che si aspetta chi vuole continuare così. Chi spera in un futuro Governo delle destre o di un Monti Bis molto vicino al pensiero liberista che vede nel patrimonio pubblico di questo Paese (spiagge, beni comuni, acqua..), non una risorsa appartenente alla collettività, cioè a tutti, ma un bene di cui possono disporre anche se ne sono solo i gestori temporanei e speriamo provvisori. Questo modo di depredare l’Italia renderà tutti più poveri, soprattutto le future generazioni alle quali rimarrà un ambiente urbano insalubre e un ambiente naturale non protetto, indebolito e contaminato.

In questi giorni è stato lanciato un grido d’allarme per i Parchi Nazionali, ai quali vengono sottratti i finanziamenti necessari per sopravvivere.

Anche gli ultimi provvedimenti varati dal Governo dimostrano l’incapacità di assimilare una cultura ambientalista. Una cultura che deve permeare ogni azione, perché parte integrante di un modello di sviluppo basato non sul massimo profitto, ma sui bisogni dell’uomo e della natura. Ma un altro tipo di modello sta mettendo a rischio il pianeta e la nostra vita quotidiana. E si concretizza in atti sistematici anche recenti

  • l’ipocrisia pappagallesca del DDL sul consumo di suolo nelle aree agricole. Uno spot pubblicitario del Ministro che trascura tutti gli spazi aperti e che non ha alcuna obbligatorietà;
  • il silenzio assenso per le autorizzazioni a costruire previsto nel decreto per le semplificazioni anche nelle aree con vincoli ambientali e paesaggistici;
  • il piano città senza strategie. Un occasione mancata per indirizzare gli interventi verso pratiche urbanistico- edilizie non rivolte solo alla ulteriore cementificazione

Non ascoltiamo quello che dicono, guardiamo quello che fanno.

Nichi Vendola ha dedicato e dedica la sua vita a difesa dei diritti civili e dell’ambiente.

Per noi sostenibilità sociale e ambientale sono un binomio inscindibile.

Nichi Vendola è l’unico che può dare garanzie su questi temi per i quali ci battiamo perché ha sostenuto queste battaglie con fermezza e coerenza, per questo appoggiamo la sua candidatura alle Primarie del centro-sinistra per il Governo del Paese.

Su Facebook

IL VENETO AMBIENTALISTA PER NICHI VENDOLA PRESIDENTE

Luisa Calimani
Associazione Città Amica
Stefano Dall’Agata
Comitato Si alle Rinnovabili No al Nucleare Treviso
Vincenzo Genovese
Architetto Verona
Oscar Mancini
Presidente Veneto Comitato Sì alle Rinnovabili, No al Nucleare


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IL VENETO CHE SI ARRABBIA, PROTESTA E PROPONE ALTERNATIVE PER UN TERRITORIO IN PERICOLO

VERSO IL CONGRESSO REGIONALE DI LEGAMBIENTE VENETO

9 NOVEMBRE 2011 ore 20.30

Centro ricreativo culturale (dietro il Municipio)

MASERADA SUL PIAVE  (Treviso)

convegno

IL VENETO CHE SI ARRABBIA, PROTESTA E PROPONE ALTERNATIVE PER UN TERRITORIO IN PERICOLO

presentazione “Atlante dei conflitti territoriali”

PROGRAMMA

Malessere territoriale e proteste dai cittadini

Laura Fregolent, docente IUAV di Venezia,

autrice della ricerca “L’Atlante dei conflitti territoriali”

Il conflitto, primo passo verso la partecipazione dei cittadini alle decisioni

Francesco Musco, docente IUAV di Venezia

L’esperienza del CAT, tanti gruppi per un solo obiettivo

Mattia Donadel, coordinamento Comitati Ambiente e Territorio

Discussione

Conclusioni

Michele Bertucco, presidente Legambiente Veneto

 

Su Facebook:

 

Legambiente Veneto

C.so del Popolo, 276 – 45100 Rovigo

tei 0425-27520 fax 0425-28072

e-mail veneto@legambienteveneto.it web www.legambienteveneto.it


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Riconvertire gli inceneritori veneti

Parte da Sinistra Ecologia Libertà di Verona una proposta di legge regionale sul tema degli inceneritori. Di seguito il testo, molto chiaro, dell’articolato che si vorrebbe portare all’attenzione del Consiglio Regionale, assemblea nella quale però SEL non è rappresentata.

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE dal Titolo “LA REGIONE VIETA LA COSTRUZIONE ED IL POTENZIAMENTO DEGLI INCENERITORI NEL VENETO E RICONVERTE QUELLI ESISTENTI NEL SUO TERRITORIO.

ART.1 – La Regione vieta la costruzione di nuovi inceneritori, il potenziamento degli esistenti nel Veneto e riconverte quelli funzionanti fino alla loro definitiva chiusura.

ART. 2 – Sono abrogate le norme contenute nella legge regionale n.3 del 21/1/2000 e nella Delibera del Consiglio regionale, contenente il PRGRU, n.59 del 22/11/2004, che fanno riferimento alla realizzazione di nuovi inceneritori e al potenziamento e al mantenimento di quelli esistenti.

ART. 3 – La Giunta ed il Consiglio del Veneto, ciascuno per le sue competenze, devono operare affinché entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente legge sia modificata la DCR n.59 del 22/11/2004 contenente il PRGRU prevedendo ed indicando la tipologia e la quantità di impianti sostitutivi degli inceneritori previsti e di quelli funzionanti.

Per le modalità di presentazione al Consiglio Regionale sono pervenuti segnali di interessamento da parte di consiglieri del PD. SEL Verona ha chiesto ai sindaci contrari ai tre forni inceneritori a Ca’ del Bue che si facciano promotori di propria iniziativa, prerogativa che la legge consente loro, di promuovere la legge presso la Regione.

Questa la lettera inviata da Sinistra Ecologia Libertà Verona ai Sindaci di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Zevio, Albaredo, Caldiero, Castel d’Azzano, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Palù, Ronco all’Adige Salizzole, Soave.

Nel corso di questi ultimi anni si è sempre più fatta strada la consapevolezza tra i cittadini e tra gli amministratori che per lo smaltimento dei rifiuti è meglio usare metodi, tecnologie ed impianti innocui per la salute, meno costosi e più moderni.

Bene amministrare vuol dire fare gli interessi esclusivi della collettività in tutti i sensi e quindi fare scelte per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che facciano pagare il meno possibile i cittadini (tia), che non mettano in pericolo la salute degli abitanti e che siano  meno impattanti possibile, tralasciando quindi vecchi, obsoleti e superati impianti e tecnologie come gli inceneritori, i cui costi di costruzione sono abnormi (per Ca’ del Bue sono già stati spesi 190 miliardi delle vecchie lire senza che funzioni e si vuole pagare, con i costi del conferimento, altri 118 milioni di euro per costruire 2 nuovi forni e riattivare il forno esistente).

La pericolosità per la salute degli inceneritori è stata ampiamente dimostrata, come è noto, da molti studi scientifici e da dati epidemiologici. E’ stata ricordata, tra l’altro, nella relazione introduttiva (dr.ssa Gentilini) al congresso nazionale di oncologia medica tenutosi a Verona e nel documento ufficiale della Regione Veneto del 2007 contenente studi, dati ed accertamenti scientifici richiesti dall’assessore regionale alla sanità dell’epoca, Flavio Tosi. Anche le vostre popolazioni vi invitano ad intraprendere tutte le iniziative possibili al fine di non realizzare i tre forni inceneritori a Ca’ del Bue e siamo ben lieti di apprendere che in alternativa agli inceneritori avete intenzione di costruire un consorzio, che per ora conterebbe l’adesione di 12 comuni, i cui scopi ed obiettivi sono:
1° ridurre in origine la produzione di imballaggi, materiali e rifiuti in genere;
2° aumentare la raccolta differenziata portandola all’80%;
3° realizzare moderni impianti di trasformazione del “secco” in materiali utilizzabili (come l’impianto di Vedelago TV e altre tipologie di impianti di riciclo dei rifiuti).
Ci auguriamo che questi propositi procedano con successo coinvolgendo la totalità dei comuni veronesi.

Se siete davvero convinti di voler bloccare la costruzione di questo ecomostro, costosissimo produttore di diossina e nanopolveri, che verrebbe ad inquinare ancora di più l’aria , e non solo, del nostro territorio tra le più inquinate d’Italia e la più inquinata del Veneto,vi invitiamo a convincere i rappresentanti istituzionali regionali che appartengono ai vostri stessi partiti a prendere provvedimenti adeguati nella legislazione regionale, conformi alle indicazioni dell’assessorato alla sanità del 2007, così da proibire definitivamente la costruzione di inceneritori per RSU nel Veneto e dunque a Ca’ del Bue. Per cui riteniamo utile suggerirvi di fare ogni cosa con molta determinazione per contrastare la costruzione degli inceneritori di Ca’ del Bue, compresa la presentazione di una proposta di legge regionale che proibisca la loro costruzione per manifesta nocività , per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini e dell’ambiente e che li sostituisca con più moderni,meno costosi e del tutto innocui impianti e tecnologie. A tale specifico proposito vi ricordiamo che una proposta di legge regionale può essere presentata dalla giunta regionale,da uno o più consiglieri regionali, da almeno 5000 cittadini residenti ma anche da una Provincia, un Comune capoluogo o da almeno 5 Comuni. Voi rappresentate ben più di cinque comuni.

Potete diventare promotori di una nuova e più moderna legislazione regionale in tema di smaltimento dei rifiuti urbani.

Auspicando che quanto da noi suggerito sia preso in esame e favorevolmente accolto ci permettiamo di allegarvi copia di una proposta di legge regionale che può essere migliorata e da voi presentata.

Naturalmente restiamo a vostra disposizione per ogni chiarimento e per fornirvi per la redazione della relazione accompagnatoria molti dati incontrovertibili sulla nocività acclarata degli inceneritori, sul loro costo eccessivo e sulla gamma delle tecnologie e degli impianti alternativi che possono avviare un più moderno e consono servizio di smaltimento dei rifiuti nei nostri territori.

Augurandoci di svolgere, ciascuno nel suo ruolo, una comune battaglia di civiltà con lo scopo esclusivo e nobile di difendere la salute e le tasche dei cittadini vi auguriamo buon lavoro e vi inviamo i nostri più cordiali saluti.
Giorgio Gabanizza                                                                            Vincenzo Genovese
Coordinatore Provinciale                                                  Coordinatore Forum Ambiente
di Sinistra Ecologia Libertà                                                 di Sinistra Ecologia Libertà