Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Lo “stradismo” miope di Zaia & Company

Le polemiche sul basso utilizzo della A28 con la richiesta di esenzione dal pedaggio dei veicoli e quindi del suo utilizzo gratuito segnano il punto di disvelamento della grande bugia sul sistema viario del Veneto e di quali debbano essere le soluzioni opportune.

https://i1.wp.com/www.oggitreviso.it/files/A28_svincolo_chiuso_HP_2.jpgDi fronte alla necessità di sopperire all’intasamento delle vie di raccordo locali i soloni dell’impresa e di certa politica, di cui il Presidente Zaia è il fiero alfiere, soffiavano sulle trombe ai quattro venti la loro proposta: “si facciano le (grandi) Opere che servono”.

Si trattava e si tratta di uno “stradismo” miope incapace di cercare e trovare soluzioni capaci di tenere assieme le esigenze di viabilità e quelle di salvaguardia del territorio, che non sembra tenere in alcun conto le esigenze delle comunità locali e del territorio. Quest’ultimo vittima di un vero e proprio “stragismo” con lo sventramento di luoghi di pregio ambientale e paesaggistico.

Ma le Autostrade sono utili mi si dice, e allora vediamo fino in fondo a cosa sono e/o devono essere utili.

Un Autostrada è utile se riesce ad attrarre il traffico locale sgravando paesi e città da attraversamenti e code, riuscendo magari con ciò ad essere anche economicamente attraente. Ma se questo non accade, ed anzi lo stesso capitolato di appalto (nel caso dell’Autostrada Pedemontana) postula che l’opera possa non essere utile a tal fine e prevede un contributo da parte del pubblico nel caso i flussi di traffico non raggiungano una certa quota, mi chiedo quale è, e per chi è l’utilità.

Forse è per le imprese che si aggiudicano l’appalto e possono così lucrare, forse è per i politici condiscendenti che da queste imprese possono ricevere appoggio, forse per chi deve trasportare via camion le merci che dalla Turchia vanno in Francia o in Spagna, ma per le cittadine ed i cittadini della Marca e del Veneto vi è un danno per la distrazione di risorse che potevano essere utilizzate per altre priorità, oltre al danno del peggioramento della propria qualità della vita.

Il cattivo esempio che giunge dagli esiti della A28 porta quindi a far acquisire valore alle ragioni dei comitati che si oppongono alla realizzazione della Pedemontana, che a tutti gli effetti è un’Autostrada, un’Opera che rischia di creare alla viabilità più danni che vantaggi. Va ricordato che il tracciato scritto sulla carta tra le altre cose prevede nella nostra Provincia il passaggio su discariche esaurite, su aree di pertinenza di Ville Monumentali, e che su quella di Vicenza avrà effetti imprevedibili sulla viabilità di Bassano del Grappa. Non posso non sottolineare come il Progetto definitivo depositato presenti addirittura dei peggioramenti rispetto il Progetto preliminare, con la sgradevole sensazione che gli interessi di tutela del territorio e le proposte presentate in varie sedi al proposito abbiano trovato ben poco spazio nella stesura della progettazione.

Voglio anche ricordare come la proposta di una vera Superstrada libera e collegata al territorio avrebbe consentito di risolvere le esigenze di collegamento sulle lunghe distanze con le esigenze di attraversamento del traffico locale, risolvendo ad esempio con un’unica opera la questione della circonvallazione di Montebelluna.

Mi sento quindi di dare piena solidarietà ai Comuni ed ai Comitati che in questi giorni si stanno mobilitando, a partire dal Comune di Volpago del Montello di cui considero più che giustificato il ricorso al TAR contro il progetto in rilevato della Superstrada Pedemontana Veneta.

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia Libertà

Capogruppo Provincia di Treviso


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DALL’AGATA e ATALMI ecco le prove sulle responsabilità della LEGA per il tracciato della Tangenziale

Dalle ricerche effettuate sul percorso di autorizzazione amministrativa della Media Struttura di Vendita Iper Lando emerge chiaramente una responsabilità oggettiva da parte dell’Amministrazione del Comune di Treviso, che ha concesso prima una nuova autorizzazione con accorpamento della licenze (n° 7508 del 19.02.98) e successivamente due autorizzazioni all’ampliamento della superficie di vendita prima a mq. 1776 e poi a mq. 2500.

Il residence Sant’Anna, sopra il quale è previsto un sottopasso

Il residence Sant’Anna, sopra il quale è previsto un sottopasso

Nell’approvazione delle autorizzazioni ci chiediamo che tipo di valutazione sia stata espressa dall’Amministrazione del Comune di Treviso rispetto allo “studio di impatto sulla viabilità”, e come si sia potuto in detta valutazione non rilevare che le autorizzazioni alla Media Superficie erano in contrasto con le previsioni urbanistiche che proprio nell’area in questione prevedevano il passaggio del Tracciato della Tangenziale di Treviso.

Crediamo che per i cittadini coinvolti possa essere ormai chiaro chi debbono ringraziare per un nuovo tracciato che passa a ridosso, se non sopra le loro case, in primis le due persone che ricoprivano la carica pro-tempore di Sindaco del Comune di Treviso nelle date citate: Giancarlo Gentilini e Giampaolo Gobbo. E conseguentemente il loro partito, la Lega Nord, che esprimeva nello stesso periodo i Presidenti di Provincia Luca Zaia e Leonardo Muraro, che avevano al responsabilità di seguire un corretto coordinamento sugli interventi nella viabilità del territorio della Provincia.

Sottolineiamo che riteniamo inaccettabili, da questi ultimi, scuse che si rifanno ad una mancanza di competenze dirette da parte dell’Ente Provincia sulla strada in questione, e questo sia perché è stato sotto agli occhi di tutti l’interventismo a tutto campo di Zaia e Muraro su tutte le questioni viabilistiche, sia perché la posizione poi raggiunta da parte di Zaia di Vice-Presidente della Regione Veneto, che la Vice-Presidenza di Veneto Strade da parte di Muraro danno a loro e al loro partito responsabilità politiche da cui non possono tirarsi indietro.

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia Libertà

Consigliere Provincia di Treviso

Nicola Atalmi – Sinistra Trevigiana

Consigliere Comune di Treviso


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Con i lavoratori della Gatorade

Leggo con stupore l’articolo di oggi su Il Gazzettino in cui si lamenta la mancanza dei politici al corteo dei lavoratori della Pepsico/Gatorade.
Contrariamente a quanto scritto, io ero presente, ho salutato quei lavoratori, che non erano per me degli sconosciuti avendo tra l’altro lavorato presso l’allora Quaker/Chiari & Forti, proprio anche nel magazzino della Gatorade, ed ho condiviso le loro ragioni.
Quello che non condivido è la “comprensione delle esigenze delle multinazionali” da parte di Zaia e la sua solidarietà pelosa.
Con un po’ meno di ipocrisia Zaia potrebbe notare che dietro alle chiusure di stabilimenti non vi sono reali ragioni di produttività, ma spesso ragioni di realizzo speculativo su aree immobiliari che si trovano  in zone appetibili.
Lo smantellamento di quel sito produttivo parte da lontano, già 15 anni fa si parlava di vendita dei marchi, ed ora il semplice sguardo dalla strada all’ex stabilimento Chiari & Forti fa capire come l’offerta alla Pepsico per l’area della Gatorade possa essere estremamente invitante.
Su decisioni che sembrano già prese, credo che la politica possa ancora dire la sua, per esempio non facendo dare per scontato che le variazioni di destinazione d’uso da Industriale a Direzionale/Residenziale/Commerciale siano possibili; non mi sembra irrealistico chiedere che a Silea resti il sito produttivo con la garanzia dell’occupazione. E mi pare giusto e corretto pretendere che, chi ha potuto fare affari ed investimenti nel nostro territorio, non possa andarsene trattando i lavoratori e le loro famiglie come scarpe vecchie.
Stefano Dall’Agata
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà Provincia di Treviso

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Federalismo demaniale: vendiamo il Colosseo?

Rischia di diventare attuale questa immagine di Totò, nella realtà l’Italia sta  superando la fantasia, non sarà più incredibile il vendere la Fontana di Trevi come si vede in un vecchio film.

Il Federalismo demaniale rischia di tramutarsi nel più gigantesco saccheggio al Patrimonio pubblico, superiore persino a quello realizzato da Napoleone?

Da Porta Portese, alle isole, alle Dolomiti, “l’elenco provvisorio” dei beni messi in vendita dal Demanio conta 11.009 schede per un totale di 19.005 tra fabbricati e terreni che in base al federalismo possono essere venduti.

Suonano perciò stonate le parole del Presidente del Veneto Zaia quando dice  “Mi sembra una cosa buona il fatto che pezzi così famosi delle Dolomiti, dichiarate tra l’altro patrimonio mondiale dell’umanità, ritornino alle loro comunità. Stiamo andando nella  direzione giusta, anche dal punto di vista dei simboli”.

Se accanto a ogni «bene», viene indicato un «valore di inventario», che ammonta complessivamente a poco più di tre miliardi (3.087.612.747), ed il senso del trasferimento è il dare la possibilità agli Enti locali che richiedano i beni di venderli per ripianare il debito pubblico, siamo di fronte al rischio concreto di una enorme speculazione edilizia, per la quale sono stati stimati possibili 500.000 metri cubi di cementificazione sulle aree agricole.

Se invece si vuol realmente garantire che quel che è patrimonio dell’umanità resti protetto, a disposizione delle comunità attuali, ma anche di quelle future; che la proprietà sia dello Stato, delle Regione o di Enti locali il Federalismo demaniale risulta inutile.

Credo però che nel pensiero del Governo, che questo Federalismo demaniale ha voluto, non vi sia la volontà di salvaguardare il Patrimonio, ma di fare cassa con quasi ogni mezzo necessario.

Va esclusa ovviamente la volontà di far pagare le tasse a chi non le paga, cosa piuttosto antipatica a Berlusconi, che ha rimarcato più volte di considerare giustificata l’evasione fiscale (magari la propria).

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia Libertà

Consigliere Provincia di Treviso



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Le bugie della Lega

Uno dei principi cardine del pensiero di Gandhi è il “satyagraha”, traducibile come “attenersi strettamente alla verità”, e che nel campo politico può essere letto come “coerenza”.

Purtroppo detta coerenza manca al candidato Presidente della Regione Veneto per lo schieramento delle destre, capace di votare a favore del Nucleare come voluto dall’accoppiata Berlusconi /Scaiola, ma anche di venire a dire qui in Veneto di essere contrario. Al proposito va sottolineato che, in coerenza con quanto votato in Consiglio dei Ministri, al Consiglio Provinciale di Treviso il Presidente Muraro e la sua Maggioranza (Lega, PDL, UDC) votarono contro un nostro ODG che chiedeva di finanziare le energie da fonti rinnovabili e il risparmio energetico invece che la costruzione di nuove centrali nucleari

Una faccia tosta ed una spudoratezza che pongono Zaia e il suo partito a pieni voti nella banda del boss di Arcore, alla faccia delle prediche sul cambiamento che la Lega diceva di voler rappresentare, l’unica cosa che è cambiata è la velocità della Lega nel genuflettersi a padroni e padrini, dimenticandosi dei bisogni della popolazione del Veneto.

Stefano Dall’Agata

Candidato SEL-PSI elezioni regionali del Veneto

Consigliere Provincia di Treviso