Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Una breve riflessione sul voto alle Primarie

È vero che non è andata come speravamo, con la vittoria di Nichi Vendola e con un profondo rimescolamento del campo di Centrosinistra; vittoria che forse era possibile l’autunno scorso, se si fosse votato dopo la caduta di Silvio Berlusconi.

È a mio avviso altrettanto vero che la base allargata di SEL, quella che va oltre gli iscritti e che è rappresentata dal consenso ottenuto dalla candidatura di Nichi Vendola, chiede a SEL di partecipare, di non stare alla finestra; ed a larghissima maggioranza, al secondo turno, di scegliere la miglior mediazione possibile.

Io ho votato convintamente Pierluigi Bersani, considerando, che aldilà delle chiacchiere, dietro la figura di Matteo Renzi si trovi il tentativo gattopardesco di una restaurazione neo-conservativa tendente a rappresentare gli stessi poteri forti e le stesse famiglie che hanno malamente gestito fino ad ora gran parte del Paese.

Mi sento rassicurato, anche dal confronto con votanti per Vendola, sul fatto che la mia visione della realtà è largamente condivisa, e credo che l’azione politica di SEL da ora in poi debba essere non il rincorrere “stati generali della sinistra” o generici appelli ai movimenti (per i quali vorrei che fossero nominati soggetti e persone, per verificare che non si tratti di realtà già schierate da altre parti), ma costruire lo spazio in cui le persone che si sono riconosciute nella proposta politica che rappresentiamo possano trovare il luogo per la loro concreta e fattiva partecipazione.

 

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SERVIZIO ANTIBUFALA – Puntata 2. San Raffaele, Don Verzè e dintorni

pubblicata da LaFabbrica Di Nichi Trani il giorno Giovedì 8 novembre 2012

Con queste note vi aiuteremo ad orientarvi meglio nella disinformazione messa in giro da chi ha l’interesse a farlo, in particolare sui temi che riguardano il candidato alle Primarie Nichi Vendola.

Nella prima puntata ci siamo occupati delle bufale sugli inceneritori Marcegaglia. In questa seconda nota ci occuperemo della vicenda “Don Verzè a Taranto”.

CHI ERA DON LUIGI VERZE’

Don Luigi Maria Verzè era (ha lasciato questo mondo il 31 dicembre dello scorso anno) un imprenditore della Sanità, fondatore dell’Ospedale San Raffaele di Milano (riconosciuto come Ospedale di eccellenza, anche nella ricerca scientifica. Nelle apposite classifiche, era assolutamente in testa) e della omonima fondazione. Non è nostra intenzione qui fare un’analisi della sua vita, nè tantomeno un giudizio della stessa, o della sua opera imprenditoriale. Con la vicenda specifica legata al progetto di costruire un Ospedale Oncologico nella città di Taranto, concordato con la Regione Puglia, simili aspetti possono contare fino a un certo punto. Ricordiamo però qual’è l’accusa che viene spesso fatta a Vendola: aver “fatto affari” con Don Verzè, “amico di Berlusconi” (in effetti ammirava sia Berlusconi che Fidel Castro. Ma Vendola non doveva certo farci un’alleanza politica), aver “cercato di far costruire l’ospedale ad un responsabile di numerosi scandali” (accusandolo, di fatto, di voler “importare” gli scandali in Puglia), di aver “preferito il privato al pubblico” (proprio lui?) e di aver “regalato milioni a Don Verzè ed al San Raffaele” (e questa sarebbe l’accusa più grave. Se dimostrata, avrebbe rilievo penale, perchè i soldi pubblici non si regalano. Ovviamente nessun Magistrato ci ha mai perso un attimo)

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SERVIZIO ANTIBUFALA – Puntata 1: Marcegaglia ed inceneritori

pubblicata da LaFabbrica Di Nichi Trani il giorno Lunedì 5 novembre 2012 alle ore 3.00 ·

Con queste note vi aiuteremo ad orientarvi meglio nella disinformazione messa in giro da chi ha l’interesse a farlo, in particolare sui temi che riguardano il candidato alle Primarie Nichi Vendola.

In questa prima puntata, parleremo degli inceneritori della Marcegaglia, che secondo qualcuno Vendola avrebbe favorito in Puglia.

E’ vero, in realtà, l’esatto contrario.

Dovete sapere, infatti, che quando un inceneritore nasce come semplice iniziativa privata, e non su “commissione” pubblica, la competenza sul concedere o meno la sua realizzazione spetta esclusivamente allo Stato, in quanto, per la legge italiana, gli inceneritori sono considerati impianti industriali. La Regione non può, quindi, impedirne la realizzazione, ma solo imporre tutti i controlli del caso, compresa la VIA.

Vendola l’ha fatto. Per questo, uno degli impianti della Marcegaglia (quello inizialmente previsto a Modugno) è anche saltato, non avendoli superati. Gli altri no, nonostante che si sia riusciti, in alcuni casi, ad ostacolarne il percorso ed a ritardarlo, con tutti i controlli prescritti.

Ma non spettava alla Regione dare l’autorizzazione finale. Per questo, e solo per questo, questi impianti si sono realizzati, NONOSTANTE il fatto che Vendola non li volesse affatto.

Per capire il suo atteggiamento riguardo alla questione-inceneritori, invece, si può guardare a cosa ha fatto laddove erano realmente sua competenza.

Raffaele Fitto, infatti, aveva lasciato in eredità un piano regionale di gestione dei rifiuti che prevedeva la costruzione di cinque inceneritori (peraltro di dimensioni ben più grandi di quelli di cui si parla qui) sul territorio Regionale.

Il più grande di questi cinque inceneritori, peraltro, era previsto proprio nella nostra città, Trani, dove a costruirlo doveva essere la società di Pino Grossi, imprenditore del nord che poi ha passato gli ultimi anni della sua vita (purtroppo non è più su questa terra) a San Vittore.

Nichi Vendola appena arrivato ha bloccato questo piano, e nel giro di un anno questi cinque inceneritori, previsti su commissione pubblica, li ha CANCELLATI. Provvedimento che ha sempre rivendicato, peraltro, come uno dei più caratterizzanti della sua esperienza da Presidente della Regione Puglia, e che, d’altra parte, gli provocò attacchi virulenti da parte dell’opposizione (che quegli inceneritori li voleva).

Si nota chiaramente, quindi, qual’è la verità. Sulla vicenda specifica degli impianti della Marcegaglia. E sull’atteggiamento complessivo di Nichi Vendola sul tema degli inceneritori.

Di certo pensare che Vendola sia favorevole agli inceneritori in generale, o sia stato favorevole a quelli della Marcegaglia in particolare, è fuori da ogni logica e verità.

Più inceneritori e più bugie. Oppure Vendola

Per approfondire:

Articolo che parla di come saltò l’inceneritore di Modugno, dopo il parere negativo sulla VIA prescritta dalla Regione Puglia

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=472929&IDCategoria=11

Articolo su quello di Cerignola, che spiega molte cose sul reale andamento di simili vicende:http://www.linkredulo.it/giornale/opinioni/1129-impianto-rifiuti-marcegaglia-scontro-vendola-lannes.html

Vendola parla della vicenda dell’inceneritore di Trani

http://www.traninews.it/articoli/3565-nichi-vendola-e-gli-inceneritori-.asp


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IL VENETO AMBIENTALISTA PER NICHI VENDOLA PRESIDENTE

https://fbcdn-profile-a.akamaihd.net/hprofile-ak-ash4/276529_158606097618052_675081065_n.jpgNon c’è speranza. O forse c’è, se la Politica, quella seria, onesta che fa l’interesse della gente, ha il sopravvento su quella corrotta che consuma il Paese in termini di risorse, di occupazione, di sviluppo, di denaro sottratto ai cittadini, di consumo di energia, di suolo, di patrimonio immobiliare pubblico, di Beni Comuni, fra i quali l’acqua.

Da troppo tempo i Governi calpestano gli interessi della gente per fare quelli di multinazionali, quando non direttamente i propri. L’esasperazione è ormai giunta al limite, ma si rifugia in una sdegnata rassegnazione.

E’ ciò che si aspetta chi vuole continuare così. Chi spera in un futuro Governo delle destre o di un Monti Bis molto vicino al pensiero liberista che vede nel patrimonio pubblico di questo Paese (spiagge, beni comuni, acqua..), non una risorsa appartenente alla collettività, cioè a tutti, ma un bene di cui possono disporre anche se ne sono solo i gestori temporanei e speriamo provvisori. Questo modo di depredare l’Italia renderà tutti più poveri, soprattutto le future generazioni alle quali rimarrà un ambiente urbano insalubre e un ambiente naturale non protetto, indebolito e contaminato.

In questi giorni è stato lanciato un grido d’allarme per i Parchi Nazionali, ai quali vengono sottratti i finanziamenti necessari per sopravvivere.

Anche gli ultimi provvedimenti varati dal Governo dimostrano l’incapacità di assimilare una cultura ambientalista. Una cultura che deve permeare ogni azione, perché parte integrante di un modello di sviluppo basato non sul massimo profitto, ma sui bisogni dell’uomo e della natura. Ma un altro tipo di modello sta mettendo a rischio il pianeta e la nostra vita quotidiana. E si concretizza in atti sistematici anche recenti

  • l’ipocrisia pappagallesca del DDL sul consumo di suolo nelle aree agricole. Uno spot pubblicitario del Ministro che trascura tutti gli spazi aperti e che non ha alcuna obbligatorietà;
  • il silenzio assenso per le autorizzazioni a costruire previsto nel decreto per le semplificazioni anche nelle aree con vincoli ambientali e paesaggistici;
  • il piano città senza strategie. Un occasione mancata per indirizzare gli interventi verso pratiche urbanistico- edilizie non rivolte solo alla ulteriore cementificazione

Non ascoltiamo quello che dicono, guardiamo quello che fanno.

Nichi Vendola ha dedicato e dedica la sua vita a difesa dei diritti civili e dell’ambiente.

Per noi sostenibilità sociale e ambientale sono un binomio inscindibile.

Nichi Vendola è l’unico che può dare garanzie su questi temi per i quali ci battiamo perché ha sostenuto queste battaglie con fermezza e coerenza, per questo appoggiamo la sua candidatura alle Primarie del centro-sinistra per il Governo del Paese.

Su Facebook

IL VENETO AMBIENTALISTA PER NICHI VENDOLA PRESIDENTE

Luisa Calimani
Associazione Città Amica
Stefano Dall’Agata
Comitato Si alle Rinnovabili No al Nucleare Treviso
Vincenzo Genovese
Architetto Verona
Oscar Mancini
Presidente Veneto Comitato Sì alle Rinnovabili, No al Nucleare


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La solita Italia

Fiscal compact, pareggio di bilancio, carceri disumane, Tav in Val di Susa, art.18 smantellato, pensioni a 67 anni, matrimonio un privilegio e non un diritto di tutti, ius sanguinis, Bossi-Fini, Fini-Giovanardi, CIE, IMU per tutti, crollo di Pompei, tagli alla scuola e all’università, crisi pagata dai più poveri, il mercato e la finanza prima delle persone, ambiente subordinazione delle subordinazioni, vita e morte sequestrate dal clericalismo.

Oppure Vendola.

Grazie a Pasquale Videtta


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Per Sinistra Ecologia Libertà; Per il centrosinistra; Per Nichi Vendola Premier

Care/i Compagne/i, negli ultimi giorni la nostra formazione politica ha assunto una decisione in linea con le basi del nostro progetto: una coalizione riformista di centrosinistra. Siamo arrivati qui dopo essere partiti neanche due anni fa senza soldi, strutture e fiducia da parte dei media e degli elettori sfiduciati di sinistra. Dopo questo periodo, Sel s’è affermata come alternativa di sinistra nel centrosinistra ai frequenti tentennamenti, alle divisioni del Partito Democratico. Ma lo ha fatto non chiudendosi nel recinto, non creando divisioni e spaccature nel centrosinistra (divisioni che avrebbero potuto favorire una destra cialtrona e arruffona) ma bensì attuando la sua vera natura: quella del confronto all’aria aperta (leggasi primarie) sui contenuti. Abbiamo incalzato il Pd e gli alleati sui contenuti e i cittadini ci hanno spesso premiato a livello di partito e di coalizione. Ci siamo aperti alla società civile accettando di essere beneficamente “contaminati” dalle sue istanze, anche a costo di rinunciare – in qualche caso – al nostro simbolo e perdendo voti in favore di liste civiche a noi associate. Ma il nostro obiettivo era ed è proprio questo: permettere a tutti di fare politica. Perché la politica deve essere un bene comune visto che si occupa dei problemi di tutti.

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Cattivo giornalismo

Puro stile berlusconi per la disinformazia de L’Unità. Simone Collini degno rampollo di Emilio Fede.
Le frasi:
“Il Punto è la sinistra del futuro, dovremo lavorare a una grande ricostruzione dei luoghi della sinistra.”
“nessuno impedisce in Parlamento di trovare un’unità più compiuta, delle forti sinergie tra i gruppi Parlamentari”
diventano titolo:
“DOPO IL VOTO PARTITO UNICO”