Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Di emissioni, inceneritori e economia circolare

Per sgombrare il campo, zero emissioni non esistono, il semplice bilancio di massa in entrata ed in uscita basta a dimostrare che non è vero.
Chi sostiene che ci sono zero emissioni dice il falso, o usa un linguaggio inappropriato e non scientifico.
In un inceneritore entra materia (rifiuti + aria) ed esce materia (ceneri + fumi), così tanto per stare ai fondamentali.

Gli inceneritori costruiti nel passato erano un tentativo di risposta alla non soluzione rappresentata dalle discariche, un tentativo che 30 anni fa poteva sembrare ecologicamente e tecnologicamente la soluzione adeguata.
Poi la comprensione che il rifiuto può e deve rappresentare una materia prima secondaria ha portato prima in sede europea, poi recepita in Italia con il Decreto Ronchi alla necessità di parlare di Ciclo Integrato della Gestione dei Rifiuti, con le famose 3 R (Riduzione, Riuso, Riciclo) a rappresentare gli obiettivi primari, con incenerimento e discarica come soluzioni residuali per le quote di rifiuto che non si potevano trattare diversamente; in conseguenza di ciò molti Paesi (tra cui Germania e Olanda) stanno chiudendo impianti di incenerimento perché non più necessari.

Oltre a ragioni ecologiche a giustificazione di queste scelte, legate al minor uso di energia ed acqua per il riciclo, sempre più sono divenute chiare anche ragioni prettamente economiche, connesse al risparmio ottenuto dal riciclo dei materiali, alla riduzione degli sprechi, tanto che ora la comunità europea sta indicando come obiettivo l’economia circolare, considerata dall’Europarlamento un “cambiamento sistemico” per affrontare la scarsità di risorse.
La scelta del Governo Renzi di approvare 12 inceneritori appare quindi come il colpo di coda del retaggio di un passato che non vuole tramontare, e non una scelta autenticamente innovativa in grado di porre il Paese nelle condizioni di competere efficacemente nella scena internazionale.


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LA7 sulle fognature a Treviso

La rete televisiva LA7 ha realizzato un servizio sulla carente rete fognaria di Treviso.

Tra gli altri, assieme a cittadini e a Romeo Scarpa di Italia Nostra, dalla giornalista Giorgia Gay sono stato intervistato anch’io per il Circolo Legambiente di Treviso.

Treviso, città ricca ma senza fogne


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Un finale che non avremmo voluto vedere #Amnesty2015

“Come, per protervia e malafede, un gruppo dirigente può buttare nel fango la reputazione della propria associazione (che non è più la mia).”

Ma tutti noi sappiamo che nei paesi che hanno regolamentato, l’unico risultato evidente è stato quello di rendere più difficili se non impossibili le attività di contrasto allo sfruttamento, essendo diventato più complesso definire e provare lo stesso. Per non parlare del fatto che in Germania la tratta non si è arrestata, ma si è incrementata.

amnesty

viaUn finale che non avremmo voluto vedere #Amnesty2015.


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Una tipica strage fascista

Una tipica strage fascista con gli obiettivi scelti per il loro valore simbolico:
una città Bologna, guidata dal PCI dalla fine del fascismo, e la bomba nella sala di aspetto di seconda classe della Stazione Ferroviaria, quella frequentata dalle persone comuni, non da casta e padroni.

I depistaggi ad opera dei Servizi Segreti Italiani deviati e collegati alla Loggia massonica P2 di Licio Gelli, quella declamata come «un Club con le persone migliori del paese» dall’uomo corrispondente alla tessera 1816, Silvio Berlusconi.

Una tipica strage fascista che ha come complice morale una certa borghesia italiana, sempre pronta a scusare i fascisti, ad usare lo Stato per i propri interessi, e soprattutto contro i diritti di tutti.

Un verso di Fabrizio De Andrè mi torna in mente, anche se non direttamente collegato:
“Per quanto ora vi sentiate assolti, siete per sempre coinvolti”


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CONTRO ma per AMORE – Strade Morte

Rassegna di Incontri con l’Autore

Venerdì 3 luglio ore 21.00

Spresiano – Osteria Beltrame

Via Nazionale 7

Serata promossa da Legambiente Treviso, Anpi Spresiano, Circolo Legambiente Piavenire, Comitato Genitori Liberi Cittadini


Verrà presentato il libro “Strade Morte – Dal sogno del Grande Veneto allo scandalo delle Grandi Opere”,
L’ istant book che tratta del malaffare connesso alle grandi opere viarie del Veneto.
contro per amore a4
Introduce e coordina la serata
Bruno Desidera – Direttore de La Vita Del Popolo

Presentazione a cura degli autori
Francesco Celotto, Massimo Massimo Follesa, Marco Milioni

“Una rete di super autostrade voluta a gran forza dalle lobby e dalla politica regionale con la benedizione interessata delle organizzazioni imprenditoriali: il tutto nel nome del project financing alla veneta. Teoricamente a carico del privato, in pratica debito occulto sulle spalle dello Stato e delle nuove generazioni. Un sistema opaco condito da scandali giudiziari nazionali di portata colossale. Progetti senza un piano regionale della mobilità, fondati su dati di traffico e pedaggi irrealistici. Un confronto sul tema della viabilità veneta mai aperto con i territori e le popolazioni locali, con commissari straordinari calati dall’alto solo per accelerare le procedure. Un’idea di avvenire incardinata su un «progresso senza futuro» che scasserà mortalmente i nostri territori e le nostre città, senza portare né benessere né lavoro. Una regione che, complice la politica miope dei partiti e del sistema di potere ad essi legato, va nella direzione opposta ai modelli di sviluppo dei paesi virtuosi del nostro continente. Una corruzione pervasiva che da fatto illecito si trasforma in avvolgente strumento di potere, provocando enormi danni alle finanze statali ed al sistema economico-produttivo”.

Gli autori

Chi sono gli autori del libro Strade morte? Qui di seguito è stata pubblicata una brevissima scheda biografica che potrà essere utile al lettore interessato.Francesco Celotto, trevigiano di nascita, vive da qualche anno a Bassano del Grappa, dopo varie esperienze all’estero. Consulente aziendale, è fondatore e attivista del Covepa (Coordinamento veneto Pedemontana alternativa). Ex portavoce del gruppo Grandi Opere del M5S veneto e candidato al Senato nel 2013 sempre con il Movimento cinque stelle, dal quale è stato espulso nel 2014 per insanabili contrasti con la strategia politica dei vertici. Celotto tiene un blog molto seguito localmente che tratta temi di attualità sociale e politica: http://www.francescocelotto.eu.

Carlo Costantini, veneziano, è un architetto con una lunga esperienza professionale che spazia dall’urbanistica alla progettazione edilizia. È consulente tecnico per conto di alcuni tribunali del Veneto. È stato tra i fondatori della Rete di associazioni e comitati AltroVe. È da oltre trent’anni in prima fila nelle battaglie per la difesa dell’ambiente, del territorio e della salute, dai due referendum antinucleari alla riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, al nuovo Ptrc dell’asfalto e del cemento.

Massimo Follesa, fondatore e portavoce del Covepa, una rete di comitati che da anni si batte per bloccare la Superstrada Pedemontana Veneta, nota come Spv, e fare chiarezza sull’opera. È stato consigliere comunale a Trissino, nel Vicentino, per il Pd, partito che ha lasciato per inconciliabili divergenze sulla questione morale e sulla questione ambientale. Come architetto, oltre ad occuparsi delle tematiche ecologiche della valle dell’Agno, è da anni al fianco degli espropriati nell’ambito della realizzazione Pedemontana Veneta, la più importante opera pubblica veneta dopo il Mose.

Marco Milioni, classe 1973, romano di nascita vive a Vicenza. È giornalista freelance, già collaboratore di testate nazionali e regionali come Il Gazzettino, Rtl, Canale 68 e VicenzaPiù. Attualmente è firma fissa per le testate on-line Vvox.it e Globalist.it, per la quali cura inchieste sul campo e approfondimenti. Temi che vengono ripresi sui suoi blog, http://www.LaSberla.net e http://www.taepile.net.


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Medicine alternative e Banca Etica

medicinaDa alcuni anni sto riflettendo sulle medicine alternative e sulle pseudo medicine che trovano consenso e sostenitori in Italia ed anche nel modo vicino a di Banca Etica.
Sono ormai arrivato a pensare che nel momento in cui l’omeopatia e le sedicenti cure naturali e/o alternative, assieme al rifiuto dei vaccini, diventano concausa di morti che potrebbero essere evitate con cure sperimentate a livello scientifico la questione vada oltre le pratiche poco etiche e si configuri come crimine.
Mi chiedo quindi che tipo di rapporto debba esserci da parte della Banca con quei soggetti (associazioni e altro) che propugnano detti metodi non come pratica eventualmente integrativa alle cure medico scientifiche, ma come alternativa vera e propria alle stesse.
La questione si pone in relazione alle valutazioni sociali e nei rapporti della Banca con tali soggetti, in generale. Il discorso potrebbe essere esteso a proposito delle posizioni contrarie alle vaccinazioni.
Non si tratta di realtà marginali, ad esempio intorno all’omeopatia crescono fatturati significativi, vi sono stime che parlano di oltre un miliardo di euro a livello mondiale; secondo dati 2010 circa il 20% della popolazione italiana la utilizza. Nel contempo sempre più precise risultanze scientifiche ne dimostrano l’inefficacia clinica, a partire dalla posizione presa dall’OMS (“l’omeopatia non è una cura”).
Spesso l’argomento a supporto di queste pratiche è “io l’ho trovato efficace” , cosa che è soggettiva e non oggettiva.
L’effetto placebo è studiato da anni, se qualcuno “crede”che l’acqua fresca dia dei benefici, c’è un tasso statistico misurabile e misurato di reazioni positive, ma da questo a dire che è una cura passa la verifica, scientifica appunto.
E se si tratta di un raffreddore pazienza, l’eventuale danno è cosa da poco. Ma quando si pretende, e c’è chi lo fa, di sostituire questi metodi alle cure riconosciute contro il cancro ed altre malattie gravi si passa un limite che io considero invalicabile.

Trovo quindi sia giusto porre la questione sull’eticità di queste pratiche, presenti anche nell’ambito dell’economia solidale vicina alla Banca. Credo che la Banca debba trovare le modalità per iniziare una riflessione sul tema, arrivando a definire dei criteri, quanto più oggettivi e puntuali possibile, nei confronti delle cosiddette medicine alternative.

Stefano Dall’Agata, Treviso 19 maggio 2015


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Grandi Opere e corruzione

Parliamone insieme

Montebelluna (TV)

Venerdì 22 maggio 2015

Ore 20.45

Sala di Quartiere Guarda – Via Feratine numero 15/C

22 maggio opere e corruzione

Introduce:
Stefano Dall’Agata (L’Altro Veneto Ora! Possiamo)

Interventi:
Marco Milioni – giornalista
presenta il suo libro Strade Morte

Teresa Lapis giurista e Candidata AVOP Circ. VE

Mattia Donadel – Comitato Opzione Zero

Dibattito:
(Saranno presenti Silvano Lazzarin e Michele Solbiati
Candidati di L’Altro Veneto Ora! Possiamo)

Conclusioni
Michele Boato

(L’Altro Veneto Ora! Possiamo)

Su Facebook:

foto di Stefano Dall'Agata.
MAG 22

Venerdì alle ore 20.45

Sala di Quartiere Guarda Via Feratine numero 15/C – Montebelluna TV

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