Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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I 4 motivi per cui si vota a destra

(N.B. 4 motivi, non 4 ragioni)
No destra
1) Egoismo: la tendenza per cui pur di avere sempre di più, e di più degli altri, si sarebbe anche capaci di vendere la propria madre; questo non è dichiarabile apertamente, per cui a volte si arriva a mascherarlo col punto 2.
2) Razzismo e discriminazione: il desiderio di rimarcare la propria (presunta) superiorità dichiarando l’inferiorità degli altri; spesso figlio del desiderio di avere più risorse a disposizione come da punto 1.
3) Bigottismo: il desiderio di imporre il proprio controllo sullo stile di vita (e quindi sulla vita) altrui; nell’illusoria credenza di poter così controllare la propria vita e la propria morte cozza contro il Principio di Libertà.
4) Libidine di servilismo: il desiderio di essere apprezzati dal potente di turno; cit. “non per speranza, né per timore, ma per libidine di servilismo”.
Si trovano ovviamente mescolati in quantità variabili, dovute alle varietà negli animi umani e nelle storie personali; nessuno di noi ne è completamente immune, c’è bisogno quindi di lavorare su sé stessi per mantenere la propria Umanità.
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Romeos (2011) la mia recensione

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Consigliatomi da un amico ho visto il film Romeos, un’opera tedesca del 2011 che racconta la storia di un giovane FTM (Female To Male).

Il film è diretto dalla regista Sabine Bernardi, cresciuta tra Monaco di Baviera e Bolzano, che è anche l’autrice della sceneggiatura.

La storia si svolge a partire dall’arrivo di Lukas (interpretato da Rick Okon) il protagonista, al luogo in cui dovrà svolgere il proprio servizio civile. Lì scopre di essere stato assegnato al dormitorio femminile, nonostante abbia dichiarato il proprio stato di persona in transito (sta facendo cure di testoterone) da femmina a maschio.

Nel dormitorio trova anche Ine (interpretata da Liv Lisa Fries), una ragazza lesbica sua amica di lunga data e forse ex amante, che lo coinvolge nelle feste gay friendly del proprio giro di amici.

Qui conosce Fabio (interpretato da Maximilian Befort), un giovane omosessuale italo-tedesco attraente e palestrato, e comincia ad innamorarsi di lui.

Il film, pur realizzato con un basso budget appare realistico, personalmente ho trovato un po’ noiose e lente le scene nelle disco, tranne il momento coinvolgente in cui una drag queen canta il tradizionale “I am a poor wayfaring stranger”; ottima la prova dell’attore protagonista, sono ben caratterizzate la sua amica Ine e la direttrice, un po’ più stereotipati gli altri personaggi maschili, interessante la tinteggiatura da “tamarro” che viene data a Fabio (su tutto i LED sullo specchietto dell’auto).

Dopo alcune vicissitudini, con nota positiva la direttrice del dormitorio che riesce a far ottenere a Lukas la chiave e il conseguente uso di una stanza del dormitorio maschile, il film si avvia verso il lieto fine, con Fabio che riesce ad apprezzare l’amore di Lukas.


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La Sottana della Vergine

Maria Di Rienzo (la mia compagna) ha scritto un nuovo romanzo,questa è una mia breve recensione.

Ne trovate la presentazione nel Blog Lunanuvola

Cover Virgo

 

Un bel romanzo di fantascienza, assolutamente non banale.

Il tema di un futuro post catastrofe, nel quale la salvezza è arrivata da un’invasione aliena, è trattato attraverso un grande approfondimento di quelle che sono le personalità dei protagonisti di questa storia.

In parte è anche una storia d’amore, quella tra Syrma, il protagonista principale, e uno degli alieni (almeno tale appare), il cui incontro casuale di anni prima non è mai stato dimenticato da entrambi, ed è una delle motivazioni profonde (forse la maggiore) tra quelle che li spingono a mettersi in gioco.

Il mio personaggio preferito è però Cassia, una vecchiaccia trafficona e dal pessimo carattere che, a modo suo, cerca di portare un po’ di ordine in un mondo che ha ancora le ferite dell’inquinamento passato e che vive vari conflitti tra gli umani e gli “invasori/salvatori”.

 

Il romanzo è disponibile per ora solo come ebook e si può acquistare presso youcanprint.it

oppure presso gli store di Google e Amazon ed altri ancora…


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Stupratori: 100% maschi?

Due giorni fa, a seguito della querelle seguita agli stupri di gruppo a Rimini, in cui il dibattito esprimeva affermazioni direttamente conseguenti alla quantità di razzismo o anti razzismo presente tra i vari interlocutori, ho deciso di fare un Tweet con una considerazione che ho in mente da tempo.
Si tratta di una presa d’atto della realtà che vede nei fatti di cronaca, come nelle totale delle denunce raccolte dalle Forze dell’Ordine, il 100% degli stupratori composto da maschi.

Il Tweet era questo:

Scoperta la categoria di esseri umani responsabile del 100% dei casi di #stupro. Si tratta di maschi.

Schermata del 2017-09-03 10-27-13

Il motivo del post è lo stesso che mi ha spinto anni fa a sottoscrivere l’Appello di Maschile/Plurale “La violenza contro le donne ci riguarda: prendiamo parola come uomini” , che si concludeva con questa richiesta:
“Chiediamo che si apra finalmente una riflessione pubblica tra gli uomini, nelle famiglie, nelle scuole e nelle università, nei luoghi della politica e dell’informazione, nel mondo del lavoro. Una riflessione comune capace di determinare una sempre più riconoscibile svolta nei comportamenti concreti di ciascuno di noi.”

Immaginavo, data la cultura maschilista molto più presente tra i razzisti, che tendenzialmente sono anche più omofobi, che il Tweet potesse infastidire soprattutto quell’area; anche perché come è stato fatto rilevare pure da altri, la sottolineatura dell’etnia degli stupratori, oltre a dar sfogo al proprio razzismo, è evidentemente finalizzata anche a nascondere il sistema patriarcale di subordinazione delle donne da parte degli uomini, di cui la cultura dello stupro è parte integrante
Con mio stupore, oltre alle ovvie critiche sui social da parte degli MRA (Men Rights Association), mi sono arrivate critiche da persone dell’area di sinistra, e soprattutto da alcune donne che si dicono femministe.

Se le critiche degli MRA erano appunto nel conto e da non prendere assolutamente in considerazione, vista la loro storia di produzione di dati e studi fasulli finalizzati a negare la violenza maschilista, oltre a voler sostenere la tesi che vi sia una violenza delle donne contro gli uomini che è pari, se non superiore all’altra; quelle da parte di alcune donne mi sono sembrate veramente fuori dal mondo.

Le contestazioni vertevano soprattutto sul non è il 100%, e che ci sono anche uomini stuprati da donne.
A nulla valeva che sottolineassi il fatto che si parla di ciò che accade e non di quello che potrebbe forse accadere, e che ovviamente in un Tweet non si va a presentare un’elaborazione critica, ma si cerca di condensare un significato in una battuta, per cui, ammesso e non concesso, che vi fossero i casi di stupro da parte di donne, questi sarebbero l’eccezione che conferma la regola.

Vi sono stati poi dei veri e propri travisamenti, e questi credo anche in buona fede, ma chiaro esempio del 47% di analfabeti funzionali che esiste in Italia. Da una frase che dice che il 100% degli stupratori sono maschi, capire che il 100% dei maschi sono stupratori dà il segno di forti problemi di comprensione di un testo per la persona che commette questo errore.

Sono ovviamente consapevole che vi siano atti di violenza, fino anche all’omicidio, come anche che vi siano molestie sessuali da parte di donne nei confronti di uomini.

Mi sono chiesto però il motivo che portava queste persone a negare l’evidenza, ed una prima risposta l’ho trovata nel non volere essere assimilate alle “femministe che odiano gli uomini”. Si tratta però di un motivo che ha senso soprattutto nei rapporti con le proprie reti locali di amici, parenti e colleghi, nel non dover sopportare nella vita di tutti i giorni i dileggio che agisce contro le donne che pretendono dignità (tendenzialmente agito per “rimetterle al loro posto”).
Questa motivazione però non regge per i commenti sulle pagine dei social, che avvengono per lo più in mezzo a persone semisconosciute, e con cui non si condivide nulla.
Ragionandone con altre persone è emersa una ragione diversa, quella per la quale una posizione netta mette in dubbio i comportamenti che non lo sono altrettanto, per cui dette persone si sentono attaccate in quella che riconoscono come una propria mancanza di coerenza. Si sentono quindi di dover difendere la propria pusillanimità attaccando chi dice ciò che loro non hanno il coraggio di affermare.

Riprendendo i concetti dell’Appello citato credo che siano doverose prese di posizione chiare, con la consapevolezza che le ambiguità spesso nascondono “un meccanismo inconscio di rimozione e di falsa coscienza rispetto all’esistenza di questo tipo di violenza”, e ribadisco che proprio per questo non posso esimermi dal portare testimonianza, egoisticamente per non sentirmi (e non essere) in colpa di questo sistema.

 


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Il tempo presenta il conto all’antipolitica

Il crollo di un itis-fermicontrosoffitto all’ITIS E. Fermi di Treviso (fortunatamente non vi sono state conseguenze per studenti e personale) è uno degli esempi delle conseguenze dirette del lasciare spazio all’antipolitica e alla demagogia.
Qui l’art. da La Tribuna di Treviso:
http://m.tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2016/10/18/news/crolla-controsoffitto-durante-la-lezione-1.14270264

Il Fermi è l’Istituto che ho frequentato ed è anche per questo che sento la ferita alla sua dignità come una ferita personale e mi sento quindi in dovere di intervenire.
Per anni forze politiche, tra cui anche i “nuovi” del M5S, o prestigiosi commentatori hanno denigrato le Province dichiarandone falsamente l’inutilità e facendo finta di dimenticarsi che di fronte a costi c’erano competenze, servizi e investimenti. Ora il tempo presenta il conto ai vari demagoghi, non ultimo l’attuale Presidente del Consiglio e la sua pletora di yes men.

La sedicente abolizione della Province portata avanti da Renzi e Del Rio ha significato lo svilimento di un Ente territoriale di fondamentale importanza per tutti gli Stati moderni, con la mortificazione di competenze e professionalità, scaricando sui cittadini e i lavoratori i disagi dovuti alla compressione dei servizi, nonché mortificando la democrazia, negando alla cittadinanza la possibilità di scegliere gli amministratori.
Sicuramente non è una “buona scuola” quella che priva di manutenzioni fondamentali gli edifici scolastici, togliendo alla Scuola pubblica con la mano destra, magari per favorire la scuola privata con l’altra mano.

Credo invece che sia fondamentale che invece di pensare a Ponti sullo Stretto, Strade Pedemontane ed altri opere inutili si cominci a mettere mano alla Prima e Fondamentale Opera Pubblica di cui ha bisogno il nostro Paese, il recupero e il riassetto del territorio, a cominciare proprio dalla manutenzione di tutti plessi scolastici, che in ogni parte d’Italia sono ormai in condizioni critiche e pericolose.
Stefano Dall’Agata

già Consigliere Provincia di Treviso


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Piccole soddisfazioni 2

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Ieri ho terminato il Corso “Introduzione alla programmazione con Python” proposto dall’Università di Genova in collaborazione con il Portale Eduopen.org, conseguentemente ho ricevuto il Badge e l’Attestato di Partecipazione.

Devo dire che è stata un’esperienza interessante il mettermi di nuovo alla prova, ed esprimere un ringraziamento ai Professori Marco Oreggia e Maurizio Tacchella, che hanno tenuto il Corso; oltre a tutte e tutti coloro che hanno partecipato, per i consigli e gli spunti utili dati attraverso il Forum dedicato.

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Reverse engineering

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Data una popolazione di alberi con stimata una residua vita massima presunta di 50 anni e residua vita media di 25 anni, possiamo attenderci una possibilità di cedimento del 2% all’anno e del 10% in cinque anni.

Se gli alberi con queste caratteristiche fossero 60 avremmo una probabilità di cedimento di 1,2 alberi all’anno e di 6 alberi ogni 5 anni.

Se queste possibilità non si verificano è corretto pensare che le stime sulla propensione al cedimento siano state fatte in modo errato.

Tutto questo ammesso e non concesso che una residua vita media di 25 anni e massima di 50 anni corrispondano alla Classe D (estrema propensione al cedimento).