Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Buon Governo, fisco giusto, salario minimo e trasporto pubblico

Il 16 agosto sono stato invitato per Europa Verde allo spazio politico di Antenna 3 News ( A3 NEWS PRIMA EDIZIONE | 16/08/2022 ).
Parte dei miei interventi è stata pubblicata in 3 video nel Canale YouTube di Europa Verde – Verdi della Marca Trevigiana:

Non ci serve solo un Governo, ma un buon Governo
Un fisco giusto nell’interesse della comunità nazionale
Salario minimo e finanziamento al trasporto pubblico locale


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Un impegno Verde e di Sinistra per l’Italia

Sono ufficialmente candidato al Senato della Repubblica nel Collegio Veneto 01 per la Lista
Alleanza Verdi Sinistra.
Un grazie alle amiche e agli amici della Federazione di Treviso e di quella del Veneto di Europa Verde – Verdi che hanno sostenuto la mia candidatura.


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Per un’innovazione digitale sostenibile

  • Il codice come bene comune

Sono 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, e il linguaggio con cui ha scritto la Divina Commedia è considerato un bene comune dell’Italia e dell’Umanità.

Dovremmo cominciare a pensare anche al Codice che muove i dispositivi che stiamo usando come ad un bene comune, liberarlo dalle gabbie proprietarie funzionali agli interessi di alcune multinazionali, e restituirlo al lavoro umano che lo ha creato.

L’attuale pandemia di Covid19 e la crisi dei vaccini hanno reso palese come su settori ampi di quelli che sono gli interessi nazionali e quelli europei non vi è stato da parte della legislazione la sufficiente tutela affinché i cittadini del nostro Paese e dell’Europa non siano soggetti a rischi per la loro salute dipendenti da volontà politiche esterne che possono controllare la produzione di vaccini avendo gli stabilimenti degli stessi nei propri territori.

Allo stesso modo per i cittadini italiani ed europei la privacy e la sicurezza dei propri dati dipendono dalla capacità di controllo sia delle strutture fisiche (hardware, server e cloud), sia dei programmi (dai basilari sistemi operativi e suite di produttività, alle più avanzate Intelligenze Artificiali); e deve divenire chiaro alla popolazione e ai decisori politici quanto il loro controllo democratico sia importante per una efficiente e libera governance dei processi.

  • Open source

Il dibattito pubblico sull’App Immuni, che dopo una forte presa di posizione di vari esperti italiani di informatica, a partire da esponenti di rilievo dell’Università di Torino, ha portato alla realizzazione della stessa rilasciata con Licenza aperta e con il codice liberamente leggibile da una qualunque studente, ha mostrato come le soluzioni open source possano dare risposte efficienti aiutando a superare i sentimenti di paura del controllo da parte di vaste fasce della popolazione.

La distribuzione e l’uso della App sono stati purtroppo anche l’occasione per verificare come il sistema Italia non sia bene attrezzato per integrare gli strumenti di innovazione, e questo per carenze umane, dovute alla scarsa preparazione di dirigenti e decisori, con la la mancata integrazione tra i dati di Immuni e i sistemi regionali di tracciamento e controllo.

In Italia vi sono alcune esperienze importanti come Bolzano o la Difesa Italiana, e ci sono delle linee di indirizzo di AgID che promuovono l’utilizzo della licenza aperta finalizzata al riuso delle soluzioni software nella Pubblica amministrazione, ma il tutto è lasciato alla buona volontà degli Amministratori, noi crediamo che su dette questioni si debba riconoscere un interesse nazionale e che debbano esservi linee di finanziamento per Progetti che le Pubbliche Amministrazioni possano presentare (anche attraverso i Centri di Competenza e Agenda Digitale Integrata previsti dal progetto Province e Comuni), con l’obiettivo immediato di dare risposte concrete in favore degli impegni di innovazione che liberino dalla dipendenza da multinazionali straniere e dai rischi di “lock-in”, e con l’obiettivo secondario della creazione di valore aggiunto a livello locale e nazionale e di favorire lo sviluppo di un mercato e di un’industria italiani.

Per questo scopo proponiamo anche il sostegno ad azioni volte all’accompagnamento di imprese innovative, con la creazione di un ‘bene comune digitalizzato con licenza’, un magazzino gratuito di software e file disponibile per chiunque online; destinato a includere informazioni che qualsiasi persona o azienda, in particolare le start-up high-tech, possa utilizzare per il proprio sviluppo. Si tratta di pensare ad una piattaforma Internet su cui le imprese italiane possano scambiare risorse gratuitamente ed in modo cooperativo, al fine di creare un mercato aperto in grado di trattenere nel nostro Paese risorse intellettuali che troppo spesso si vedono costrette a varcare i confini per poter dare sostanza ai propri sogni e alle proprie aspettative.

  • Open data

La questione dei dati aperti (open data), e pure facilmente interoperabili, è una grande questione di democrazia, e per noi ambientalisti è particolarmente chiaro, di quante Grandi Opere è stata dichiarata la necessità sulla base di dati che non venivano messi più o meno completamente a disposizione.

Fatta ovviamente salva la privacy sui dati sensibili dei cittadini, è pure una questione di efficienza del sistema Italia; è vitale che i ricercatori e i decisori possano disporre di dati che siano consultabili liberamente e che permettano di essere aggregati in modo semplice per l’elaborazione.

Stefano Dall’Agata – Federazione di Europa Verde – Verdi della Marca Trevigiana

Approvata all’Assemblea Provinciale dei Verdi di Treviso:

https://verditv.wordpress.com/2021/06/03/assemblea-provinciale-per-lelezione-dei-delegati-allassemblea-nazionale/

Approvata anche all’Assemblea Nazionale di Europa Verde -Verdi di Chianciano


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PM10 e qualità dell’aria: bruciare meno legna

Puntualmente ogni inverno, anche grazie al Rapporto Mal’aria di Legambiente viene portato all’attenzione dell’opinione lo stato dell’aria nel nostro Paese.
Tutti conosciamo a linee generiche quali sono i fattori di produzione degli inquinanti, in particolar modo per il particolato PM10 e PM2,5, per poter puntare però ad un ambiente più sano serve approfondire quale sia il rapporto quantitativo tra le varie fonti per poter proporre politiche efficaci e praticabili.
Allo scopo è utile osservare la tabella2.6 dal Rapporto ISPRA 2020 sulle emissioni dal 1990 al 2018.


Detto Rapporto ci dà modo di osservare come il sistema industriale, dei trasporti e dell’agricoltura abbiano fatto dei significativi passi in avanti:

processi di produzione dell’energia più efficienti, motori sempre più puliti e da ultimo l’utilizzo di vetture elettriche, oltre alla riduzione dell’utilizzo del carbone hanno segnato decrementi che vanno da un meno 30% circa per l’agricoltura, al meno 60% circa per il trasporto stradale, e addirittura oltre per i processi di combustione industriale o di produzione dell’energia.

Il raggiungimento di buoni traguardi non deve però farci fermare sugli allori, ma darci una spinta ulteriore al miglioramento, considerando come motivo di speranza nelle future azioni il successo raggiunto con le buone pratiche finora applicate.
È da osservare invece come vi sia un significativo ed in controtendenza aumento della produzione di polveri sottili da parte delle combustioni non industriali, principalmente gli impianti di riscaldamento domestico che vede un aumento di oltre il 50%, concordemente dovuto al consumo di biomasse legnose (caminetti stufe a legna, pellet ecc.) le quali nella stima per il 2018 incidono per 93mila tonnellate su 95mila.

La conseguenza sugli sforamenti nel tasso di particolato che continuano ad essere elevati, soprattutto in Val Padana è evidente, e si può dire ormai che l’influenza dei riscaldamenti domestici sia ormai un fattore determinante.
Allo scopo è utile inquadrare il fatto che mentre le altre emissioni sono poco legate a cicli stagionali, il riscaldamento domestico invece incide soprattutto nei mesi che vanno da ottobre a marzo, e il cui contributo può essere con valori che arrivano anche all’80%; e complice anche l’inversione termica che ne favorisce l’accumulo innalza pericolosamente i livelli di particolato nell’aria al suolo. Con conseguenti sforamenti che va sempre ricordato sono indici ufficiali di qualità dell’aria e rappresentano i possibili rischi per la salute umana.
La situazione richiede uno sforzo particolare, non basta probabilmente una maggiore attenzione sulla qualità delle caldaie e dei camini, si deve puntare a ridurre le quantità di biomasse bruciate puntando soprattutto sull’efficientamento termico degli edifici, che però ha tempi lunghi di realizzazione.

In ambito regionale secondo l’indagine campionaria di ARPAV del 2015 la Provincia di Treviso è responsabile di un quarto delle emissioni di PM10 da biomasse legnose del Veneto.

Per questo è importante cambiare le proprie abitudini rinunciando a caminetti e stufe tradizionali in favore di stufe ad elevata efficienza, da utilizzare in maniera corretta e con manutenzione costante.

Caminetti e stufe tradizionali sono già vietati dal 1 gennaio 2020 in virtù dell’accordo di bacino padano (2017), timido tentativo di risposta alla procedura di infrazione che la Commissione Europea ha aperto nei confronti dell’Italia fin dal 2014 per gli sforamenti continui e di lungo periodo dei valori di PM10 . Cosa fa la Regione per fare rispettare gli impegni presi? Quali controlli mette in campo?

Nelle ordinanze comunali troviamo tutti i divieti previsti per stufe e combustione all’aperto, ma contengono non poche deroghe, mentre non si ode notizia controlli effettivi e sanzioni comminate.

Noi Europa Verde – Verdi della Marca Trevigiana denunciamo con forza l’inerzia degli enti preposti (Regione e Comuni) e chiediamo più serietà nello scrivere ed applicare le regole.

Ci rivolgiamo con fiducia ai singoli cittadini che forse hanno maggiore sensibilità e consapevolezza degli amministratori: occorre che ciascuno faccia la propria parte utilizzando solo legna e pellet certificato (anche perché altri materiali possono emettere diossine) e provveda a sostituire gli apparati inquinanti con nuovi generatori a norma vista anche la possibilità di accedere agli incentivi del conto termico.

Elisa Casonato e Daniele Tiozzi

Co-portavoce Federazione Provinciale Europa Verde – Verdi della Marca Trevigiana

Stefano Dall’Agata e Amedeo Fadini

Europa Verde – Verdi della Marca Trevigiana