Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Pensioni: abbiamo già dato

https://i2.wp.com/www.comune.povegliano.tv.it/it/Famiglie/Terza_eta/Pensioni/contentParagraph/0/image/cgil-pensioni.jpgCome sempre quando si parla di riduzione della spesa pubblica e di risanamento del bilancio pubblico tornano in ballo le pensioni, accusate di essere il capitolo di spesa più sovradimensionato, ma soprattutto essendo il più suscettibile di risparmi rapidi e facilmente misurabili.
È un pensiero che trova noi di SEL in forte disaccordo, pensiamo che il lavoratori e le lavoratrici di questo Paese abbiano già dato più che abbastanza, e che i sacrifici vadano piuttosto richiesti a chi in questi anni si è arricchito, anche pagando meno tasse di quelle che erano dovute.
Crediamo che sia poi pura mistificazione il voler contrapporre le pensioni di chi ha fatto una vita di lavoro con le aspettative dei giovani che un lavoro lo cercano, ma non lo trovano.
A tal fine presenteremo al Consiglio Provinciale di Treviso un Ordine del Giorno a tutela dei diritti dei lavoratori e a garanzia del sistema pensionistico.
Per Sinistra Ecologia Libertà Treviso
Stefano Dall’Agata – Resp. Comunicazione

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Pensioni: a volte ritornano

Pensavo che l’attacco demagogico alle pensioni per il quale si chiamava al conflitto tra generazioni, con i “poveri” giovani sacrificati all’altare delle “pensioni dei padri”, fosse stato seppellito dal dibattito di dieci anni fa, ma evidentemente mi sbagliavo e l’articolo del Prof. Stefano Allievi ne è la controprova.

Non mi stupisco però che ci sia chi vuole distrarre il Paese dai termini reali della crisi economica in atto, una crisi causata da mercati finanziari ormai completamente fuori da qualsiasi controllo democratico, ed il cui costo si vuole ancora una volta mettere sulle spalle dei lavoratori.

Il silenzio che il Professor Allievi stende sull’evasione fiscale con i suoi 300 Miliardi all’anno di reddito imponibile evaso è l’altro pezzo di una narrazione che guarda con un occhio di riguardo alla speculazione, all’arricchimento non importa come e che rifiuta di guardare in faccia la realtà.

In questi anni il debito degli Stati è cresciuto, e dello Stato Italiano in particolar modo; sempre in questi anni è avvenuto un enorme spostamento di ricchezza dal lavoro alla rendita.
Nel frattempo i lavoratori hanno pagato fino all’ultimo centesimo di tasse, mentre altri hanno potuto godere di aliquote agevolate, di condoni, di scudi fiscali: che ora si venga a chiedere il conto non ha chi ha accumulato patrimoni, ma a chi ha tirato avanti faticando ad arrivare non solo a fine mese, ma alla terza settimana, è puro accanimento.

Arrivare a dire che è in atto “uno scontro tra generazioni” è una boutade di cattivo gusto, come se fossero sullo stesso piano Luca Cordero di Montezemolo e l’operaio di Riese, o il rampollo Elkann e il figlio del medesimo operaio.

Entrando nel merito, le pensioni di anzianità sono quelle di persone che hanno cominciato a lavorare in minore età, magari saldando container o posando mattoni a -5° d’inverno e a + 35° d’estate, ed hanno sommato così 40 anni di contributi, costruendo la ricchezza di questo Paese. Non sono quelle dei loro più fortunati coetanei che hanno proseguito gli studi fino al conseguimento di una laurea, e che i 40 anni li realizzano sicuramente dopo il 65 anno di età.
Poi voglio occuparmi anche del ragazzo (o della ragazza) di Riese, che può sperare in un lavoro a tempo indeterminato quando nell’azienda vicina si liberano delle posizioni a causa del ritiro dal lavoro dei lavoratori anziani, ma che sarebbe condannato/a da un eventuale innalzamento dell’età pensionistica ad ulteriori anni di precariato.

Questioni che evidentemente non attraversano la mente di molti membri della nobiltà universitaria italiana, non so se per cecità, per malafede oppure, citando Charles Bukowski, perché “Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare”.

Stefano Dall’Agata

Resp. Comunicazione Federazione SEL Treviso

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2010 da WordPress

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In 2010, there were 180 new posts, not bad for the first year! There were 66 pictures uploaded, taking up a total of 10mb. That’s about 1 pictures per week.

The busiest day of the year was November 25th with 361 views. The most popular post that day was Ipercoop porta 300 nuovi posti di lavoro.

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1

Ipercoop porta 300 nuovi posti di lavoro July 2010
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2

Conegliano: mercoledì 17 novembre incontro pubblico sul nuovo ipercoop November 2010
3 comments

3

Chi sono January 2010

4

Lettera aperta all’Inps March 2010
1 comment and 1 Like on WordPress.com,

5

Porno nonna January 2010


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Il Lavoro è un Bene Comune

Giovedì sera si è svolta, presso il palazzo Bomben a Treviso, l'assemblea pubblica contro la crisi e a sostegno della manifestazione della FIOM CGIL "Il lavoro è un bene comune" di sabato 16.
fiom
Un folto pubblico ha risposto all'appello trasversale lanciato da una serie di cittadini impegnati nelle istituzioni, nel sindacato o nella società per chiedere un cambio di rotta nelle politiche governative e industriale, e denunciare il rischio del diffondersi del modello Pomigliano come nuovo paradigma della regolazione dei rapporti sociali nel nostro paese, a scapito di diritti e qualità della vita dei lavoratori.

All'assemblea, introdotta da Sergio Zulian dei Verdi e Stefano Dall'Agata di SEL, erano presenti i consiglieri provinciali Luca De Marco (Sinistra Ecologia Libertà), Stefano Mestriner (Federazione della Sinistra) e le consigliere comunali di Treviso Maristella Caldato e Antonella Tocchetto del Partito Democratico.

Sergio Bellavita, della segreteria nazionale FIOM, ha ricordato i motivi della mobilitazione di sabato, denunciando l'atteggiamento pesante messo in atto nel paese contro la rappresentanza sindacale non allineata della Fiom. Delegati licenziati perché non accettano

peggioramenti delle condizioni di lavoro e di retribuzione spesso non legate a reali situazioni di crisi, una politica di compressione dei diritti dei lavoratori che non ha eguali nel resto d'Europa, e rispetto alla quale è urgente mettere in campo una piattaforma alternativa rispetto alle politiche oggi in atto. Per questo la manifestazione del 16 deve diventare una tappa di una più ampia mobilitazione che unisca le molteplici lotte per i diritti, dal precariato al mondo della scuola, e indichi una via d'uscita dall'attuale situazione.

L'assemblea ha deciso di continuare la propria mobilitazione anche oltre il 16, a partire dalla proposta di una nuova democrazia sindacale, per dare ai lavoratori il diritto di scegliere chi li rappresenta e di decidere sui contratti e sulle scelte che li riguardano.

All'appello di convocazione dell'assemblea avevano aderito tra gli altri i consiglieri provinciali Dall'Agata, De Marco e Mestriner, il sindaco di Maserada Floriana Casellato, i consiglieri comunali Nicola Atalmi e Antonella Tocchetto (Treviso), Adriana Costantini (Vittorio Veneto) Andrea Campagnaro (Ponte di Piave), Daniele Franco (Revine Lago), Alberto Irone (coordinatore della Rete degli studenti Medi di Treviso), Umberto Lorenzoni (presidente provinciale Anpi), gli storici Ernesto Brunetta e Daniele Ceschin, i sindacalisti Candido Omiciuolo, Sergio Brunello e Andrea Dapporto.


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UNITI CONTRO LA CRISI

IL LAVORO E’ UN BENE COMUNE

Uniti contro la crisi significa cercare di costruire uno spazio comune in cui le tante diversità che compongono la moltitudine messa al lavoro, si ricompongano attorno ad obiettivi concreti:

difendere la dignità delle persone al di là dell’organizzazione del lavoro in cui sono impiegate, dagli operai delle fabbriche, ai lavoratori autonomi di seconda generazione, ai migranti;

rivendicare il diritto al reddito e agli aumenti salariali come strumento universale per redistribuire la ricchezza prodotta da tutti e oggi trattenuta nelle mani di pochi;

progettare nuovi modi di produrre che assumano la complessità posta dalla crisi climatica ed energetica come nuova condizione della nostra vita e del nostro pianeta;

batterci contro la guerra permanente contro i civili che produce il massacro globale riscrivendo il mondo come luogo senza diritti uguali per tutti.

Anche nel territorio provinciale di Treviso stiamo attraversando una situazione drammatica, nella quale si verificano fenomeni di contrazione occupazionale e di abbassamento dei diritti dei lavoratori sul modello di quanto si sta accadendo a Pomigliano.

 

Uniti contro la crisi significa opporsi alle scelte di chi comanda ed anche riconoscere che la crisi è la condizione comune da cui tutti partiamo per costruire qualcosa di diverso e migliore.

Rivendichiamo il diritto alla mobilitazione pacifica e democratica dei cittadini, per chiedere un cambio di rotta delle politiche governative ed industriali.

Per questo promuoviamo la partecipazione collettiva alla manifestazione FIOM del 16 ottobre a Roma, considerando questa giornata uno spazio in cui uniti possano trovare forza e visibilità le tante forme di lotta per l’allargamento dei diritti.

https://i1.wp.com/geoline.myblog.it/images/fiom-cgil.jpg

SI AI DIRITTI NO AI RICATTI

 

ASSEMBLEA PUBBLICA GIOVEDI’ 14 OTTOBRE 2010

ORE 21.00 PRESSO AUDITORIUM DI PALAZZO BOMBEN

VIA CORNAROTTA, 9-7 TREVISO

Fondazione Benetton Studi Ricerche spazi Bomben

 

Interverrà: Sergio Bellavita, Segreteria nazionale FIOM

 

Stefano Dall’Agata, Paride Danieli, Sergio Zulian, Luca De Marco, Umberto Lorenzoni, Alberto Irone, Floriana Casellato, Andrea Dapporto, Andrea Campagnaro, Bruno Schiavon, Nicola Atalmi, Diego Agnoletto, Claudio Naccarati, Adriana Costantini, Stefano Mestriner, Daniele Ceschin, Anna Caterina Cabino, Antonella Tocchetto, Matteo Bianchin, Daniele Franco, Ernesto Brunetta, Candido Omicciuolo, Lorenzo Vigna.


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Con la FIOM, via da Bonanni

Letizia Pacifico, sindacalista per 20 anni della FIBA CISL lascia il sindacato di Bonanni e solidarizza con la FIOM.

Pubblico qui la sua lettera.

In pochissimi anni la Cisl ha spezzato l’unita’ sindacale indebolendo la classe lavoratrice, ha reso possibile accordi sfavorevoli ai lavoratori: divieto di sciopero, compressione dei salari, aumento di intensità e durata del lavoro. Accordi che non toccano ne’ gli speculatori, ne’ gli imprenditori che sulla crisi hanno lucrato.
L’involuzione sindacale è cominciata con il Patto Italia fino all’accordo separato del 2008 non votato dai lavoratori, continua con il “collegato lavoro” del governo Berlusconi che, attenzione, andrà all’approvazione definitiva la prossima settimana con il silenzio della Cisl. Una legge che sposta radicalmente i rapporti di lavoro a favore delle imprese, limitando fortemente sia le tutele del singolo che la possibilità di intervento della magistratura.
Il “si” incondizionato di Bonanni all’arbitrato sul lavoro (marzo 2010) è stato vergognoso. La Cisl ha dimostrato di essere collaterale a governo e Confindustria nel demolire alcuni punti chiave a tutela dei lavoratori. Bonanni e Sacconi sono stati “smascherati” dal Presidente della Repubblica Napolitano, garante dei principi costituzionali, che ha posto seri dubbi sull’arbitrato: uno strumento che potrebbe aggirare le tutele previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori”.
Bonanni ha svenduto lavoratori e sindacato blindando l’organizzazione e rinforzando la “casta sindacale”.
Oggi i fatti di Pomigliano e Melfi sono più che eloquenti: Cisl e Uil hanno aperto la strada alla deroga del contratto nazionale dichiarando che è l’unica soluzione possibile per uscire dalla crisi, nessuna discussione è stata aperta con la base sindacale e sopratutto con i lavoratori.
La Cisl mostra totale mancanza di idee, e la comunicazione con i lavoratori si è ridotta a spot pubblicitari senza possibilità di replica.
Ritengo questi episodi gravissimi per la tenuta della democrazia in questo paese.
La deroga al contratto nazionale, è vero, non cancella il contratto, (questo è l’ultimo spot della Cisl per sviare e ammansire gli iscritti) ma la Cisl non dice che determina uno svilimento dei diritti – anche quelli sanciti dalla Costituzione. In quest’Italia “corrotta” e con pochi controlli , molte aziende potrebbero dichiarare una crisi inesistente (succede già) e utilizzare la deroga al contratto nazionale solo per moltiplicare i profitti.
Il punto è che il segretario Bonanni ha tradito il suo mandato sindacale, perché subordina il lavoro al profitto, sostituisce la cultura della carità a quella del diritto. In questi giorni ha anche dichiarato: “chi non ha lavoro non ha diritti”, una ciancia per diffondere tra i lavoratori la cultura della rassegnazione e della sudditanza, esattamente il contrario di quello che hanno fatto i suoi predecessori. Invece di percorre la strada di un sindacato europeo forte, attivo e unito che contrasti i danni di un liberismo sfrenato e senza controllo, crea un sindacato debole, diviso e subalterno alle logiche liberiste.
L’idea assurda che si vuol far passare e’ che per uscire dalla crisi bisogna cancellare diritti e contratti, non è così, lo dimostra la storia di questo paese che c’insegna che le conquiste e i diritti ci hanno fatto crescere socialmente ed economicamente. Lo sfruttamento della classe lavoratrice è una vergogna da combattere senza mezze misure, per un bravo sindacalista.
Lo stile Bonanni è insidioso: alterna toni concilianti e paternalisti a toni aggressivi e demagogici, demonizza i sindacati che lo criticano e che non firmano accordi. In realtà fomenta pericolosamente il conflitto sociale e sindacale, dichiarando che lo generano” altri”. Si tratta di uno gioco sporco che va fermato.
Contestarlo è un dovere ma senza lanciargli fumogeni. La mia solidarietà va alla Fiom – oggi l’unico sindacato che da’ dignità a questa parola – e che è sempre sotto attacco. Bonanni dopo essere stato contestato duramente alla festa del PD di Torino da parte di precari e ragazzi dei centri sociali ha fatto un indegna dichiarazione: “c’è un’escalation di persone che vogliono parlare con la violenza. La Fiom e anche altri, inaspriscono il clima”.
Sono dichiarazioni strumentali e irresponsabili di un segretario confederale sempre più indecente le cui insinuazioni dividono e disorientano i lavoratori, mentre resta accomodante con Marchionne e Confindustria. Sono questi gli atteggiamenti, per l’appunto, che “inaspriscono il clima”.

Queste motivazioni mi fanno lasciare l’attività’ sindacale dopo 20 anni sia come iscritta sia come sindacalista Fiba Cisl Brindisi

Letizia Pacifico


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Con i lavoratori della Gatorade

Leggo con stupore l’articolo di oggi su Il Gazzettino in cui si lamenta la mancanza dei politici al corteo dei lavoratori della Pepsico/Gatorade.
Contrariamente a quanto scritto, io ero presente, ho salutato quei lavoratori, che non erano per me degli sconosciuti avendo tra l’altro lavorato presso l’allora Quaker/Chiari & Forti, proprio anche nel magazzino della Gatorade, ed ho condiviso le loro ragioni.
Quello che non condivido è la “comprensione delle esigenze delle multinazionali” da parte di Zaia e la sua solidarietà pelosa.
Con un po’ meno di ipocrisia Zaia potrebbe notare che dietro alle chiusure di stabilimenti non vi sono reali ragioni di produttività, ma spesso ragioni di realizzo speculativo su aree immobiliari che si trovano  in zone appetibili.
Lo smantellamento di quel sito produttivo parte da lontano, già 15 anni fa si parlava di vendita dei marchi, ed ora il semplice sguardo dalla strada all’ex stabilimento Chiari & Forti fa capire come l’offerta alla Pepsico per l’area della Gatorade possa essere estremamente invitante.
Su decisioni che sembrano già prese, credo che la politica possa ancora dire la sua, per esempio non facendo dare per scontato che le variazioni di destinazione d’uso da Industriale a Direzionale/Residenziale/Commerciale siano possibili; non mi sembra irrealistico chiedere che a Silea resti il sito produttivo con la garanzia dell’occupazione. E mi pare giusto e corretto pretendere che, chi ha potuto fare affari ed investimenti nel nostro territorio, non possa andarsene trattando i lavoratori e le loro famiglie come scarpe vecchie.
Stefano Dall’Agata
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà Provincia di Treviso

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