Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Addio SEL Treviso

A SEL Treviso

Treviso, 10 settembre 2013
Nella mia lettera aperta del 31 agosto u.s., ho detto in modo pubblico alcune cose che avevo già detto durante riunioni ed assemblee. Rileggete l’ultima parte della frase, perché è la chiave della necessità da cui quella lettera è nata: il rifiuto di ascoltare.
Non posso chiamare “dibattito” ciò che ne è scaturito, a causa della qualità surreale dei vostri interventi, concentrati sulla forma e non sulla sostanza, in cui il merito della questione è risultato essere, per voi, l’ultima e la più infima delle cose. Inoltre, uno solo dei passi della mia lettera vi è interessato – le consulenze, quell’episodio vergognoso per cui auspicavo fosse “chiaro a tutti che il rifiuto di concedere quanto richiesto deve essere considerato come corretta prassi amministrativa, e non possa in alcun modo essere visto come uno sgarbo nei confronti della Lista: chi ancora lo pensasse è pregato di riflettere e di mutare opinione, perché rischiamo di prendere una strada davvero sbagliata”. Prendo atto che il clima opprimente, denunciato anche da altri compagni, le riunioni condotte senza trasparenza e discussione, le decisioni prese in sedi diverse e semplicemente comunicate ai portatori d’acqua sono quindi faccende che non meritano di essere prese in esame. Purché ci si situi dalla “parte” giusta e si sia “maggioranza”, devono andare bene. Contenti voi.
Ma sulla questione che ha calamitato tutta la vostra attenzione e di cui io vi ho semplicemente ricordato la verità, avete mancato comunque di assumervi le vostre responsabilità, ripetendomi che “i panni sporchi si lavano in famiglia”, e questo è già in sé un consiglio irricevibile, e cercando di mettere la testa sotto la sabbia quando i panni erano ormai in piazza. In “famiglia” avevo ripetutamente espresso il mio disagio rispetto ai fatti avvenuti, ma non ho avuto risposte. Era vostra responsabilità approfondire e verificare già da allora, e non lo avete fatto allora, e non lo avete fatto dopo: come si possa preoccuparsi solo (e in modo errato) dell’immagine del partito, senza preoccuparsi della sostanza delle sue pratiche è cosa per me incomprensibile e che non posso avallare. Inoltre, la vostra difficoltà a chiamarmi per confrontarvi con me, che sia stata dettata da paura, vergogna o disprezzo, dice su di voi e sulla vostra capacità di gestire i rapporti umani e politici molto più di quanto crediate.
Certamente soffrirete di un “danno all’immagine”, ma più per il responso isterico che per la vicenda in sé. Avete, in forma palese via mail, ed in forma anche anonima sulla stampa, insultato, urlato, fatto sarcasmi e ipotesi sempre più “terribili” sulle motivazioni di chi vi ha chiesto lealtà per lealtà e coraggio per coraggio e trasparenza per trasparenza. Come credete possa essere visto questo dall’esterno?
Gli individui che sanno come stanno le cose possono continuare ad ammetterlo privatamente e a tacere pubblicamente, ma questo non li fa migliori di quelli che strillano a vanvera e non rivernicia l’immagine che vi sta tanto a cuore. Meno immagine e più sostanza: ascoltate di più, presumete di meno, cercate onestamente la verità qualora già non la sappiate. E smettete di credere che fuori dalle vostre riunioni ci sia un pubblico di imbecilli.
adieu
Questa serie di fatti mi porta a non riconoscermi più nel partito che ho contribuito a fondare: per cui con la presente lettera vi comunico il mio abbandono, perché un partito per il quale la verità non è importante non è il mio partito; un partito in cui sono proprio gli ipocriti ad etichettare come farisei le persone che esprimono critiche non è il mio partito; un partito in cui chi denuncia un andazzo pericoloso è sempre più colpevole di chi quell’andazzo produce, non è il mio partito. Ma lascio voi, non la politica in sé: quella proseguirò a farla nei movimenti come ho fatto nel passato e come continuo a fare, senza sentire la mancanza di quelli tra voi che spesso mi sono stati volutamente più d’intralcio che di aiuto.
Vi informo infine di aver inviato al Consiglio Provinciale dei Garanti della Federazione di SEL Treviso la formale richiesta di avviare una verifica sui fatti in oggetto: è stato l’ultimo mio atto da dirigente provinciale. Non l’ho fatto ovviamente per me, dato che il destino di SEL Treviso non mi riguarda più in modo diretto, ma per alcuni compagni che hanno apprezzato le mie azioni e che vorrebbero continuare a credere in SEL. Sarebbe opportuno, per voi, tentare di non deluderli ancora.
Addio, Stefano Dall’Agata


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Etica politica e etica pubblica

Lettera aperta a SEL Treviso e alla lista La Sinistra Unita

La politica è un’attività umana essenziale per costruire società e comunità basate su regole, leggi e bilanciamento fra interessi diversi e spesso confliggenti. E’ perciò complessa, a volte difficile. Richiede un alto livello di responsabilità e di impegno da parte dei cittadini, dei partiti politici, dei parlamentari e in genere da tutti gli attori sociali presenti sulla scena.

La fiducia nelle istituzioni politiche, in Italia, è scandalosamente al ribasso: i politici sono visti in toto come una casta di egoisti e corrotti che difendono interessi personali o settoriali invece del bene comune e dei differenti segmenti della popolazione. Anni e anni di politica autoreferenziale, di impunità, di arbitrarietà dell’azione politica, di cittadini visti per prassi come sudditi, strumenti e seguaci, ma non come la democratica fonte di autorità e legittimazione, avallano questa visione.

La realtà è che non sono (non siamo) “tutti uguali” ma purtroppo generalizzare è facile, soprattutto se anche fra chi sostiene di star contrastando questo andazzo manca la coerenza fra gli enunciati e i processi (ciò che si dice e ciò che si fa) ed il potere è visto non come responsabilità e servizio, ma come proprietà privata. E SEL, di cui io faccio parte, non può purtroppo chiamarsene fuori, nonostante la speranza e il desiderio su cui è nata, l’essere una forza realmente aperta e rinnovata rispetto al panorama della politica italiana.

Abbiamo avuto riunioni condotte senza trasparenza e discussione, con liste di nomi già decise prima in altra sede e fatte alla fine della riunione per essere ratificate, come evidenziato nelle assemblee da più persone (e come poi lamentato privatamente a me da altre); un metodo che ha portato a proposte improbabili per non dire fantasiose, poi dissoltesi nel confronto con la realtà.

Se questa fosse solo la modalità usuale di anziani ex funzionari del PCI potremmo parlare di incrostazioni del passato superabili con il tempo e l’impegno, ma quando viene fatta propria da giovani soliti riempirsi la bocca di “partecipazione” e “trasparenza” è il segno di un problema più profondo. Il rapporto delle persone con il potere fa affrontato, perché l’etica nella politica, o una politica etica, è la condizione irrinunciabile per vivere insieme in una società umana: dove l’etica nella politica manchi, le tendenze populiste, fasciste o dittatoriali crescono inevitabilmente. Valori senza interessi (senza radici nella concretezza, senza riferimento agli individui che ne sono portatori) sono di solito discorsi fumosi, propagandistici e autoconsolatori per chi li fa, ma gli interessi senza valori sono pericolosi.

In parte, il permanere di “cattive” pratiche era prevedibile, stante il fatto che DS, PRC, Verdi o PDCI, le forze politiche da cui molti di noi provengono, erano luoghi della politica non estranei a questo tipo di comportamenti. Per chi fa politica da anni finiscono persino per sembrare “ordinaria amministrazione”, o addirittura una componente essenziale e inevitabile della faccenda, ma per chi le vede dal di fuori – o per chi le incontra tentando di partecipare attivamente alla politica per la prima volta – sono il motivo principale dell’allontanamento, dell’estraneità e del disprezzo.

Lottare per cambiare queste pratiche è cosa che mi è capitato di fare spesso nell’ambito della mia attività politica, nonostante la pesantezza del dover affrontare discussioni non basate sul merito delle cose, ma su questioni strumentali o su vere e proprie falsità. Purtroppo quando si mette da parte l’etica politica, capita che si perda di vista l’etica pubblica, e che si arrivi ad atti che non posso in alcun modo tollerare e che non hanno né possono avere giustificazioni di sorta.

Quando si trasforma la trattativa in mercato, arrivando anche a chiedere per “SEL – La Sinistra Unita per Treviso” la distribuzione di consulenze retribuite da parte del Comune di Treviso ad esponenti della Lista, come fatto dal nostro rappresentante, si arriva ad un qualcosa che sento come completamente estraneo.

Il mio sentimento personale, compresa la vergogna che provo per SEL e per le persone che hanno sostenuto la proposta, può non essere considerato una questione politica; il tradimento rispetto ai principi e ai valori che si dice di voler sostenere, e agli impegni presi in campagna elettorale, invece lo è. Noi abbiamo aderito in forma pubblica alla “Carta di Pisa”, il codice etico per gli Amministratori Locali promosso dall’Associazione Avviso Pubblico, che all’art. 17 recita: “L’amministratore deve ridurre allo stretto necessario il ricorso a consulenti esterni e a collaboratori di supporto agli organi di direzione politica, senza gravare sul bilancio dell’ente e motivandone l’impiego.” Questa frase significa che solo in caso di reale bisogno per l’Amministrazione di avere una figura per un eventuale ruolo, e solo in caso questa posizione non possa essere ricoperta dal personale già presente nell’Ente, si considera realizzabile il ricorso a consulenti esterni, cosa ben diversa dal chiedere detto ricorso “ad personam” per persone della propria parte politica.

Ciò detto, spero sia chiaro a tutti che il rifiuto di concedere quanto richiesto deve essere considerato come corretta prassi amministrativa, e non possa in alcun modo essere visto come uno sgarbo nei confronti della Lista: chi ancora lo pensasse è pregato di riflettere e di mutare opinione, perché rischiamo di prendere una strada davvero sbagliata. Nella società italiana com’è ora, in gran parte amorale e disillusa (anche grazie ad un berlusconismo che pare sopravvivere allo stesso Berlusconi), cose di questo tipo possono apparire “normali”, fattibili, scontate, ma non lo sono. I valori in politica sono ormai considerati un ornamento di secondaria importanza: non fanno male, si sostiene, ma non servono neppure. Niente di più sbagliato: infatti, il valore chiave perché la politica funzioni è la giustizia, intesa come reciprocità, eguaglianza ed equità. Non si tratta di raggiungere una politica ideale o perfetta, ma quella ottimale, in cui si assicura l’equità del trattamento riservato a tutte le parti in causa, che ci ricorda come la limitazione del potere sia essenziale e che aggiunge ad ogni questione una prospettiva a lungo termine.

aristotele

Per arrivare a questo serve uno sforzo di volontà, e ci sono in SEL, nel centro-sinistra e nella società le energie per compierlo, ma è d’obbligo guardare la realtà con occhi nuovi, fuori dalla contingenza delle “cose da fare”, con il senso di responsabilità di chi sa che le proprie azioni politiche non sono un fatto privato, ma sono l’essenza del nostro stare nel mondo, determinano il mondo intorno a noi, e con esso noi stessi. “Le virtù noi le acquistiamo se prima ci siamo esercitati, come accade anche nelle arti. Ciò che infatti dobbiamo fare quando le abbiamo imparate, ciò lo impariamo attraverso la pratica.” (Aristotele, Etica Nicomachea)

Stefano Dall’Agata


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Aeroporto Canova – Interrogazione alla Camera

http://seltv.files.wordpress.com/2011/04/sel-lungo-vendola.png?w=519

La Parlamentare di Sinistra Ecologia Libertà On. Serena Pellegrino ha presentato presso la Camera dei Deputati un’Interrogazione a risposta scritta indirizzata al MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE e al MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI sulle problematiche relative all’Aeroporto Canova di Treviso, soprattutto per quanto riguarda le Autorizzazione concesse da ENAC e il procedimento di V.I.A., oltre che le garanzie rispetto l’operato della Ditta Mestrinaro SPA.

L’iniziativa parlamentare fa seguito al rapporto di fattiva collaborazione tra la Federazione SEL di Treviso e il Comitato Aeroporto Treviso, che ha visto l’On. Pellegrino incontrare il Comitato all’iniziativa promossa dalla lista SEL/La Sinistra Unita per Treviso durante la campagna elettorale per le recenti Elezioni Comunali.

L’Interrogazione vede come co-firmatari i Deputati ZAN, ZARATTI, MARCON, BRANDOLIN, RIZZETTO e PRODANI.

Per la Federazione SEL di Treviso

Il Resp. Comunicazione

Stefano Dall’Agata

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Grillonomics? Una proposta alternativa.

Grillonomics

Grillonomics

Trovano spazio e rilievo nei media le 4 proposte per la politica fatte da ConfAPRI, l’associazione di imprese guidata da Massimo Colomban; proposte che paiono trovare la condivisione del Movimento 5 Stelle, anche a seguito dell’incontro avuto con Grillo durante la campagna elettorale..

Nel merito della questione, tutti possiamo condividere l’auspicio per un nuovo “Rinascimento Italiano”, e se possiamo dirci d’accordo sul fatto che ci sia una ripresa dell’intervento pubblico sulla finanza, questo non può esimerci dal valutare criticamente la strada che viene proposta per arrivarci.
In teoria sembrerebbe tutto bello, tramite una Banca di Stato si prendono in prestito 2.000 miliardi di euro dalla BCE al tasso dell’1 % e si acquista l’intero debito pubblico, finendo per pagare il 4% di interesse in meno sullo stesso, risparmiando 50 miliardi all’anno. Poi si fa una Legge contro la corruzione e si recuperano altri 60 miliardi perché la corruzione finisce, con il denaro recuperato si eliminano l’IRAP e l’IMU, così che chi evadeva le tasse troverà corretto pagarle, e i cittadini e il sistema d’impresa si preoccuperanno di stanare i furbi. Poi sempre con le risorse ottenute si defiscalizza completamente l’assunzione di lavoratori disoccupati o in mobilità o in Cassa Integrazione Guadagni.
La realtà però non è il libro dei sogni, la BCE non ha a disposizione 2.000 miliardi, e se li avesse non si vede il motivo per cui dovrebbe darli tutti all’Italia, come se il resto dei Paesi d’Europa non avesse Debito Pubblico. Ma ammesso e non concesso che tali somme fossero nella disponibilità della BCE, comunque anche una Banca Statale dovrebbe dare un collaterale (che non ha) a garanzia del prestito.
Il tutto resta oltremodo impraticabile perché acquistare i BTP che sono stati emessi 2 anni fa al 7% di rendimento annuo al loro valore nominale non trova convenienza per chi dovrebbe venderli; si possono solo acquistare i Titoli che vanno a scadenza, significa che un risparmio di 50 miliardi all’anno lo si avrà tra 8/10 anni.
I fatti si curano anche di far presente che il fare una Legge non presenta automatismi, e se è necessaria una Legge contro la corruzione, dopo va messo in moto un processo politico fatto di azioni concrete sia sotto il profilo repressivo che quello economico per renderla pienamente operativa e poterne vedere i benefici effetti anche economici. Soprattutto perché certi comportamenti hanno una diffusione estremamente ampia, ed intorno a loro si è costruito un sistema di interessi e di clientele, che purtroppo non si riuscirà a smantellare in poco tempo.
Resta quindi completamente senza possibilità, mancando la necessaria copertura finanziaria, la defiscalizzazione per i neo assunti, proposta sulla quale è bene chiarire che può funzionare solo se c’è una ripresa del dinamismo dell’economia. In una situazione di recessione qual’è la nostra, con le imprese che cercano al più di non licenziare i propri dipendenti, per non perdere un patrimonio di conoscenze e relazioni, è opportuno invece recuperare risorse per avviare e indirizzare una seria politica industriale per il nostro Paese, lasciando da parte le favole sulla autoregolamentazione dei mercati.
Prendiamo atto che da parte di ConfAPRI vi è il riconoscimento di un ruolo per la BCE, cosa che forse creerà qualche conflitto con parte del Movimento 5 Stelle, suggeriamo però, che invece di proporre percorsi impraticabili si cerchino strade diverse, strade che richiedono alleanze, in Italia come in Europa.
Vi sono delle cose importanti da fare, 3 fra tutte:
1) la ridefinizione del Fiscal Compact, togliendo dalla Costituzione l’obbligo del Pareggio di Bilancio e il rientro in 20 anni del rapporto debito/PIL, date le rigidità che da esso vengono poste sull’economia del Paese;
2) lavorare per rendere la BCE reale Banca di ultima istanza, sul modello della FED americana
3) aumentare il potere politico e decisionale delle Istituzioni democratiche europee, primo tra tutte il Parlamento Europeo, per passare dall’Europa monetaria all’Europa dei Popoli .
La strada per ottenere questi due risultati è stretta e passa attraverso un accordo con le forze che in Europa ed in Italia mettono in discussione l’impostazione liberista dell’economia propria delle destre, a partire dal Governo francese di François Hollande e dall’Alleanza rosso-verde che in Germania ha bloccato il Fiscal Compact; per l’Italia i referenti obbligati sono le forze politiche collegate alle forze di progresso e al partito del Socialismo Europeo: la Coalizione Italia Bene Comune PD-SEL-CD.
Altre risposte per ridare futuro all’Italia non se ne vedono all’orizzonte, il tempo per intervenire è questo. Temiamo che se non si riuscisse ad cogliere questa opportunità il rischio di un aggravamento della crisi nel nostro Paese diventerebbe inevitabile.
 
Coordinamento Circolo SEL Treviso


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La Lista di SEL in Veneto per il Senato

benvenuta sinistra

I CANDIDATI DELLA LISTA DI SEL IN VENETO
Nome e cognome Luogo e data di nascita
1 MBAYE DIAW detto PAPE DAKAR (SENEGAL), 31.3.1960
2 MARIATERESA DI RISO PADOVA, 24.11.1971
3 LEONIDA FACCHINI detto DINO CURTATONE (MN), 30.3.1947
4 FEDERICA PANIZZO CAPRINO VERONESE (VR), 1.10.1971
5 ATTILIO MOTTA LECCE, 8.1.1971
6 CINZIA SIVIER ROVIGO, 29.4.1963
7 STEFANO DALL’AGATA TREVISO, 6.12.1960
8 NADIO GRILLO CAVARZERE (VE), 4.10.1948
9 BEATRICE ANDREOSE ESTE (PD), 5.4.1957
10 PIO D’EMILIA ROMA, 18.7.1954
11 LORENZA ANNONI MILANO, 8.8.1947
12 VITTORIO ALBERTI VENEZIA, 12.11.1954
13 LIA ARRIGONI NEGRAR (VR), 17.11.1969
14 LUIGI AMENDOLA ROMA, 17.7.1964
15 PIA COLLEONI TREVISO, 12.12.1943
16 ANTONIO COMPOSTA ISOLA DELLA SCALA (VR), 9.5.1956
17 CLAUDIA D’AMBROS VICENZA, 11.4.1954
18 CLAUDIO MAGAGNA VILLAFRANCA (VR), 4.8.1953
19 TERESA LAPIS SAN DONÀ DI PIAVE (VE), 22.6.1954
20 SERGIO PIOTTO BASSANO DEL GRAPPA (VI), 26.4.1955
21 ANTONELLA SUSANA BELLUNO, 13.4.1960
22 GIUSEPPE ROSSATO MIRA (VE), 21.02.1956
23 SILVIO SCHIEVANO PADOVA, 12.7.1967
24 WALTER SIGOLO ROVIGO, 16.2.1964


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574 grazie

Un grazie di cuore alle 574 persone che hanno scelto di dare fiducia alle idee e ai valori che porto porto avanti in e con Sinistra Ecologia Libertà.
Ora al lavoro con le altre compagne e gli altri compagni, perché è importante che Sinistra Ecologia Libertà abbia una buona affermazione in Veneto, che speriamo possa contribuire a far sì che la coalizione Italia Bene Comune possa risultare la prima anche nella nostra Regione.

Stefano Dall’Agata

Stefano per Nichi

Risultati ufficiosi primarie SEL Veneto.
Senato:

DONNE
Di Riso 1161
Tomat 707
Panizzo 567
Sivier 339

UOMINI
Facchini 1054
Motta 598
Dall’Agata 574
Grillo 543