Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Di mense scolastiche, scuolabus e buoni libro

L’ultima trovata simil-razzista della destra che amministra gran parte del Paese è la richiesta alle famiglie straniere di produrre documentazione ulteriore rispetto all’ISEE che dimostri la mancanza di proprietà immobiliari nei Paesi d’origine.

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Fermo restando che appare chiaro come questi Atti siano strumentali alla discriminazione persino dei bambini e vadano quindi condannati senza alcun dubbio, vorrei segnalare una questione che fin’ora non ho visto espressa da altre parti.
Analizzando gli Atti quello che noto è che ai cittadini stranieri viene richiesto di dimostrare che non hanno proprietà in un determinato Paese straniero, che è quello di origine.

Ma le proprietà immobiliari non sono collegate necessariamente al Paese di origine o a quello di residenza, un cittadino italiano o un cittadino straniero, per una varietà di motivi potrebbe avere proprietà in Paesi diversi dall’Italia.
Il caso dello “zio d’America” che emigrato dall’Italia muore senza eredi rendendo ricchi i nipoti rimasti in Italia, piuttosto che emigrati in un altro Paese, e che fa parte del nostro comune vissuto, può essere valido sia per gli italiani che per gli stranieri.

Allo stesso modo, così come è possibile per un cittadino italiano il comprarsi un appartamento in Corsica ad Ajaccio, piuttosto che in Tunisia ad Hammamet, nulla lo vieta per un cittadino straniero.
A questo punto, pur privo di studi giuridici, a me sembra di rilevare grosse incongruenze nella sostanza di questi provvedimenti, non solo perché vengono richiesti documenti solo ai cittadini stranieri, ma pure perché l’unico Paese per il quale si richiede di dimostrare la mancanza di possedimenti immobiliari è quello di origine per lo straniero, mentre si chiudono tutti e due gli occhi per l’italiano o lo straniero che si fosse comprato un castello nella Loira o sulle sponde del Mar Baltico.

Agli amici avvocati e giuristi chiedo se cortesemente possono affrontare detta questione per produrre istanze di ricorso ai TAR contro regolamenti locali che prevedano discriminazioni.
Perché se il punto è il non aver beni all’estero, la documentazione andrebbe prodotta per ogni singolo Stato del pianeta Terra, sia dai cittadini italiani che da quelli stranieri.

Stefano Dall’Agata