Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Sperando in un sussulto di dignità

Da una fiction coreana quello che sembra uno spaccato della politica italiana.

Nello sceneggiato la Deputata diventa il primo Presidente donna della Corea del Sud.

Ogni parallelo e buon auspicio per Nichi Vendola è ben accetto 🙂

Discorso televisivo della neo-deputata Seo Hye-rim (l’attrice Ko Hyun-jung); scena finale della puntata n. 7 dello sceneggiato Dae Mul (“Pesce grosso”), attualmente in onda per la SBS in Corea del Sud. La mia traduzione è dedicata di cuore al sistema politico italiano ed ai suoi scandali passati e correnti. Sperando in sussulto di dignità del popolo italiano, Maria G. Di Rienzo

“Sì, dobbiamo cambiare la politica, e bisogna cominciare dai politici. In primo luogo, dobbiamo essere umili e riflettere sulle nostre azioni. Il Parlamento della Repubblica (1) ha sessant’anni: innumerevoli politici hanno sognato di portare riforme al Parlamento. Ma quando sono diventati parlamentari si sono tramutati in figure di potere, e la realtà politica del vecchio assetto resta ancora immutata. Perché è così?

Perché i deputati seguono le direttive dei capi del loro partito e abbandonano ciò in cui credono, finiscono per trovare rifugio nel potere come mezzo per salvaguardare le loro carriere. Questa è la verità, per quanto triste sia.

Anche con l’avvicendarsi di nuove generazioni, il Parlamento, che è pagato con le tasse dei cittadini, diventa lo scenario di una farsa dove ci si azzuffa come cani e si strilla come galletti, ed il sistema non cambia.

Il mio precedente lavoro (2) era insegnare ai bambini a non litigare, ad andare d’accordo e a mantenere la parola data. Ma quando gli adulti, i politici, si comportano nel modo che sappiamo, sotto i loro occhi, cosa possono imparare i bambini?

Ogni volta, in occasione delle elezioni, i politici per avere voti vi dicono “cari cittadini” e cose simili. Ma io sono assai dispiaciuta di dover dichiarare qui che i nostri politici non hanno alcun rispetto per la gente. I politici non temono il popolo e mostrano di continuo un’attitudine arrogante, di impunità. Io credo che i cittadini siano anch’essi responsabili per questo.

I cittadini accusano il sistema politico di essere corrotto, ma poi ci ridono sopra, e non fanno nulla. Perciò i politici non hanno timori. E proprio perché non temono nessuno che più facilmente diventano corrotti.

Membri della nazione, voi siete i reali proprietari della Repubblica. Voi siete, simbolicamente, i genitori che allevano e sostengono i politici. I genitori sgridano i figli se questi ultimi non ascoltano, e se ancora non capiscono li castigano con amore.

Solo voi, cittadini di questa nazione, siete la vera speranza di cambiamento per il sistema politico del paese. Cittadini, per favore, andate a prendere una verga e i politici disobbedienti puniteli con amore. Se tutti voi colpite le gambe dei politici con la verga, la loro idea che i voti siano scontati e la loro arroganza scompariranno.

Controllateli. Istruiteli. A chi appartiene davvero questo paese? Dovete farglielo sapere.

Per favore, usate la verga e correggete la politica.”

  1. della Corea del Sud;
  2. Intrattenitrice in un programma televisivo per l’infanzia.
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Niente paura

Niente paura
presentato alla mostra del cinema di Venezia


Niente paura è un film sull’identità nazionale nell’epoca delle “passioni spente”, nell’epoca della crisi radicale della politica, in senso lato. Il film racconta – in modo non ideologico, ma attraverso le storie personali di uomini e donne comuni, di persone conosciute e dello stesso Ligabue – colonna sonora del film e “narratore per eccellenza” – come siamo e come eravamo, in realtà da dove veniamo (fine anni Settanta, primi anni Ottanta, quando si opera una svolta sia nelle istituzioni che nel costume) e quale Paese siamo diventati oggi.
Sito Web:
http://www.nientepaura-ilfilm.it/
Interpreti:
Luciano Ligabue
Sceneggiatura di:
Piergiorgio Gay
Diretto da:
Piergiorgio Gay
Produttore:
Lionello Cerri
Trama:
Raccontare un musicista italiano e il suo pubblico per ripercorrere gli ultimi trent’anni del nostro Paese. Ma possono le canzoni raccontare la società? E può il percorso artisti di un musicista, ovvero Luciano Ligabue come eravamo e come siamo adesso? La musica popolare parla di noi, e spesso ci ritrae meglio di tanti saggi o studi sociologici. Parte da un’emozione, dal ritmo, in maniera viscerale. Una canzone può semplicemente rimanere legata a un momento particolare della nostra vita, darci felicità, amarezza o nostalgia nel ricordo. Addirittura “celebrare” un evento cruciale, diventare “rito”, nel senso più laico e bello del termine. Canzoni e emozioni. Canzoni nello scorrere della vita personale ma anche sociale e politica. Canzoni e memoria. Memoria personale e memoria collettiva, nel duplice senso di memoria di un Paese e memoria di tante persone insieme.