Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Marchionne e Don Miglioranza

Non posso che esprimere apprezzamento per l’omelia di Don Miglioranza, con il suo richiamo alla giustizia sociale e la giusta presa di distanza dalle parole e dalle opere dell’AD FIAT Marchionne e del Sindaco Dussin.
Quanto alle critiche che gli vengono rivolte non posso che consigliare di rileggere il Vangelo, in modo da capire che le parole di Don Miglioranza sono perfettamente coerenti con il messaggio del Cristo.
Sono critiche che non debbono stupire, sta scritto infatti: “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che un ricco entri nel Regno dei Cieli.”
Stefano Dall’Agata
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso
La Tribuna di Treviso
Prete dal pulpito tuona contro Marchionne 

Il prete tuona dal pulpito
contro Sergio Marchionne

di Alessia De Marchi

Don Claudio Miglioranza dal pulpito della chiesa della Pieve, nell’omelia domenicale, tuona contro l’ad della Fiat: Sergio Marchionne, un cattivo pastore. «Guadagna 100 milioni all’anno quanto 6.400 operai messi insieme – predica il prete..
Messa delle 11.15 del 2 gennaio nella chiesa della Pieve, a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla Fervet, la storica fabbrica castellana chiusa per fallimento con tanto di benservito a duecento famiglie. 

Don Claudio Miglioranza, un uomo di Chiesa che «ama sporcarsi le mani con i problemi del vivere quotidiano», sale sul pulpito, legge il Vangelo. E’ l’annuncio della lieta novella ai pastori che corrono ad adorare il Bambino Gesù nella capanna di Betlemme.

«Alla parola sacra – dice ai fedeli – ho bisogno di affiancare il giornale, la vita quotidiana. Rifletto sui tanti che non colgono l’annuncio del Vangelo». I cattivi pastori. Qualche fedele rizza le orecchie.

«Parliamo di Fiat e dei presupposti per il cambiamento indicati dall’amministratore delegato, da quel Sergio Marchionne che guadagna ogni anno, bonus compresi, quanto 6.400 degli operai a cui detta legge», precisa don Claudio.

Il tono della predica è mite, ma i contenuti sono forti e la contestazione precisa. «Marchionne dice di lavorare 13 ore – continua il prete operaio – e così vorrebbe facessero i dipendenti Fiat obbligandoli in base al nuovo accordo a turni massacranti: 10 ore di catena di montaggio di cui l’ad scandice il rigore dei pochi momenti di pausa. Sembra quasi che se la Fiat va male la colpa sia dei lavoratori: incidono con il loro salario sul costo della produzione dell’auto per il 7-l’8 per cento. Lo confrontiamo con quanto guadagna Marchionne?».

Domanda retorica. Don Claudio va avanti come un rullo compressore. «Per una comunità cristiana che deve riflettere e confrontarsi con i fatti – aggiunge – la proposta di Marchionne va catalogata come retrocessione». Come rinuncia ai diritti conquistati in anni di battaglia sindacale dai lavoratori.

Qualcuno dai banchi si indispettisce. E’ Giorgio Vigni, imprenditore di Campigo. Prende e se ne esce dalla chiesa.

«Mi confesso ignorante – scrive poi al vescovo di Treviso Agostino Gardin, sottolineando la sua disapprovazione – ma sono fermamente convinto che non esista al momento un san Marchionne o almeno un beato, eppure è stato messo sull’altare. Mi sono alzato e ho abbandonato il comizio, per rientrare in chiesa al riprendere della messa. Ricordo che tal cadinale Ratzinger ebbe a dire, a braccio: è stupefacente che il cristianesimo sopravviva nonostante milioni di omelie inadeguate».

Dal vescovado nessuna ramprogna, almeno finora, a don Claudio. «C’è sempre chi non è d’accordo – confessa il prete – Ma più di qualcuno a fine messa è venuto a complimentarsi per la predica in cui ho parlato anche del sindaco leghista Dussin che caccia i migrantes dal Pronto soccorso, rei di essere clandestini. Peccato che tanti con il loro lavoro fuori legge diano futuro alle aziende del Nordest».

8 gennaio 2011

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La politica dei calci

di Maria G. Di Rienzo

Vivere in un ambiente tossico, inquinato, devastato, non giova com’è ovvio ne’ alla salute del corpo ne’ alla salute della mente (distinguo i piani per comodità, ma lo stare bene di un essere vivente è in sostanza l’armonia dell’interazione fra essi). L’Italia di oggi è in senso metaforico e reale una gigantesca discarica di rifiuti nocivi: sono tossiche le relazioni sociali e quelle fra i generi, sono estremamente tossici i media e le loro “notizie”. In poche parole, non solo siamo ammalati, ma non stiamo facendo nulla per guarire: continuiamo ad accatastare spazzatura mortale nelle nostre esistenze, sperando di cavarci un guadagno, di distruggere chi ci infastidisce o ci contraddice, di scalare la montagna di immondizia nel mentre la rendiamo sempre più alta.

Ogni volta in cui persone che hanno un considerevole potere di manovra economico e/o politico scaricano le loro tonnellate di nocività nella vita sociale del nostro paese, io mi pongo la stessa trita domanda: “Sanno quel che fanno? Sono consci delle conseguenze?” E’ questione vieta, ma non da poco per chi desidera contrastare questo stato di cose. Se il mio oppositore è crudele, spietato ed egoista ma intelligente, riconoscerà almeno se nella sua azione c’è qualcosa che danneggia anche lui (e vi saranno maggiori probabilità che la sua azione cambi), ma se il mio oppositore oltre ad essere crudele eccetera è un idiota cercherà semplicemente di andare avanti sino alla rovina sua e mia.

“Nonviolento, non silenzioso”

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Nichi Vendola (SEL) a Pomigliano D’Arco

Videoconferenza Stampa di Nichi Vendola a Pomigliano d’Arco, al fianco dei lavoratori, contro il ricatto che il governo e la Fiat stanno portando avanti.
OGGI IL SILENZIO E’ COMPLICE

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