Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Jeju: una lettera all’Ambasciata della Corea del Sud in Italia

https://i0.wp.com/savejejuisland.org/Save_Jeju_Island/Welcome_files/shapeimage_6.png

All’Ambasciata della Repubblica di Corea,

via Barnaba Oriani 30, 00197 Roma

e per conoscenza

ai Consolati della Repubblica di Corea presenti in Italia

 

Treviso, 28 agosto 2011

 

Egregio ambasciatore Kim Young-seok,

 

quali membri consapevoli della comunità internazionale, le chiediamo con urgenza di adoperarsi per fermare la costruzione della base navale sull’isola di Jeju. Quando i piani per la base navale sono stati annunciati cinque anni or sono, il 95% dei residenti dell’isola hanno votato contro la sua costruzione ed hanno usato ogni mezzo democratico a loro disposizione per bloccarla. Pure, le loro proteste non sono state udite dal suo governo.

Condividiamo con i residenti di Jeju lo sdegno per il fatto che il governo sudcoreano sia disponibile a sacrificare la loro sicurezza pur di costruire una base missilistica statunitense che è parte di una strategia di provocazioni verso la Cina. Gli abitanti di Jeju non credono affatto che la base navale migliorerà la sicurezza del popolo coreano: sanno benissimo che essa destabilizzerà ulteriormente la regione dell’Asia del Pacifico e renderà l’isola di Jeju un bersaglio sicuro per le risposte militari.

La resistenza della gente di Jeju alla militarizzazione dell’isola nasce dal massacro del 3 aprile 1948, quando circa 80.000 civili furono uccisi dall’esercito sudcoreano durante manifestazioni pacifiche che si opponevano alla divisione dell’isola fra nord e sud. Nel 2006, l’ex Presidente Roh Moo Hyun si è scusato ufficialmente per l’episodio, designando Jeju quale “Isola della Pace”. La base navale viola gli impegni presi dal governo con i residenti di Jeju ed ignora il loro desiderio di pace.

Il 24 agosto scorso, il sindaco del villaggio di Gangjeong, Kang Dong-kyun, si è avvicinato ai contractors militari che hanno iniziato ad usare una gru da 250 tonnellate portata di contrabbando nel villaggio, di notte. Mentre chiedeva che la gru illegale fosse smantellata e rimossa, il sindaco è stato caricato su un veicolo della polizia assieme al suo concittadino Kim Jong-Hwan ed altri attivisti della società civile. Per dieci dure e lunghe ore cento fra abitanti di Jeju ed attivisti pacifisti hanno usato i loro corpi per impedire che la polizia trasferisse altrove il sindaco e gli altri. Due attivisti sono stati rilasciati, ma il sindaco, il signor Kim e fratello Moon sono ancora in stato di arresto.

Siamo profondamente preoccupati per la salute e la sicurezza degli attivisti pacifisti: permettendo l’uso della violenza contro attivisti nonviolenti si mina la reputazione del governo sudcoreano e si fornisce al mondo intero l’opportunità di dubitare della sua democrazia.

Famosa per la sua straordinaria bellezza ed il suo ambiente incontaminato, Jeju è stata indicata dall’Unesco come patrimonio dell’umanità ed è una dei 28 finalisti per le Nuove Sette Meraviglie della natura. Ci rende perplessi il fatto che nonostante la first lady si stia impegnando molto per quest’ultima causa il suo governo distrugga le possibilità di Jeju permettendo la costruzione della base. Per alloggiare le navi da guerra statunitensi, la marina coreana e la Samsung Corporation stanno già minacciando l’habitat del corallo e la ricca vita marina.

La costa di cui si tratta, Joongduk, è famosa non solo per essere il luogo in cui i delfini migrano dall’Alaska in estate, ma le sue acque sono anche quelle in cui centinaia di donne coreane, le haenyo, fanno pesca subacquea per raccogliere i molluschi che sono un pilastro dell’alimentazione del paese. La base navale distruggerà ciò su cui le haenyo e i pescatori si basano per vivere ed ha già reso profughi i coltivatori di agrumi di Gangjeong le cui terre sono state confiscate, le cui serre sono state demolite e i cui alberi da frutto sono stati sradicati.

La marina coreana aveva assicurato agli abitanti di Gangjeong che la base navale avrebbe avuto un impatto minimo sull’ambiente, ma loro non possono credere a questa menzogna, e neppure noi. I residenti sanno di prima mano come la base mette in pericolo le loro comunità, le loro esistenze e l’equilibrio naturale di Jeju.

Siamo dunque al fianco dei residenti di Jeju nella loro lotta nonviolenta per proteggere non solo i ricchi ecosistemi marini dell’isola, ma per proteggere la pace in una regione del mondo sempre più fragile e sempre più militarizzata. Chiediamo si fermino immediatamente i lavori per la costruzione della base navale su Jeju.

Distinti saluti,

 

Maria G. Di Rienzo, Stefano Dall’Agata

(da Telegrammi della nonviolenza in cammino, 31 agosto 2011)

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Sperando in un sussulto di dignità

Da una fiction coreana quello che sembra uno spaccato della politica italiana.

Nello sceneggiato la Deputata diventa il primo Presidente donna della Corea del Sud.

Ogni parallelo e buon auspicio per Nichi Vendola è ben accetto 🙂

Discorso televisivo della neo-deputata Seo Hye-rim (l’attrice Ko Hyun-jung); scena finale della puntata n. 7 dello sceneggiato Dae Mul (“Pesce grosso”), attualmente in onda per la SBS in Corea del Sud. La mia traduzione è dedicata di cuore al sistema politico italiano ed ai suoi scandali passati e correnti. Sperando in sussulto di dignità del popolo italiano, Maria G. Di Rienzo

“Sì, dobbiamo cambiare la politica, e bisogna cominciare dai politici. In primo luogo, dobbiamo essere umili e riflettere sulle nostre azioni. Il Parlamento della Repubblica (1) ha sessant’anni: innumerevoli politici hanno sognato di portare riforme al Parlamento. Ma quando sono diventati parlamentari si sono tramutati in figure di potere, e la realtà politica del vecchio assetto resta ancora immutata. Perché è così?

Perché i deputati seguono le direttive dei capi del loro partito e abbandonano ciò in cui credono, finiscono per trovare rifugio nel potere come mezzo per salvaguardare le loro carriere. Questa è la verità, per quanto triste sia.

Anche con l’avvicendarsi di nuove generazioni, il Parlamento, che è pagato con le tasse dei cittadini, diventa lo scenario di una farsa dove ci si azzuffa come cani e si strilla come galletti, ed il sistema non cambia.

Il mio precedente lavoro (2) era insegnare ai bambini a non litigare, ad andare d’accordo e a mantenere la parola data. Ma quando gli adulti, i politici, si comportano nel modo che sappiamo, sotto i loro occhi, cosa possono imparare i bambini?

Ogni volta, in occasione delle elezioni, i politici per avere voti vi dicono “cari cittadini” e cose simili. Ma io sono assai dispiaciuta di dover dichiarare qui che i nostri politici non hanno alcun rispetto per la gente. I politici non temono il popolo e mostrano di continuo un’attitudine arrogante, di impunità. Io credo che i cittadini siano anch’essi responsabili per questo.

I cittadini accusano il sistema politico di essere corrotto, ma poi ci ridono sopra, e non fanno nulla. Perciò i politici non hanno timori. E proprio perché non temono nessuno che più facilmente diventano corrotti.

Membri della nazione, voi siete i reali proprietari della Repubblica. Voi siete, simbolicamente, i genitori che allevano e sostengono i politici. I genitori sgridano i figli se questi ultimi non ascoltano, e se ancora non capiscono li castigano con amore.

Solo voi, cittadini di questa nazione, siete la vera speranza di cambiamento per il sistema politico del paese. Cittadini, per favore, andate a prendere una verga e i politici disobbedienti puniteli con amore. Se tutti voi colpite le gambe dei politici con la verga, la loro idea che i voti siano scontati e la loro arroganza scompariranno.

Controllateli. Istruiteli. A chi appartiene davvero questo paese? Dovete farglielo sapere.

Per favore, usate la verga e correggete la politica.”

  1. della Corea del Sud;
  2. Intrattenitrice in un programma televisivo per l’infanzia.


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da Pyongyang a Treviso

Il Museo Civico di Santa Caterina propone un’esposizione di artisti moderni dalla Corea (Repubblica Popolare Democratica).

Si tratta di un’occasione importante di conoscenza di un Paese distante, ma depositario di una tradizione storico/artistica millenaria.

Maggiori informazioni al sito del Museo Civico di Santa Caterina
http://www.museicivicitreviso.it/index.php?it/22/gli-eventi/45/artisti-a-pyongyang
e a quello del Mansudae Art Studio di Pyongyang
http://www.mansudaeartstudio.com