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SERVIZIO ANTIBUFALA – Puntata 1: Marcegaglia ed inceneritori

pubblicata da LaFabbrica Di Nichi Trani il giorno Lunedì 5 novembre 2012 alle ore 3.00 ·

Con queste note vi aiuteremo ad orientarvi meglio nella disinformazione messa in giro da chi ha l’interesse a farlo, in particolare sui temi che riguardano il candidato alle Primarie Nichi Vendola.

In questa prima puntata, parleremo degli inceneritori della Marcegaglia, che secondo qualcuno Vendola avrebbe favorito in Puglia.

E’ vero, in realtà, l’esatto contrario.

Dovete sapere, infatti, che quando un inceneritore nasce come semplice iniziativa privata, e non su “commissione” pubblica, la competenza sul concedere o meno la sua realizzazione spetta esclusivamente allo Stato, in quanto, per la legge italiana, gli inceneritori sono considerati impianti industriali. La Regione non può, quindi, impedirne la realizzazione, ma solo imporre tutti i controlli del caso, compresa la VIA.

Vendola l’ha fatto. Per questo, uno degli impianti della Marcegaglia (quello inizialmente previsto a Modugno) è anche saltato, non avendoli superati. Gli altri no, nonostante che si sia riusciti, in alcuni casi, ad ostacolarne il percorso ed a ritardarlo, con tutti i controlli prescritti.

Ma non spettava alla Regione dare l’autorizzazione finale. Per questo, e solo per questo, questi impianti si sono realizzati, NONOSTANTE il fatto che Vendola non li volesse affatto.

Per capire il suo atteggiamento riguardo alla questione-inceneritori, invece, si può guardare a cosa ha fatto laddove erano realmente sua competenza.

Raffaele Fitto, infatti, aveva lasciato in eredità un piano regionale di gestione dei rifiuti che prevedeva la costruzione di cinque inceneritori (peraltro di dimensioni ben più grandi di quelli di cui si parla qui) sul territorio Regionale.

Il più grande di questi cinque inceneritori, peraltro, era previsto proprio nella nostra città, Trani, dove a costruirlo doveva essere la società di Pino Grossi, imprenditore del nord che poi ha passato gli ultimi anni della sua vita (purtroppo non è più su questa terra) a San Vittore.

Nichi Vendola appena arrivato ha bloccato questo piano, e nel giro di un anno questi cinque inceneritori, previsti su commissione pubblica, li ha CANCELLATI. Provvedimento che ha sempre rivendicato, peraltro, come uno dei più caratterizzanti della sua esperienza da Presidente della Regione Puglia, e che, d’altra parte, gli provocò attacchi virulenti da parte dell’opposizione (che quegli inceneritori li voleva).

Si nota chiaramente, quindi, qual’è la verità. Sulla vicenda specifica degli impianti della Marcegaglia. E sull’atteggiamento complessivo di Nichi Vendola sul tema degli inceneritori.

Di certo pensare che Vendola sia favorevole agli inceneritori in generale, o sia stato favorevole a quelli della Marcegaglia in particolare, è fuori da ogni logica e verità.

Più inceneritori e più bugie. Oppure Vendola

Per approfondire:

Articolo che parla di come saltò l’inceneritore di Modugno, dopo il parere negativo sulla VIA prescritta dalla Regione Puglia

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=472929&IDCategoria=11

Articolo su quello di Cerignola, che spiega molte cose sul reale andamento di simili vicende:http://www.linkredulo.it/giornale/opinioni/1129-impianto-rifiuti-marcegaglia-scontro-vendola-lannes.html

Vendola parla della vicenda dell’inceneritore di Trani

http://www.traninews.it/articoli/3565-nichi-vendola-e-gli-inceneritori-.asp

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I Grillini e il referendum bufala

La superficialità sembra essere diventata il leit motiv della cosiddetta seconda repubblica, un atteggiamento mentale in cui tutto e il contrario di tutto sono non solo possibili, ma anche auto celebranti.

L’ultimo caso è quello del sedicente referendum “anticasta” del Partito Unione Popolare, la cui raccolta firme è giudicata nulla da più fonti in quanto “Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere” sulla base di quanto stabilito dall’articolo 31 delle legge 352/1970.
Tralasciando il fatto che questo “nuovo Partito” di nuovo sembra non aver nulla, trattandosi di fuoriusciti e riciclati dell’UDC, è interessante notare come dal “nuovo che avanza” rappresentato da David Borrelli e dal Movimento 5 Stelle di Treviso sia arrivato il solerte impegno a procurare i moduli per la raccolta firme e a consegnarli agli Uffici Comunali.
Il fatto in sé sarebbe anche comprensibile vista la vicinanza nei toni vittimistico/persecutori dei promotori (siamo censurati, ecc.), che spesso sono la base delle argomentazioni grilline, se non fosse che sul blog nazionale di Beppe Grillo, padre/padrone del M5S, appare il post “I referendum anti-casta sono una bufala” che non lascia spazio a dubbi e interpretazioni sul “Grillo pensiero” riguardo alla raccolta firme.

Insomma, cari grillini, mettetevi d’accordo tra di voi almeno, visto che con il resto del mondo politico rivendicate estraneità.
Di essere più precisi ed attenti non ve lo chiedo, non sono ancora pronto per i miracoli (ma mi sto attrezzando).

Stefano Dall’Agata – Circolo SEL Treviso

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