Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Oasi San Daniele 4

Desidero precisare in merito alle affermazioni del signor Igino Fabbian, Sindaco di Borso del Grappa.

Trovo scorretto dire che l’Amministrazione di Borso abbia subito adottato provvedimento di sospensione delle DIA per gli impianti a biomasse, quando a ripetute prese di posizione del comitato e dei cittadini da parte del Comune vi è sempre stato un silenzio “assordante”.
La verità è che dopo che il Comitato ha messo a conoscenza della questione tutti i Consiglieri provinciali, in data 16 marzo 2010 ho presentato un’interrogazione presso l’Ente Provincia di Treviso. In seguito alla stessa gli Uffici dell’Ente Provincia di Treviso hanno chiesto la documentazione relativa al Comune di Borso, ed una volta acquisita hanno espresso un Parere, firmato dal’Architetto Parodi, con la richiesta di sospensione delle DIA in quanto gli impianti sarebbero collocati in un corridoio ecologico, ricadendo quindi nelle Prescrizioni del PTCP.
Prendo comunque atto di quella che è una evidentemente recente volontà dell’Amministrazione di Borso, arrivata ben dopo quella delle Amministrazioni di San Zenone degli Ezzelini e di Mussolente, i cui rappresentanti da almeno due settimane hanno preso posizione contro gli impianti.

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia e Libertà
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Oasi di San Daniele 3

Questa sera alla II Commissione urbanistica del Consiglio Provinciale di Treviso l’Assessore Conte ha messo a conoscenza la Commissione del fatto che in seguito a mia interrogazione del 16 marzo 2009 gli uffici hanno chiesto al Comune di Borso i documenti relativi alle DIA per gli impianti a biomasse, uffici che poi hanno fornito un parere, a firma dell’Arch. Parodi, che stabilisce “che ogni determinazione sugli interventi oggetto di DIA va sospesa in attesa dell’entrata in vigore del PTCP”.

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia e Libertà

Consigliere Provincia di Treviso

Risposta Interrogazione fronte

Risposta Interrogazione retro

allegato alla risposta all’interrogazione Cons. Dall’Agata


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Oasi di San Daniele 2

di Gianluigi Salvador

Referente energia e rifiuti WWF Veneto e membro MDF (Movimento per la Decrescita Felice)

Fa bene il Comitato No Biomasse nell’Oasi a preoccuparsi della centrale a biomassa da 13 Mw a olio di palma (inquinamento importato) perché comunque respirerà i fumi dell’eventuale centrale a biomasse sommati ai fumi dello schifo d’aria della pianura padana.

Infatti l’olio di palma, su depliant forniti dal ministero delle politiche agricole (fonte ISTAT su elaborazione ISMEA), nel 2008 è stato il secondo prodotto di importazione da paesi terzi di prodotti di agricoltura convenzionale (cioè non biologica), per un ammontare di 598.076 t.

Al primo posto il grano con 2.210.000 t, al terzo posto le banane con 572.498 t, al quarto il caffè con 446.000 t., al sesto le patate, poi fagioli, cacao, olio di oliva, kiwi, etc. (dati dall’opuscolo “Le importazioni in Italia di prodotti da agricoltura biologica provenienti da Paesi Terzi” del SINAB – Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura Biologica www.sinab.it sportelloinfo@sinab.it).

Ma quello che preoccupa di più, oltre ai “normali” inconvenienti, è l’incipiente avvio della speculazione finanziaria che si sta impostando nel mercato dell’olio di Palma che deve preoccupare.

Aumenti repentini e irreversibili per mancanza di materia prima, accaparrata dai paesi BRIC che hanno costi di mano d’opera bassissimi e possono permettersi di pagare l’energia a qualsiasi prezzo.

Gli incentivi dei certificati verdi per le biomasse stanno calando ed il prezzo del combustibile crescerà certamente. Alla fine ci si troverà col rischio di chiudere le centrali subito dopo la loro costruzione, con apporti di devastazione territoriale a vantaggio dei soliti speculatori del cemento.

Lo stato infatti sta riducendo i piani di incentivazione per le biomasse (vedi il recente rapporto dell’autority dell’energia) perché è in semi-bancarotta da debiti e incapacità di governo.

Gli incentivi per la combustione di tutte le biomasse devono essere azzerati, anzi si devono cominciare a quantificare anche i costi sanitari e ambientali attraverso il progetto CE ExternE.




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Oasi di San Daniele

Alla Cortese Attenzione

del Presidente del Consiglio Provinciale

OGGETTO Interrogazione a risposta scritta.

Sono giunte comunicazioni da parte Comitato Oasi di San Daniele rispetto all’ipotesi di costruzione di un impianto di biomasse da 13 milioni di Kwh l’anno a Sant’Eulalia di Borso del Grappa, in un’ area a confine con l’Oasi di S.Daniele a San Zenone degli Ezzelini.

Si tratterebbe di un progetto che prevede la realizzazione su un’area di circa 6 mila metri quadrati in luogo di forte pregio naturalistico; con la realizzazione di quattro “stazioni” da parte di quattro ditte diverse.

Gli impianti di biomasse funzioneranno con olio vegetale importato con un impiego stimato di 98 kg di olio/ora.

Trattandosi di un progetto industriale ci si chiede perché venga realizzato in aperta campagna e non invece in un’area industriale?”.

Da parte del Comitato viene adombrato il sospetto che vi sia una frammentazione del progetto in 4 parti per poter procedere con 4 DIA separate, superando in maniera surrettizia quelle che sono le normative vigenti.

Vengo a chiedere all’Amministrazione Provinciale se sia stata ufficialmente messa a conoscenza dei progetti e in caso affermativo se vi sia già stato un pronunciamento da parte dell’Assessorato e degli uffici competenti sull’ipotesi di questi impianti.

Allego alla presente copia della comunicazione del Comitato.

Il Consigliere

Stefano Dall’Agata

Treviso li 16 marzo 2010