Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Con la testa in Cina e in Brasile

Ho visto la frase del “patron” Luciano all’Assemblea degli azionisti della Benetton: «Oggi a vent’anni bisogna essere con la testa in Cina e in Brasile”.

Il nostro grande industriale dispensa consigli che poi segue solo in parte, e specifico che non mi riferisco al manifatturiero, per il quale io invece credo che possa e debba continuare ad esserci un futuro nel nostro territorio.
La mia contestazione va agli altri affari di famiglia del signor Benetton, in cui i piedi sono ben piantati in Italia: dalla comoda riscossione di balzelli tramite le società autostradali, alla partecipazione all’Impregilo; ciò che descriverei, nelle sue ricadute sul popolo italiano, come un “dalla padella alla brace”.
Perché se sulle autostrade paghiamo, ed anche troppo secondo me e secondo molti, trovandoci che, ad esempio, per favorire l’interesse privato non si riesce ad ottenere la liberalizzazione della A27, che tanto gioverebbe alla viabilità di Treviso. D’altro canto le grandi opere in cui l’Impregilo è coinvolta, dal Ponte sullo Stretto alle ecoballe campane, per finire forse (speriamo mai) nel nucleare di Berlusconi, sono non solo costose, ma anche dannose.
Sarebbe più corretto che il signor Benetton perseguisse una coerente responsabilità sociale per le sue imprese. Non che pontificasse sulle “magnifiche sorti e progressive” di una globalizzazione, le cui regole, volute da chi rappresenta i grandi capitali, finiscono per calpestare i diritti dei lavoratori e la dignità dei popoli, senza tra l’altro dare garanzia di uno sviluppo equilibrato, sostenibile e duraturo.
Provi invece a interessarsi di proporre per i mercati finanziari regole diverse da quelle che ci hanno portato a questa crisi internazionale di cui non si vede la fine, magari finanziandole con la Tassa sulle Transazioni Finanziarie http://www.zerozerocinque.it/ proposta in Italia da un vario cartello di associazioni.
Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia e Libertà
Consigliere Provincia di Treviso


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Solidarietà ai lavoratori della Lavoro e Lavoro di Ponzano

sopralluogo dei consiglieri provinciali di Sinistra Ecologia Libertà al presidio dei lavoratori della ditta di Ponzano

Lavoro&Lavoro: la Provincia si attivi in tutte le direzioni, riapra il bando e si chiarisca come funzione il sistema moda

Questa mattina ci siamo recati presso il presidio dei lavoratori della Lavoro&Lavoro a portare la nostra solidarietà e il nostro impegno, e a prendere visione direttamente della situazione.

Abbiamo trovato dei lavoratori che stanno vivendo con dignità una situazione davvero pesante, frutto di un modo di fare impresa rapace e medievale, rispetto al quale non è possibile alcuna tolleranza. Famiglie senza stipendi da mesi (fino a dicembre ricevevano la busta paga, senza i soldi, dopo neanche più quella), alcune delle quali si sono viste tagliare la luce o il gas, non avendo i soldi per pagare le bollette, altre che non riescono ad ottemperare all’affitto o alla rata del mutuo e perciò vengono bollate come inaffidabili al credito. Lavoratori che non possono esibire le buste paga, perché non ci sono, e gli altri documenti necessari per avere il rinnovo del permesso di soggiorno, o il ricongiungimento famigliare. Con il dubbio di sistemare le carte, adesso, con la banca che dovrebbe anticipare i soldi della cassa integrazione: anche lì sono richieste le tre ultime buste paga.

Abbiamo trovato una comunità multietnica affiatata e solidale, esempio di integrazione e di cultura del lavoro. Dove l’unico a fare il furbastro e a comportarsi male pare sia proprio l’italianissimo proprietario.

Il presidio continua giorno e notte. Sono gradite coperte e generi alimentari, ma una delle richieste più urgenti è quella di avere l’installazione di uno o più bagni chimici, al servizio dei lavoratori del presidio che sostano fuori dallo stabile e dormono nelle auto.

Chiederemo alla Provincia di adoperarsi fino in fondo per la soluzione delle diverse problematiche prodotte ai lavoratori dall’azienda. L’ottenimento della cassa integrazione e del suo anticipo in primo luogo, la possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno, il rapporto con le banche nel caso di mutui, le utenze domestiche e così via. In queste occasioni, è necessario che tutti gli enti interessati ci mettano il proprio impegno per trovare le soluzioni.

Chiediamo alla Provincia di fare anche un altro passo. Rifinanziare il fondo per i lavoratori in crisi e le famiglie in difficoltà, ormai esaurito, e rivedere i criteri. La Provincia ha infatti voluto escludere i lavoratori stranieri dalla possibilità di ricevere il contributo. In pratica, nel caso della Lavoro&Lavoro, nessun lavoratore ha potuto accedere all’aiuto della Provincia. Chiediamo che si proceda immediatamente in questo senso, ponendo fine alla discriminazione razzista, e i lavoratori della L&L, praticamente tutti stranieri, possano così ricevere un primo sollievo dalla loro tragica situazione.

Chiediamo inoltre che si vada fino in fondo nel chiarire le dinamiche che portano a questo tipo di crisi aziendali. Non vorremmo che il caso si inserisca in un certo modo di fare impresa e in un certo sistema di fornitura e subfornitura, fatto in modo che alla fine tutti i problemi si scarichino sempre e solo sui più deboli. Le griffe dei jeans che produceva la ditta sono infatti riconducibiili ad un notissimo gruppo imprenditoriale di Ponzano.

Luca De Marco, Stefano Dall’Agata , consiglieri provinciali, Sinistra Ecologia Libertà Continua a leggere