Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Cantando Bella Ciao (Video)

Un 25 aprile con purtroppo i soliti tentativi di sminuirlo e negarne il valore, a partire dal divieto (poi ritirato) di suonare Bella Ciao fatto del Prefetto di Pordenone.

bella ciao

A Treviso abbiamo (come ogni anno) pensato al Coro, improvvisato Maestro di Cappella Alberto Cocco, io ed altri a tenergli banco, visibili dal servizio di Antenna 3 al punto 10″ del filmato.

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Per la Democrazia in Iran

Quattro anni fa il voto rubato alla rivoluzione verde iraniana, poi le brutali repressioni.

Ora con la vittoria del riformista Rohani si apre per l’Iran la speranza della democrazia e della libertà.

Dedico al popolo iraniano questo video di 4 anni fa:


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Muraro come Renzo Bossi

Muraro contro la nazionale e contro la resistenza: il successo elettorale dà alla testa

Dispiace constatare che oramai l’ideologo di riferimento del Presidente Muraro sia Renzo Bossi, noto come la Trota, già famoso per il suo cattivo rapporto con gli esami di maturità e ora consigliere regionale della Lombardia. Dopo aver scaricato la nazionale italiana, ora se la prende con un altro simbolo dell’unità nazionale come è Bella Ciao. Descrivere la canzone del partigiano come di parte è una autentica sciocchezza. “Bella ciao” nasce da una canzone delle mondine, sul duro lavoro nelle risaie tra gli insetti e le zanzare e sull’ansia di liberazione dallo sfruttamento, sulla quale è stato innestato un testo che parla del riscatto della patria e della lotta per la libertà contro l’invasore. Se Muraro ritiene che una delle canzoni simbolo della Resistenza e della lotta di Liberazione sia una canzone di parte, allora ci chiediamo quale sia quell’altra parte nella quale si colloca Muraro, e ci preoccupiamo.

Da tempo denunciamo l’involuzione autoritaria e di estrema destra che sta vivendo una parte della Lega Nord. Quando in Consiglio Provinciale proponemmo un ordine del giorno contro la proposta di legge che intendeva equiparare i combattenti della Repubblica fascista di Salò ai partigiani, la Lega e il PDL si opposero. Poi fu lo stesso Berlusconi a bloccare l’iniziativa. Così come abbiamo più volte denunciato l’impegno scarso, se non nullo, della Provincia riguardo alle celebrazioni del giorno della memoria.

Il successo elettorale forse sta dando alla testa, auspichiamo che anche i leghisti si rendano conto che vi sono valori non disponibili alla lotta politica ma da custodire come simboli e fattori della coesione nazionali. Tra questi, sicuramente, c’è anche l’antifascismo.

Luca De Marco, Stefano Dall’Agata

Consiglieri provinciali Sinistra Ecologia Libertà