Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

Di emissioni, inceneritori e economia circolare

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Per sgombrare il campo, zero emissioni non esistono, il semplice bilancio di massa in entrata ed in uscita basta a dimostrare che non è vero.
Chi sostiene che ci sono zero emissioni dice il falso, o usa un linguaggio inappropriato e non scientifico.
In un inceneritore entra materia (rifiuti + aria) ed esce materia (ceneri + fumi), così tanto per stare ai fondamentali.

Gli inceneritori costruiti nel passato erano un tentativo di risposta alla non soluzione rappresentata dalle discariche, un tentativo che 30 anni fa poteva sembrare ecologicamente e tecnologicamente la soluzione adeguata.
Poi la comprensione che il rifiuto può e deve rappresentare una materia prima secondaria ha portato prima in sede europea, poi recepita in Italia con il Decreto Ronchi alla necessità di parlare di Ciclo Integrato della Gestione dei Rifiuti, con le famose 3 R (Riduzione, Riuso, Riciclo) a rappresentare gli obiettivi primari, con incenerimento e discarica come soluzioni residuali per le quote di rifiuto che non si potevano trattare diversamente; in conseguenza di ciò molti Paesi (tra cui Germania e Olanda) stanno chiudendo impianti di incenerimento perché non più necessari.

Oltre a ragioni ecologiche a giustificazione di queste scelte, legate al minor uso di energia ed acqua per il riciclo, sempre più sono divenute chiare anche ragioni prettamente economiche, connesse al risparmio ottenuto dal riciclo dei materiali, alla riduzione degli sprechi, tanto che ora la comunità europea sta indicando come obiettivo l’economia circolare, considerata dall’Europarlamento un “cambiamento sistemico” per affrontare la scarsità di risorse.
La scelta del Governo Renzi di approvare 12 inceneritori appare quindi come il colpo di coda del retaggio di un passato che non vuole tramontare, e non una scelta autenticamente innovativa in grado di porre il Paese nelle condizioni di competere efficacemente nella scena internazionale.

Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente. Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

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