Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Sixty​-​Eight, Twenty​-​Two – Nuovo album per i …WTM

La punk band della Corea del Sud …Whatever That Means arriva al suo terzo rilascio, dopo l’EP di esordio The Newest Hope e l’album Sounds From The Explosion.
Oltre alle nuove canzoni troviamo due nuove versioni della loro “classica” Peace of Mind, la seconda in una solare versione acustica.

Buon ascolto

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Sulla parziale restituzione del maltolto da parte del Governo Italiano

 

Innanzitutto non sono mille euro all’anno, come qualche ingenuo va dicendo. Per essere precisini sono 640 €. Che vanno bene lo stesso, ma sono 80 € per otto mesi (da maggio a dicembre).

Che però se li prende dal taglio alle detrazioni per il coniuge a carico, o tagliando le pensioni di reversibilità mi girano un pochino…

Poi se spiega dove trova i soldi per pre-pensionare i dipendenti pubblici, mentre non trova quelli per i lavori usuranti e annullare la riforma Fornero, sempre che sia in grado di dare una spiegazione decente.

E non si tratta neppure di redistribuzione tra classi sociali diverse, ma di trasferimenti all’interno delle stesse. Per l’IRAP si prendono i soldini dall’aumento degli interessi sulle rendite che si conoscono e sono certi. Per gli 80 € non si sa ancora da dove vengono presi, ma siccome non siamo ingenui, capiamo benissimo che alla fine verranno dalle nostre tasche, sia pagando di più la Sanità e il Trasporto Pubblico Locale (perché le Regioni quello che gli viene tolto poi lo tolgono dal Bilancio), sia con aumento Tasse Comunali (perché i Comuni il Bilancio poi lo dovranno fare).

Redistribuzione vorrebbe dire tassare i patrimoni e dare ai poveri cristi (lavoratori, precari, pensionati, ecc.) che fin’ora sono stati gli unici a farsi carico dei costi della crisi.

N.B. Una crisi generata dal capitale finanziario, ai guasti del quale hanno dato copertura gli Stati, rivalendosi poi sui cittadini, diremmo che basta. OK?

 


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Software libero – Cara Anna

 

Cara Anna Cabino,

viviamo in tempi in cui tutto sembra prendere sempre più velocità, complici le tecnologie dell’informazione che da un lato ci presentano un mondo di opportunità e dall’altro ci pongono interrogativi su quali debbano essere i rapporti con esse.

Una corsa in cui i computer su cui girano i programmi che usiamo sembrano diventare vecchi in breve tempo: macchine a cui deleghiamo molte cose, ma delle quali abbiamo spesso una capacità di controllo estremamente limitata. In questo ambito mostra tutta la sua attualità la frase di don Lorenzo Milani “L’operaio conosce 100 parole, il padrone 1000, per questo è lui il padrone”; nel caso attuale i padroni sono le grandi imprese di software e gli operai siamo noi che ne utilizziamo i programmi. Sembriamo destinati, in quello che ci vendono come il migliore dei mondi possibile, a dover subire l’obsolescenza programmata decisa dai produttori e a doverci adeguare ad essa, con il conseguente costo economico che è uno degli aspetti del divario digitale (digital divide) presente nel mondo.

Ma tutto non è stato scritto, e dopo “La fine della Storia” vediamo che altre storie continuano ad essere scritte, e che i destini fissi ed immutabili sono superstizioni più o meno funzionali al dominio. Le alternative ci sono, e sono facilmente disponibili, basta avere la volontà di conoscerle ed utilizzarle. Inoltre sono alternative libere e gratuite, oppure molto meno costose degli standard che ci vengono proposti.

In questi giorni centinaia di milioni di persone, imprese, banche, istituzioni si trovano a dover fronteggiare la fine del supporto per una nota versione del Sistema Operativo più diffuso, e molte di esse, anche a Treviso, stanno scoprendo e utilizzando le alternative rappresentate dal Software Libero (Linux e varie suite da ufficio), evitando così di trasformare in rifiuto il loro PC, o di dover spendere centinaia di euro per aggiornarlo.

Seguendo l’esempio di altre Amministrazioni come la Provincia di Bolzano, la Regione Umbria, il Comune di Pistoia e la USL Umbria 1, il Comune di Treviso potrebbe effettuare un reale risparmio passando al software libero: operazione non solo vantaggiosa, ma direi doverosa soprattutto in questi tempi che vedono una riduzione delle risorse disponibili per gli Enti Locali.

linux pinguini

Per il nostro Comune, con un risparmio di sole Licenze che è intorno ai 500€ a postazione, e tenuto conto che con Linux si può prolungare la vita dei PC in utilizzo, è facilmente stimabile un risparmio annuale di decine di migliaia di euro, tenuto conto del costo per la formazione dei dipendenti e che i nuovi Sistemi Proprietari richiederebbero comunque un aggiornamento per il personale. L’Avanzo di Cassa potrebbe essere destinato alla formazione per i ragazzi sull’uso delle nuove tecnologie, sia dal punto di vista funzionale che per gli aspetti etici.

Al riguardo, per le nuove generazioni, troviamo l’approccio di chi li vede come “nativi digitali” e quindi assolutamente in grado di padroneggiare tecnologie che erano già presenti mentre crescevano, mentre da altre parti si guarda alla cosa con timore e si cercano soluzioni più o meno censorie (dai dubbi risultati). Si tratterebbe invece di favorire la crescita della cittadinanza consapevole, e quindi più libera, dando ai giovani un patrimonio di cultura anche informatica.

Ritornando così alla frase di don Milani, cosa ne pensi dell’aiutare i cittadini e le cittadine a riprendersi le 900 parole mancanti?

Stefano Dall’Agata

 Pubblicata su La Tribuna di Treviso di Giovedì 1 maggio 2014

(Anna Cabino è Assessora al Comune di Treviso)