Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

Petizione contro il porta a porta?

1 Commento

PAP

A proposito di certe petizioni, dopo che noi trevigiani abbiamo esportato i nostri rifiuti nelle discariche della Provincia di Treviso, e in particolar modo a Paese; che ci sia chi cavalca i dubbi dei cittadini proponendo una petizione in cui si dice che è difficile fare a Treviso quello che si fa tranquillamente nei Comuni della Marca è evidentemente demagogico.
Se poi come gira voce, dietro ai “cittadini” ci fosse un partito politico che con i suoi rappresentanti va a magnificare nel resto d’Italia la bravura dei cittadini della Provincia di Treviso nel conseguire ottimi risultati nel riciclaggio dei rifiuti, sarebbe da scellerati.
Ma forse, si vorrebbe anche per la Città di Treviso trovarsi a gestire un’emergenza come quella calabrese…

Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente. Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

One thought on “Petizione contro il porta a porta?

  1. Salve, non solo problema, come fare la differenziata, è importantissimo vietare i pacchi non necessari per i produttori. Parlo delle cioccolatini coperti con la carta argentata, dentro una forma di plastica e messi dentro una scatola di plastica (si può vietare la scatola di plastica e fare quella di carta, che non rovina ambiente cosi forte come la plastica) Poi, vendere i prodotti sfusi, non impacchettati per 2 o 4, cosi, se mi serve la polpa 4 pz, io prendo 4 pz, non 3, e già un pacco di carta in menò. Lo stesso il tonno e tantissimi altri prodotti. Biscotti, basta fare i pacchi più piccoli e vendere sfusi, invece di fare piccolissimi, mettere 6 pz dentro una confezione di plastica, e poi tutti questi insieme dentro altra confezione di carta o di plastica. Sulle bottiglie di vetro non usare quella colla pazzesca per attaccare l’etichetta, basta scrivere sulla bottiglia o fare una etichetta che si stacca facile. Per il gelato non usare quelli cucchiai di plastica, ma basta piccoli usa e getta bastoncini piatti di legno (come in ex unione sovietico) o cartone, sarà più naturale. Cosi i rifiuti elimineranno almeno 10-20%. Capisco che questo provocherà un po più lunghe code ai supermercati, ma la nostra terra vale la pena.

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