Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

Un Paese nel fango

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alluvione-400x250Le alluvioni che colpiscono l’Italia e mettono in difficoltà tanta parte del suo territorio sono l’emblema del profondo degrado a cui siamo arrivati.

E se è vero che l’acqua cade dal cielo, non altrettanto si può dire della cattiva amministrazione del territorio, che deriva sì da una classe politica più interessata alla supina acquiescenza al sistema delle grandi opere che tanto risalto ha sui media, ma anche dalla miopia del suo stesso popolo.

Ora la Natura presenta il conto, i media e la politica trovano lo spazio per discuterne solo a ridosso dei disastri e delle emergenze.

Mentre sono almeno trent’anni che il mondo ambientalista italiano dice che la prima grande opera pubblica deve essere la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio, ma il Paese non ascolta e non sente, una massa di cittadini ha avallato lo scempio del territorio purché fosse loro garantita la propria piccola parte di abuso edilizio.

Lo stesso è avvenuto per la Cosa Pubblica, ogni tanto qualche fiammata di indignazione scuote la scena pubblica, ma poi il sistema del consenso continua imperterrito nella sua libidine di servilismo verso disonesti e demagoghi (spesso e volentieri le stesse persone) e si arriva alla situazione odierna, in cui dei tre leader delle maggiori forze politiche non ce n’è uno che abbia la fedina penale immacolata.
A portarci a questo hanno contribuito anche gli ultimi sistemi elettorali, che varati in nome della governabilità hanno ridotto la libertà di scelta dei cittadini, obbligandoli a scegliere non il meglio, ma il meno peggio. E abbiamo così avuto scelte basate sugli umori e sulle contingenze del momento, vedendo svanire piano piano la possibilità di costruzione di una visione politica per il futuro del Paese.

Adesso, mentre il Paese frana, sembra che la priorità sia fare una nuova Legge Elettorale fotocopiando quel “porcellum” cassato dalla Corte Costituzionale, e nel frattempo si è fatto l’ennesimo regalo alle Banche disinteressandosi della sorte di una popolazione impoverita e di un disagio sociale che potrebbe degenerare.

È una situazione dalla quale è difficile uscire, ma l’Italia è capace di stupire se stessa. Siamo stati capaci di fermare la controriforma della Costituzione voluta da Berlusconi, la privatizzazione dei Beni Comuni, il rischio di un ritorno al nucleare, spero che riusciremo a trovare la forza per riappropriarci del destino di questo Paese, anche perché se non cominciamo a salvarci da soli, nessuno lo farà per noi.

Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente. Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

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