Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

A proposito dei discorsi ambigui sulla prostituzione

7 commenti

In questo momento in Italia c’è un dibattito sul tema della prostituzione legato alla discussione in Francia di una Legge, che sul modello svedese, punta a sanzionare i clienti e non le prostitute.

In Italia vengono espresse posizioni contrarie, da parte ovviamente di maschi, purtroppo con la sponda di qualche più o meno prestigiosa intellettuale radical chic.

E se possiamo dire che un terzo dei maschi ha Silvio Berlusconi come modello, ne è conseguenza che la maggioranza invece non lo è.
Un terzo è sì una quota minoritaria, ma non marginale. Molti di questi hanno denaro e potere, e chi vive di notorietà anche riflessa può tendere a tenere profili ambigui per non inimicarseli.
In questo senso alcune posizioni falsamente “liberatorie” nei confronti della prostituzione possono essere lette come una complicità consapevole nei confronti di chi vuole esercitare sulle donne un dominio sessuale attraverso il denaro.

Per parte mia censuro fortemente sia le affermazioni maschili che quelle femminili che portano alla banalizzazione della prostituzione e faccio mio il motto “i veri uomini non pagano le donne”.

Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente. Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

7 thoughts on “A proposito dei discorsi ambigui sulla prostituzione

  1. Mi sembra un po’ difficile condividere leggi repressive sulla prostituzione tra adulti consenzienti. E’ un tema un po’ scivoloso.
    Il vero problema, secondo me, è l’eccessiva concentrazione di ricchezza e di reddito. La cosa spaventosa e insostenibile è che alcune persone, in realtà alcuni milioni nel mondo) col denaro si comprano decine, centinaia, forse migliaia di altre vite, professionali e affettive: 4 -5 famiglie, fidanzatine varie, che sono in realtà prostitute, decine di incarichi che non svolgono e delegano ad altri, appropriandosi del lavoro. La nostra società ha virato da tempo, forse dal 1989, verso la schiavitù, di cui quella sessuale è solo un aspetto. Il discorso penso sia molto complesso.

    • Questo mi sembra benaltrismo, dare la colpa al crollo del muro di Berlino per non fare nulla di concreto.
      In Svezia c’è una legislazione che sta dando dei risultati, in Francia stanno seguendo quel modello:
      PS il patriarcato, cioè l’ordine simbolico entro cui è iscritta la prostituzione, è un po’ più vecchio del capitalismo, e ne informa le strutture di dominio.

      • Mi sembra un po’ cattiva la tua risposta. Non si tratta di benaltrismo. Non ho tirato fuori la caduta del muro a vanvera. Secondo me la prostituzione dilagante nella nostra società, che non è solo sessuale, s’inquadra in un sistema di dominio che è sempre più opprimente ed ha basi anzitutto economiche, nell’accumulo smisurato di ricchezze. Non conosco la legislazione svedese che citi
        e quale prostituzione viene proibita e repressa, forse non è quella a cui mi riferisco io.

      • Ti segnalo gli sviluppi del dibattito la Parlamento francese:
        OTTIMA NOTIZIA DEL 29 NOVEMBRE! – PARIS, 29 nov 2013 (AFP) – 0h51

        —Le deputate e i deputati francesi hanno approvato la notte scorsa LA SANZIONE PER I CLIENTI DELLE PROSTITUTE, il fulcro della proposta di legge contro la prostituzione. Comprare atti sessuali darà origine da oggi in poi ad una contravvenzione di 1500 euro. Il testo completo del provvedimento sarà votato il 4 dicembre. In caso di recidiva, l’ammenda aumenterà a 3750 euro, per una dissuasione graduale e progressiva da questo tipo di “acquisti”. In alternativa all’ammenda o come sanzione complementare, è previsto un corso di sensibilizzazione contro la compravendita di atti sessuali.

        —-Sono state contestualmente votate MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO SOCIALE ED ECONOMICO per quelle donne che vorranno lasciare la prostituzione, azioni alimentate da un fondo di 20 milioni di euro annui. Le straniere che sceglieranno il percorso di uscita dalla prostituzione, accompagnate da una associazione di loro scelta, potranno esigere un permesso di soggiorno di 6 mesi rinnovabile.

        —–I deputati e le deputate sono riusciti ad ABROGARE IL REATO DI ADESCAMENTO PASSIVO, voluto da Sarkozy, e particolarmente odioso perché penalizzava e stigmatizzava le donne. L’abrogazione era stata richiesta dalle prostitute stesse.

        —-Il parlamento francese ha votato anche L’AGGRAVANTE DELLE SANZIONI AI CLIENTI IN CASO DI VIOLENZE AGGRESSIONI E STUPRI ai danni di prostitute.
        Il che si spera contribuirà a far scendere le percentuali di aggressioni e stupri ai danni di donne prostituite.

  2. Concordo con tutti i provvedimenti tranne il primo. La contravvenzione ai clienti mi convince poco. Offrire alternative di vita, occasioni per migliorare le proprie condizioni, uscire da situazioni di soggezione è più che giusto e su questo scommetto che faranno assi poco. Ridurre tutto a una questione di soldi, se il cliente viene scoperto, non mi sembra un gran che. Comunque …

    • Il senso della legge è quello di includere il compratore nella filiera criminale. Spiega Trolle: “Noi informiamo i clienti che stanno aiutando il crimine organizzato e distruggendo una giovane vita. Poi gli inviamo a casa una lettera della polizia in cui si informa del reato commesso, la moglie chiederà spiegazioni: in Svezia essere qualificati come compratori di sesso è una vergogna profonda, e questo è molto efficace”. E per il “compratore” è solo l’inizio. “Li pediniamo, li intercettiamo, facciamo fotografie e prendiamo le loro targhe, dopo circa 6 mesi li chiamiamo in Tribunale a testimoniare e li facciamo sedere accanto agli sfruttatori e ai trafficanti: solo così possono rendersi conto di far parte di una rete criminale”. http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/prostituzione-svezia/prostituzione-svezia/prostituzione-svezia.html

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