Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

Grillonomics? Una proposta alternativa.

3 commenti

Grillonomics

Grillonomics

Trovano spazio e rilievo nei media le 4 proposte per la politica fatte da ConfAPRI, l’associazione di imprese guidata da Massimo Colomban; proposte che paiono trovare la condivisione del Movimento 5 Stelle, anche a seguito dell’incontro avuto con Grillo durante la campagna elettorale..

Nel merito della questione, tutti possiamo condividere l’auspicio per un nuovo “Rinascimento Italiano”, e se possiamo dirci d’accordo sul fatto che ci sia una ripresa dell’intervento pubblico sulla finanza, questo non può esimerci dal valutare criticamente la strada che viene proposta per arrivarci.
In teoria sembrerebbe tutto bello, tramite una Banca di Stato si prendono in prestito 2.000 miliardi di euro dalla BCE al tasso dell’1 % e si acquista l’intero debito pubblico, finendo per pagare il 4% di interesse in meno sullo stesso, risparmiando 50 miliardi all’anno. Poi si fa una Legge contro la corruzione e si recuperano altri 60 miliardi perché la corruzione finisce, con il denaro recuperato si eliminano l’IRAP e l’IMU, così che chi evadeva le tasse troverà corretto pagarle, e i cittadini e il sistema d’impresa si preoccuperanno di stanare i furbi. Poi sempre con le risorse ottenute si defiscalizza completamente l’assunzione di lavoratori disoccupati o in mobilità o in Cassa Integrazione Guadagni.
La realtà però non è il libro dei sogni, la BCE non ha a disposizione 2.000 miliardi, e se li avesse non si vede il motivo per cui dovrebbe darli tutti all’Italia, come se il resto dei Paesi d’Europa non avesse Debito Pubblico. Ma ammesso e non concesso che tali somme fossero nella disponibilità della BCE, comunque anche una Banca Statale dovrebbe dare un collaterale (che non ha) a garanzia del prestito.
Il tutto resta oltremodo impraticabile perché acquistare i BTP che sono stati emessi 2 anni fa al 7% di rendimento annuo al loro valore nominale non trova convenienza per chi dovrebbe venderli; si possono solo acquistare i Titoli che vanno a scadenza, significa che un risparmio di 50 miliardi all’anno lo si avrà tra 8/10 anni.
I fatti si curano anche di far presente che il fare una Legge non presenta automatismi, e se è necessaria una Legge contro la corruzione, dopo va messo in moto un processo politico fatto di azioni concrete sia sotto il profilo repressivo che quello economico per renderla pienamente operativa e poterne vedere i benefici effetti anche economici. Soprattutto perché certi comportamenti hanno una diffusione estremamente ampia, ed intorno a loro si è costruito un sistema di interessi e di clientele, che purtroppo non si riuscirà a smantellare in poco tempo.
Resta quindi completamente senza possibilità, mancando la necessaria copertura finanziaria, la defiscalizzazione per i neo assunti, proposta sulla quale è bene chiarire che può funzionare solo se c’è una ripresa del dinamismo dell’economia. In una situazione di recessione qual’è la nostra, con le imprese che cercano al più di non licenziare i propri dipendenti, per non perdere un patrimonio di conoscenze e relazioni, è opportuno invece recuperare risorse per avviare e indirizzare una seria politica industriale per il nostro Paese, lasciando da parte le favole sulla autoregolamentazione dei mercati.
Prendiamo atto che da parte di ConfAPRI vi è il riconoscimento di un ruolo per la BCE, cosa che forse creerà qualche conflitto con parte del Movimento 5 Stelle, suggeriamo però, che invece di proporre percorsi impraticabili si cerchino strade diverse, strade che richiedono alleanze, in Italia come in Europa.
Vi sono delle cose importanti da fare, 3 fra tutte:
1) la ridefinizione del Fiscal Compact, togliendo dalla Costituzione l’obbligo del Pareggio di Bilancio e il rientro in 20 anni del rapporto debito/PIL, date le rigidità che da esso vengono poste sull’economia del Paese;
2) lavorare per rendere la BCE reale Banca di ultima istanza, sul modello della FED americana
3) aumentare il potere politico e decisionale delle Istituzioni democratiche europee, primo tra tutte il Parlamento Europeo, per passare dall’Europa monetaria all’Europa dei Popoli .
La strada per ottenere questi due risultati è stretta e passa attraverso un accordo con le forze che in Europa ed in Italia mettono in discussione l’impostazione liberista dell’economia propria delle destre, a partire dal Governo francese di François Hollande e dall’Alleanza rosso-verde che in Germania ha bloccato il Fiscal Compact; per l’Italia i referenti obbligati sono le forze politiche collegate alle forze di progresso e al partito del Socialismo Europeo: la Coalizione Italia Bene Comune PD-SEL-CD.
Altre risposte per ridare futuro all’Italia non se ne vedono all’orizzonte, il tempo per intervenire è questo. Temiamo che se non si riuscisse ad cogliere questa opportunità il rischio di un aggravamento della crisi nel nostro Paese diventerebbe inevitabile.
 
Coordinamento Circolo SEL Treviso

———————————————————————————————————————
TREVISO (TV), 21 FEBB. 2013 – Ultime ore prima delle elezioni politiche e ConfAPRI, la Confederazione delle Attività Produttive Italiane che ha messo in rete oltre 70 mila persone e imprese, sottopone ai futuri parlamentari la sua ricetta per far diminuire drasticamente la disoccupazione, far ripartire l’economia italiana, eliminando Irap e Imu sulla prima casa, tutto questo trovando facilmente i soldi necessari. Come? «Adottando le quattro leggi elaborate in questi mesi da ConfAPRI, poche e semplici leggi, da far approvare subito dai nuovi parlamentari, per salvare l’Italia dal default e soprattutto per ridare speranza ai cittadini» sottolinea Massimo Colomban, presidente di ConfAPRI.Queste le 4 proposte elaborate dal Think Tahnk Group di ConfAPRI:

§ Reperire circa 50 miliardi all’anno, da domani, semplicemente usando una banca di stato, o nazionalizzandone una in difficoltà, che può ricevere i soldi dalla Banca Centrale Europea all’1% e, quindi, la stessa può sottoscrivere il debito statale all’1%, e non al 5 o 6% come pagato ora alle banche private italiane e estere che ottengono i soldi dalla Banca Europea all’1% , facendo pagare al nostro Governo il 5-6% (5% in più!)

§ Detassare e de-contribuire totalmente le assunzioni dei disoccupati, forza lavoro in mobilità o in cassa integrazione per i primi 5 anni. Così ci sarebbe interesse sia da parte delle imprese ad assumere, sia per lo stato che risparmierebbe (il costo delle socialità è maggiore dello sconto nelle tasse e tributi sui nuovi assunti). Lo stato ci guadagnerebbe con meno oneri e più Pil, quindi più consumi, più reddito disponibile, più Iva incassata! Non si capisce perché non lo si faccia subito!

§ Eliminare l’Irap e l’Imu sulla prima casa. Se le tasse sulle imprese torneranno al 30% circa, che è la media OCSE, tutti pagheranno le tasse. Se le tasse saranno equilibrate e tollerabili saremo noi cittadini a controllare che tutti paghino le tasse e recupereremo 50 miliardi di evasione fiscale oggi generata da una pressione fiscale insostenibile.

§ Elaborare una nuova legge chiara e drastica contro la corruzione, permettendo così allo Stato di recuperare i 70 miliardi all’anno del costo della corruzione nel pubblico. Verrebbe inoltre recuperata la credibilità dello Stato, degli enti e dei suoi dirigenti e politici, ristabilendo rispetto, integrità e etica fra Stato e cittadini.

«Si tratta di quattro leggi, quattro prime buone azioni – sottolinea ConfAPRI -, e la disoccupazione diminuirà drasticamente, l’economia e i redditi dei cittadini cresceranno subito, cresceranno i consumi e il benessere, ripartirà un Rinascimento Italiano»

Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente. Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

3 thoughts on “Grillonomics? Una proposta alternativa.

  1. Se guardi sempre cosa dice Grillo non è più finita. Fatto sta che in Parlamento non c’è ne Grillo ne Casaleggio…ci sono giovani laureati che si devono fare le ossa e devono essere aiutati da tutti noi attivisti nel territorio… Hanno sani principi e vogliono cambiare il paese, portarlo verso l’onestà. che confapri possa aiutarci questo è possibile in quanto Colomban ha un curriculum invidiabile e sicuramente ha molta esperienza nelle imprese.
    L’economia la devono fare gli economisti….certo è che ci sono forme di pensiero diverse ( Vedi MMT Paolo Barnard)…..che sinceramente non trovo sbagliata….ma è una visione completamente diversa da quel che siamo! Il fiscal compact va assolutamente rivisto se non abbandonato!
    Per il resto le faccio i complimenti per il suo impegno nella società e per il suo abbandono da sel e pd….gente che ci sta solo mangiando sopra! (ovviamnete parlo dei vertici….so che nel territorio ci sono persone valide e oneste ma ritengo che se la testa del pesce è marcia bisogna buttare tutto.
    Saluti
    Cristian

    • Gent. Cristian,
      la proposta di CONFApri non è appoggiata solo da Grillo e Casaleggio, ma fatta propria dal Movimento 5 Stelle, a partire dal Senatore Gianni Girotto, da David Borrelli, e dal meet up di Treviso che organizza convegni con Colomban.
      Del curriculum di Colomban mi interessa fin lì, una stupidaggine resta tale indipendentemente da chi la dice e dal curriculum che mostra. E quando si mettono toppe peggiori dello strappo come ha fatto successivamente Colomban (con l’appoggio POLITICO di Grillo e Casaleggio) il giudizio sulla persone non può che essere negativo.
      Sulle mie questioni personali, ho abbandonato SEL (ma non il PD di cui non ho mai fatto parte) perché non intendevo mettere la faccia sugli errori (disonestà) altrui.
      SEL (finora, sempre che continui ad esistere come entità autonoma) resta il partito verso cui va il mio orientamento di voto, vi sono molte brave persone, mediamente più preparate e capaci di quante stiano nel PD o in M5S.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...