Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

Contributo di Legambiente Treviso al PAT del Comune di Treviso

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OGGETTO: Comune di Treviso – Piano di Assetto del Territorio –

Adozione del Documento Preliminare e del Rapporto Ambientale Preliminare.

Contributo di partecipazione.

Al Comune di Treviso

urbanistica@comune.treviso.it.

Il sottoscritto Alessandro Dal Pos socio di Legambiente di Treviso ONLUS, a nome e per conto dell’Associazione medesima:

Visti:

  • il documento preliminare al Piano di Assetto del Territoro;

  • il Rapporto Ambientale preliminare;

adottati dalla Giunta Comunale di Treviso con la Delibera. n° 190 del 13.06.2012;

nell’intento di contribuire alla formazione del PAT medesimo partecipa con il seguente documento:

Si premette che la Legge regionale n. 11/2004 (cfr. art. 2), nell’elencare le finalità che debbono essere poste alla base dell’elaborazione degli strumenti di programmazione territoriale individua in particolare le seguenti:

a) promozione e realizzazione di uno sviluppo sostenibile e durevole, finalizzato a soddisfare le necessità di crescita e di benessere dei cittadini, senza pregiudizio per la qualità della vita delle generazioni future, nel rispetto delle risorse naturali;
b) tutela delle identità storico-culturali e della qualità degli insediamenti urbani ed extraurbani, attraverso la riqualificazione e il recupero edilizio ed ambientale degli aggregati esistenti, con particolare riferimento alla salvaguardia e valorizzazione dei centri storici;
c) tutela del paesaggio rurale, montano e delle aree di importanza naturalistica;
d) utilizzo di nuove risorse territoriali solo quando non esistano alternative alla riorganizzazione e riqualificazione del tessuto insediativo esistente; “


Il perseguimento di dette finalità deve essere attuato, tra l’altro attraverso il:

c) il coinvolgimento dei cittadini, delle rappresentanze economico-sociali e delle associazioni individuate ai sensi dell’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 “Istituzione del Ministero dell’ambiente e norme in materia di danno ambientale” e

successive modificazioni, alla formazione degli strumenti di pianificazione e alle scelte che incidono sull’uso delle risorse ambientali; “

Tenuto conto inoltre che:

Ai sensi dell’art. 707 del Codice della Navigazione – parte Aeronautica i Comuni sono tenuti all’inserimento del Piano di Rischio Aeroportuale nei loro strumenti urbanistici.

Ciò premesso, alla luce degli ulteriori elementi di seguito elencati:

  • particolare crisi economica che interessa non solo il nostro paese e che non si palesa di breve soluzione;

  • mancato incremento della popolazione comunale;

  • scarsa, per non dire cattiva, qualità dell’edificato (anche di recente e/o recentissima costruzione) dal punto di vista energetico;

  • scarsa qualità dell’aria e delle acque documentata dalle indagini di settore;

  • permanenza di rischio idrogeologico per sempre più frequenti allagamenti anche con precipitazioni di non rilevante entità;

Ritiene in linea generale che la redigenda programmazione urbanistica comunale non debba prevedere ulteriore consumo di territorio agricolo rispetto alla situazione attuale auspicando peraltro che molte delle aree edificabili previste dall’attuale PRG vengano ricondotte alla destinazione agricola dovendo principalmente la strumentazione urbanistica prevedere il riutilizzo dell’edificato esistente disabitato, il miglioramento energetico degli edifici esistenti, la riconversione/riqualificazione delle numerosissime aree produttive dismesse e delle aree abbandonale e la saturazione delle aree parzialmente edificate.

Inoltre per quanto concerne gli specifici aspetti che questa associazione persegue ed in particolare quelli ambientali, si ritiene fondamentale, oltre a favorire le azioni volte alla riduzione dell’inquinamento dell’aria, l’estensione all’intero territorio comunale della fognatura pubblica, l’adozione di norme volte ad agevolare ed incrementare l’uso di energie rinnovabili e lo sviluppo della “bioedilizia” con l’adozione di un regolamento per l’efficienza energetica secondo le linee guida previste dal PTCP Provinciale.

Vi sono alcuni temi che secondo questa associazione vanno sottolineati, e che a nostro avviso dovrebbero costituire degli elementi qualificanti del PAT e sono:

– la valorizzazione e quindi dal ripristino e la costante manutenzione di uno degli elementi caratterizzanti il territorio Trevigiano: le risorgive;

– il mantenimento delle aree verdi di prossimità;

– la redazione del piano di rischio aeroportuale relativo all’Aeroporto Canova.

Risorgive

A tutti è noto infatti che la città di Treviso è conosciuta come “città d’acque” essa è sorta e si è sviluppata lungo il fiume di risorgiva più importante d’Italia ed è attraversata da una miriade di altri corsi d’acqua, più o meno importanti, affluenti del Sile, quasi tutti originati da risorgive.

Purtroppo negli ultimi 50 anni a causa non solo del notevole incremento edilizio, ma anche dell’incuria generale e dall’assenza di adeguata rete fognaria molte delle polle risorgive disseminate in tutto il territorio a nord del Sile sono state ostruite se non completamente interrate con la conseguente perdita di un patrimonio ambientale di enorme valore sia dal punto di vista idrogeologico, sia dal punto di vista paesaggistico sia dal punto di vista biologico.

Si chiede pertanto che il PAT individui tra la azioni prioritarie da perseguire attraverso una specifica normativa che ponga a carico dei privati, qualora l’amministrazione comunale non sia in grado di provvedervi autonomamente, i lavori di ripristino, di pulizia, e di manutenzione delle polle risorgive e delle relative aste fluviali.

In particolare si elencano alcuni siti meritevoli di ripristino e valorizzazione:

Risorgive tributarie del Fiume “La Cerca”: Zona di via Paludetti;

Zona di via XXXIII Regg.to Artiglieria;

Zona di via S. Bona Nuova;

Risorgive tributarie del corso d’acqua sul lato Est di via Montello:

Risorgive tributarie del Fiume Botteniga: Zona di via Mandruzzato (se ancora ne esistono);
Zona della strada San Pelajo e via Fontanelle;

Risorgive tributarie dei corsi d’acqua di via delle Acquette;

Risorgive tributarie dello Storga comprese quelle di via del Daino e via dei Zotti;

Risorgive tributarie del corso d’acqua lungo il tratto delle Mura cittadine che va da curva Bricito al “Ponte de Fero” la cui recente pulizia a seguito dei lavori nell’area “ex Appiani” è stata purtroppo eseguita molto sommariamente e solo superficialmente.

Aree Verdi di Prossimità

Il Piano Preliminare del PAT descrive gli attuali standard urbanistici con il concetto di “localizzazione a macchia di leopardo”, e pur riconoscendone l’esigenza “della diffusa distribuzione sul territorio comunale” mette in contrapposizione il servizio ai cittadini, ed in particolare alle fasce deboli della popolazione (anziani e bambini), rispetto alla compatibilità economica dello stesso.

Affermazioni che trovano parziale criticità nel Rapporto Ambientale, che mentre riporta:

  • dal “Manuale per la valutazione ambientale dei piani di sviluppo regionali e dei programmi insediativi dei fondi strutturali dell’Unione Europea” il punto 7: Mantenere e migliorare la qualità dell’ambiente locale;

  • ed inoltre, nelle Strategie per il Sistema Antropico/Insediativo al comma e) definire gli standard abitativi e funzionali, che nel rispetto delle dotazioni minime di legge, determinino condizioni di vita decorose e coerenti con l’evoluzione storica degli insediamenti, favorendo la permanenza delle popolazioni locali.

Nel contempo fa proprie le indicazioni del Documento Preliminare al punto 4.4 SINTESI DELLE PROBLEMATICHE AMBIENTALI ai commi C20 e C25, rispetto ai piccoli parcheggi e alle piccole aree verdi.

Rilevo quindi che sia il Documento Preliminare, che il Rapporto Ambientale Preliminare tendono a prescindere dalla distinzione operata dal DECRETO 1444/1968 che fa proprio il principio di adiacenza immediata, finalizzato a garantire i servizi lì dove se ne trova il bisogno, senza obbligare i cittadini a maggiori spostamenti (spesso con il proprio mezzo privato), e senza mettere le fasce deboli della popolazione nell’impossibilità materiale di usufruirne.

Appare a questo punto come completamente contraddittoria la dichiarazione del Documento Preliminare che recita:

A tal fine e con l’ausilio e l’applicazione degli istituti della LR 11/04 dovrà essere valutata l’ipotesi di una riduzione delle piccole dimensione di verde pubblico e parcheggio pubblico al fine di favorire un servizio migliore che non incida eccessivamente sugli oneri manutentivi a carico della amministrazione comunale.”

È evidente che la riduzione di detti standard di adiacenza immediata favorirebbe un peggiore servizio alla Comunità Cittadina, favorendo tra l’altro un maggior inquinamento dovuto al maggior uso dei mezzi privati.

Piano di Rischio Aeroportuale

Il Comune di Treviso è interessato, assieme al Comune di Quinto di Treviso, dalla presenza della struttura aeroportuale A. Canova di proprietà di SAVE/AERTRE.

Mentre il Comune di Quinto di Treviso ha provveduto a dotarsi, con Protocollo n. 17 del 2/1/2012 di apposito Piano di Rischio Aeroportuale, il Comune di Treviso ne è ancora privo.

Nell’elaborazione del PAT dovrà venire colmata questa lacuna.

Treviso 4/9/2012

Alessandro Dal Pos

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Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente; nel 2011 sono stato il coordinatore provinciale del comitato referendario contro il nucleare. Dal 2014 partecipo alle attività del Gruppo Promozione e dal febbraio 2016 sono membro della Comunità di Ubuntu-it . Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

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