Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

Sobrietà nel Bilancio Comunale o voglia di nuovo cemento?

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I documenti di presentazione del PAT di Treviso presentano sicuramente numerose mancanze, ma presentano anche alcuni particolari che devono metter in allarme le cittadine ed i cittadini che amano la nostra Città.

Trovare una frase che prevede che “dovrà essere valutata l’ipotesi di una riduzione delle piccole dimensione di verde pubblico e parcheggio pubblico al fine di favorire un servizio migliore che non incida eccessivamente sugli oneri manutentivi a carico della amministrazione comunale” fa pensare male, e come dicono dalle nostre parti “a pensar male si indovina”.
Ci si chiede quale possa essere l’aggravio nella manutenzione che a tanto scandalo muove la Maggioranza di Ca’ Sugana, e nel contempo ci si fa un’idea di quali siano queste “piccole” aree verdi e a parcheggio, capitando di ricordarle in luoghi appetibili alla speculazione edilizia, e immaginando come quartieri della prima periferia possano assere spogliati dei loro giardini e dei parcheggi sotto casa per far posto a nuovo cemento, palazzi,, negozi, ecc.

Ma non volendo accusare nessuno, e volendo pensare che si tratti solo di superficialità, ho deciso di presentare un contributo al PAT relativamente alla questione trattata, sperando che nel percorso di approvazione dello strumento urbanistico fondamentale per il disegno futuro della nostra Città, la svista venga riveduta e si trovi una soluzione in favore dell’interesse generale.

Stefano Dall’Agata

AL SIGNOR SINDACO

DEl Comune di TREVISO

Via del Municipio 16,

31100 TREVISO

PIANO di ASSETTO del TERRITORIO

(P.A.T. – L.R. 23 aprile 2004, n° 11)

Evidenzia quanto segue:

Il Piano Preliminare del PAT dà una connotazione negativa allo status degli attuali standard urbanistici descrivendola come “localizzazione a macchia di leopardo”, e pur riconoscendone l’esigenza “della diffusa distribuzione sul territorio comunale” mette in second’ordine il servizio ai cittadini, ed in particolare alle fasce deboli della popolazione (anziani e bambini), rispetto alla sedicente compatibilità economica dello stesso.

Affermazioni che trovano parziale criticità nel Rapporto Ambientale, che mentre riporta:

  • dal “Manuale per la valutazione ambientale dei piani di sviluppo regionali e dei programmi Insediativo dei fondi strutturali dell’Unione Europea” il punto 7. Mantenere e migliorare la qualità dell’ambiente locale;

  • ed inoltre, nelle Strategie per il Sistema Antropico/Insediativo riporta al comma e) definire gli standard abitativi e funzionali, che nel rispetto delle dotazioni minime di legge, determinino condizioni di vita decorose e coerenti con l’evoluzione storica degli insediamenti, favorendo la permanenza delle popolazioni locali.

Nel contempo fa proprie le indicazioni del Documento Preliminare al punto 4.4 SINTESI DELLE PROBLEMATICHE AMBIENTALI ai commi C20 e C25, rispetto ai piccoli parcheggi e alle piccole aree verdi.

Rilevo quindi che sia il Documento Preliminare, che il Rapporto Ambientale Preliminare tendono a prescindere dalla distinzione operata dal DECRETO 1444/1968 che fa proprio il principio di adiacenza immediata, finalizzato a garantire i servizi lì dove se ne trova il bisogno, senza obbligare i cittadini a maggiori spostamenti (spesso con il proprio mezzo privato), e senza mettere le fasce deboli della popolazione nell’impossibilità materiale di usufruirne.

Appare a questo punto come completamente contraddittoria la dichiarazione del Documento Preliminare che recita:

A tal fine e con l’ausilio e l’applicazione degli istituti della LR 11/04 dovrà essere valutata l’ipotesi di una riduzione delle piccole dimensione di verde pubblico e parcheggio pubblico al fine di favorire un servizio migliore che non incida eccessivamente sugli oneri manutentivi a carico dell’amministrazione comunale.”

È evidente che la riduzione di detti standard di adiacenza immediata favorirebbe un peggiore servizio alla Comunità Cittadina, favorendo tra l’altro un maggior inquinamento dovuto al maggior uso dei mezzi privati.

e chiede pertanto che in sede di predisposizione del Piano di Assetto del Territorio venga tenuto in considerazione quanto evidenziato.

Stefano Dall’Agata

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Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente; nel 2011 sono stato il coordinatore provinciale del comitato referendario contro il nucleare. Dal 2014 partecipo alle attività del Gruppo Promozione e dal febbraio 2016 sono membro della Comunità di Ubuntu-it . Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

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