Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

La Politica e i Programmi

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RISPOSTA A OSCAR DE GASPARI

Gent. De Gaspari

ho letto con attenzione il suo intervento sul Gazzettino di oggi, lunedì 16 luglio.
Trovo corretto che lei chieda che la politica abbia attenzione ai dati statistici e proponga soluzioni pragmatiche rispetto alle questioni reali.
Mi trovo meno d’accordo quando lei lamenta un presunto disinteresse delle forze politiche nei confronti dei programmi.
Perlomeno nel campo del centrosinistra (che ovviamente seguo di più) la questione programmatica è ben presente, sia SEL, che il PD, che Sinistra Trevigiana hanno iniziato un percorso, hanno elaborato posizioni, si sono confrontati con la città e ad essa hanno presentato idee e proposte. Altrettanto ha fatto l’area di centro, e anche sulla stampa il dibattito su alcune questioni ha avuto un certo rilievo.
Devo dirle che da un comune cittadino avrei potuto anche aspettarmi una critica in questo senso, nel senso che il cittadino vede ciò che i media riportano, e se i media danno più valore e spazio alle “baruffe chiozzotte” tra le forze politiche che ai loro programmi, è normale che possa cadere nell’errore.
Chi nei media lavora, e vede quindi anche i comunicati, le prese di posizione, gli avvisi di iniziative fatti da (tutte) le forze politiche, dovrebbe invece accorgersi che non di solo dispute nominalistiche si tratta. Ha gli strumenti per vedere l’attenzione allo stato della Città, e non solo allo stato attuale, ma anche alle linee di tendenza; e per capire che anche dietro ai nomi possono stare questioni programmatiche non di poco conto.
Perché i programmi sono importanti, ma vengono stesi su carta che si lascia scrivere, e purtroppo la verità non è sempre la più diffusa delle virtù nella vita politica.
E dietro ai nomi stanno storie, coerenze od incoerenze, schiene diritte o persone buone per tutte le stagioni.
Poi ben venga un confronto sui dati statistici, sulla loro interpretazione, sulle diverse visioni di Città (perché la politica non è solo gestione) e sulle proposte alternative, che se trovano donne e uomini di buona volontà possono crescere.
Cordiali saluti, Stefano Dall’Agata

lunedì
16 luglio 2012
Testata:
GAZZETTINO TREVISO
Pagina:
31
ESISTE UNA TREVISO CULTURALE?

ESISTE UNA TREVISO CULTURALE?
DI OSCAR DE GASPARI
I n queste ultime settimane i partiti politici trevigiani sono in fibrillazione. Inseguono alleanze, tatticismi, liste collegate, primarie, nomi illustri da spendere.

Ma di programmi non si parla. Né della posizione che occupa oggi nel Veneto il capoluogo della Marca in termini di ricchezza prodotta e problematiche connesse. Un interessante studio del Gazzettino pubblicato il 30/12/2008 offriva una reale fotografia della Provincia di quasi quattro anni fa.

Proviamo a ricordare alcuni dati senza sconfinare in una noiosa pignoleria. Per ricchezza prodotta eravamo al 21° posto su 103 provincie, con un pil pro capite pari a euro 29.574. Per risparmi (25° posto: pro capite euro 12.736), per pensioni (42° posto: euro 714,46 al mese), consumi (58°), per disoccupazione (39°, il 3,9%), per fallimenti (16°: 12 ogni 1000 imprese), per ecologia (71 °) per microcriminalità (39°: 95 scippi ogni 100.000 abitanti), per furti in casa (65 °: 295 ogni 100.000 abitanti), furti d’auto ( 42°) laureati (67°) acquisto di libri (38°: 1,26% della popolazione trevigiana), volontariato (62°) sportività (13°).

Ora, la politica trevigiana di governo dovrebbe rapportare questi dati statistici di fine 2008 al 2013 scorporando il Comune dalla Provincia e commentando voce per voce le iniziative adottate per migliorare o contenere questa o quella voce statistica. Proprio per potersi presentare all’elettorato ragionando su fatti, cifre e percentuali piuttosto sulle solite overdosi di chiacchiere prive di sostanza.

E l’opposizione? Un ruolo deve necessariamente averlo. Non per dire “Io non c’ero, ergo non ho responsabilità” ma per chiedere una fiducia su un programma che possa partire da una solida realtà sociale documentata dai dati statistici 2008/2012. Insomma, prendendo a prestito qualche termine ragionieristico, l’anno 2008 dovrebbe rappresentare un ideale capitale netto iniziale per l’azienda Treviso. Maggiorato o decurtato dalla ricchezza o perdita subita in cinque anni di amministrazione. Ma chi potrebbe mai stabilire se il quinquennio leghista ha prodotto reddito o perdita per Treviso? Qui dovrebbero entrare in gioco le associazioni di categoria, gli uffici statistici pubblici, la trasparenza dei vari assessorati, i professionisti, gli uomini di cultura, vale a dire tutte quelle persone che hanno titoli tecnici per parlare senza avere in tasca la tessera del partito od essere tacciati di partigianeria. La politica è sempre più in affanno. I grillini a Treviso, anche se stimati al 30% del consenso, rappresentano la lega delle origini e presto verranno fagocitati dal sistema. Le civiche spuntano come funghi e si stanno imparentando pericolosamente con i partiti. I soliti noti tentano di ricostruirsi una verginità politica. Il vecchio avanza. Outsider non se ne vedono. Resta la Treviso culturale a dare la sveglia. Ammesso e non concesso che esista ancora. E che non abbia partecipato come molte altre ragioni, al comune sonno di Goya, che, come noto, partorisce mostri.

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Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente; nel 2011 sono stato il coordinatore provinciale del comitato referendario contro il nucleare. Dal 2014 partecipo alle attività del Gruppo Promozione e dal febbraio 2016 sono membro della Comunità di Ubuntu-it . Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

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