Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

Minetti e Buffoni

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Vedere come i militanti del PDL si arrampicano sugli specchi per prender posizione e distanziarsi da Nicole Minetti è tra il divertente e il fastidioso.
La signora Buffoni non vuole rivolgere rimproveri al Presidente Berlusconi, ma afferma: “Minetti è andata sul listino bloccato senza aver fatto niente di niente: è stato un errore candidarla”.
Siccome non l’abbiamo candidata né io né la signora Buffoni, che sia il caso di prendere atto che Silvio Berlusconi candida per seggi sicuri persone che politicamente e pubblicamente non hanno fatto nulla?
Le cronache di stampa ci regalano notizie di vari servizi “privati” che la signora Minetti ha svolto: dal ruolo di “mediatrice internazionale” a quello connesso al favoreggiamento della prostituzione minorile.
Forse è il caso che la signora Buffoni prenda atto che questi ruoli sono stati assunti alle dipendenze del Presidente Berlusconi, e che è ora di tirarne le conclusioni, dato che è tanto ladro chi ruba che chi tiene il sacco.
Signora Buffoni, smetta di continuare a tenere il sacco al Presidente Berlusconi, esca da quel PDL di cui fa parte, sia coerente con quanto dice; altrimenti si dovrà pensare che le sue parole sono distinguo di facciata dovuti al momento mediatico non particolarmente felice per la sua parte politica, e nulla di più.

Stefano Dall’Agata
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

La Tribuna di Treviso

28/01/2011

Buffoni: la Minetti deve dimettersi
La pasionaria trevigiana del Pdl: è una miracolata, un errore candidarla

SABRINA TOMÈ

L’invito campeggia su Facebook: Minetti, dimettiti. A sottoscriverlo una delle giovani donne più in vista e più attive nel Pdl veneto, Marina Buffoni. Una richiesta che arriva da un’insospettabile: in «quota» a La Russa, fedelissima del Cavaliere, in prima fila contro Fini, la pasionaria della destra stavolta si è schierata però accanto a Sara Giudice chiedendo le dimissione della consigliera regionale Nicole Minetti. «Non solo se ne deve andare – attacca Marina Buffoni – Ma non doveva neppure essere candidata. E’ una miracolata, ora però lasci».
Marina Buffoni è una che – complice il papà consigliere comunale a Conegliano – ha masticato politica fin da piccolina e si è impegnata con la destra fin da ragazza, diventando rapidamente un’ esponente di primo piano di An, fedele a La Russa e al Cavaliere. Una che ha fatto la gavetta, insomma. Per questo, dice, non accetta e non sopporta gli improvvisati della politica. Come, appunto, la consigliera regionale Nicole Minetti, coinvolta nello scandalo del bunga-bunga. Per questo ieri nel suo profilo facebook, dopo i molti post dedicati a «Fini dimetti», Marina ha pubblicato un «Minetti dimettiti» che ha ricevuto immediato consenso. Un «fuori coro» per la destra veneta: finora il silenzio delle militanti sulla vicenda dell’Olgettina è stato infatti assordante. Marina Buffoni è la prima a farsi sentire: «La Minetti si deve dimettere, anzi non doveva proprio essere candidata – attacca – Se ne deve andare, soprattutto ora, dopo quello che emerge dalla divulgazione delle ultime intercettazioni. Non solo la Minetti insulta Berlusconi che, diciamolo, l’ha miracolata, ma le parole e le espressioni che usa sono la prova provata di quanto poco ci si debba fidare delle persone che arrivano alla politica dal nulla. Io sono convinta che il consenso e la credibilità uno se li deve guadagnare sul campo e che la gavetta è necessaria per essere credibile e per rappresentare un partito in una sede così importante come è appunto il consiglio regionale». Marina ha sottoscritto la petizione di Sara Giudice, la giovanissima militante del Pdl che per prima ha chiesto le dimissioni della Minetti e che in poche ore ha raggiunto le 5 mila firma. «Il fatto è che non ci si può fidare delle persone che arrivano dal nulla – prosegue Marina Buffoni – Minetti è andata sul listino bloccato senza aver fatto niente di niente: è stato un errore candidarla. E poi chi è la Minetti? E chi rappresenta?». Seppur a denti stretti, Marina ammette che sì, che probabilmente di Minetti ce ne sono anche di altre e che anche loro dovrebbero lasciare. Nessun appunto, invece, tiene a precisare, da muovere a Silvio Berlusconi: «Con lui c’erano persone consenzienti e maggiorenni: non trovo nulla di scandaloso nelle frequentazioni di Berlusconi».

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Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente; nel 2011 sono stato il coordinatore provinciale del comitato referendario contro il nucleare. Dal 2014 partecipo alle attività del Gruppo Promozione e dal febbraio 2016 sono membro della Comunità di Ubuntu-it . Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

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