Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

Con la FIOM, via da Bonanni

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Letizia Pacifico, sindacalista per 20 anni della FIBA CISL lascia il sindacato di Bonanni e solidarizza con la FIOM.

Pubblico qui la sua lettera.

In pochissimi anni la Cisl ha spezzato l’unita’ sindacale indebolendo la classe lavoratrice, ha reso possibile accordi sfavorevoli ai lavoratori: divieto di sciopero, compressione dei salari, aumento di intensità e durata del lavoro. Accordi che non toccano ne’ gli speculatori, ne’ gli imprenditori che sulla crisi hanno lucrato.
L’involuzione sindacale è cominciata con il Patto Italia fino all’accordo separato del 2008 non votato dai lavoratori, continua con il “collegato lavoro” del governo Berlusconi che, attenzione, andrà all’approvazione definitiva la prossima settimana con il silenzio della Cisl. Una legge che sposta radicalmente i rapporti di lavoro a favore delle imprese, limitando fortemente sia le tutele del singolo che la possibilità di intervento della magistratura.
Il “si” incondizionato di Bonanni all’arbitrato sul lavoro (marzo 2010) è stato vergognoso. La Cisl ha dimostrato di essere collaterale a governo e Confindustria nel demolire alcuni punti chiave a tutela dei lavoratori. Bonanni e Sacconi sono stati “smascherati” dal Presidente della Repubblica Napolitano, garante dei principi costituzionali, che ha posto seri dubbi sull’arbitrato: uno strumento che potrebbe aggirare le tutele previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori”.
Bonanni ha svenduto lavoratori e sindacato blindando l’organizzazione e rinforzando la “casta sindacale”.
Oggi i fatti di Pomigliano e Melfi sono più che eloquenti: Cisl e Uil hanno aperto la strada alla deroga del contratto nazionale dichiarando che è l’unica soluzione possibile per uscire dalla crisi, nessuna discussione è stata aperta con la base sindacale e sopratutto con i lavoratori.
La Cisl mostra totale mancanza di idee, e la comunicazione con i lavoratori si è ridotta a spot pubblicitari senza possibilità di replica.
Ritengo questi episodi gravissimi per la tenuta della democrazia in questo paese.
La deroga al contratto nazionale, è vero, non cancella il contratto, (questo è l’ultimo spot della Cisl per sviare e ammansire gli iscritti) ma la Cisl non dice che determina uno svilimento dei diritti – anche quelli sanciti dalla Costituzione. In quest’Italia “corrotta” e con pochi controlli , molte aziende potrebbero dichiarare una crisi inesistente (succede già) e utilizzare la deroga al contratto nazionale solo per moltiplicare i profitti.
Il punto è che il segretario Bonanni ha tradito il suo mandato sindacale, perché subordina il lavoro al profitto, sostituisce la cultura della carità a quella del diritto. In questi giorni ha anche dichiarato: “chi non ha lavoro non ha diritti”, una ciancia per diffondere tra i lavoratori la cultura della rassegnazione e della sudditanza, esattamente il contrario di quello che hanno fatto i suoi predecessori. Invece di percorre la strada di un sindacato europeo forte, attivo e unito che contrasti i danni di un liberismo sfrenato e senza controllo, crea un sindacato debole, diviso e subalterno alle logiche liberiste.
L’idea assurda che si vuol far passare e’ che per uscire dalla crisi bisogna cancellare diritti e contratti, non è così, lo dimostra la storia di questo paese che c’insegna che le conquiste e i diritti ci hanno fatto crescere socialmente ed economicamente. Lo sfruttamento della classe lavoratrice è una vergogna da combattere senza mezze misure, per un bravo sindacalista.
Lo stile Bonanni è insidioso: alterna toni concilianti e paternalisti a toni aggressivi e demagogici, demonizza i sindacati che lo criticano e che non firmano accordi. In realtà fomenta pericolosamente il conflitto sociale e sindacale, dichiarando che lo generano” altri”. Si tratta di uno gioco sporco che va fermato.
Contestarlo è un dovere ma senza lanciargli fumogeni. La mia solidarietà va alla Fiom – oggi l’unico sindacato che da’ dignità a questa parola – e che è sempre sotto attacco. Bonanni dopo essere stato contestato duramente alla festa del PD di Torino da parte di precari e ragazzi dei centri sociali ha fatto un indegna dichiarazione: “c’è un’escalation di persone che vogliono parlare con la violenza. La Fiom e anche altri, inaspriscono il clima”.
Sono dichiarazioni strumentali e irresponsabili di un segretario confederale sempre più indecente le cui insinuazioni dividono e disorientano i lavoratori, mentre resta accomodante con Marchionne e Confindustria. Sono questi gli atteggiamenti, per l’appunto, che “inaspriscono il clima”.

Queste motivazioni mi fanno lasciare l’attività’ sindacale dopo 20 anni sia come iscritta sia come sindacalista Fiba Cisl Brindisi

Letizia Pacifico

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Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente; nel 2011 sono stato il coordinatore provinciale del comitato referendario contro il nucleare. Dal 2014 partecipo alle attività del Gruppo Promozione e dal febbraio 2016 sono membro della Comunità di Ubuntu-it . Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

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