Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

Motivi di coscienza

Lascia un commento

“Libertà”: e cioè il diritto dei fondamentalisti religiosi di discriminare chiunque altro.

di Amanda Marcotte per Reality Check, 3 agosto 2010, trad. e adattamento M.G. Di Rienzo

I contrari alla scelta, in materia di salute riproduttiva, hanno cominciato con il propagandare l’idea che i farmacisti non devono vendere contraccettivi se questo in qualche modo viola la loro viscerale repulsione per ciò che credono essere roba da donnacce. Ma qualcuno pensa ci sia fermati qui? Una volta diffusa l’idea che tu hai il diritto di non fare il tuo lavoro se disapprovi la vita sessuale di un tuo cliente, le porte si sono spalancate per ogni sorta di discriminazione nei confronti dei consumatori, seguite da sceneggiate da martiri se qualcuno insiste a chiederti di svolgere il tuo lavoro.

Be’, il movimento per la discriminazione basata sulla sessualità ha avuto un brutto colpo la scorsa settimana, quando un giudice federale ha emesso una sentenza in favore di un programma di consulenza che ha estromesso una studentessa che rifiutava di fare il proprio lavoro se i clienti erano gay. In maniera davvero non sorprendente, i conservatori stanno ora dicendo ai loro seguaci che gli studenti vengono perseguitati se hanno credenze bigotte giustificate con il cristianesimo. Questa argomentazione è, ovviamente, una sciocchezza.

Le persone possono credere tutte le cose bigotte che vogliono sugli esseri umani loro simili. Ciò che non è loro permesso è l’agire in maniera contraria alla loro professione e pretendere di mantenere il posto, una cosa assai diversa. Un consulente che privatamente crede l’omosessualità sia un peccato, ma fa in modo di trattare i clienti gay con rispetto e in accordo alle linee guida basate sulla scienza (e cioè non tenta di convincere i clienti che possono cambiare il loro orientamento sessuale) non avrebbe alcun problema.

La sentenza arriva in un momento in cui le stupidaggini su “i motivi di coscienza” vengono riproposte ossessivamente dalla destra. Per esempio, il malnominato “Centro americano per la legge e la giustizia” sta portando in giudizio la ditta di trasporti CARTS per aver licenziato Edwin Graning: il quale si rifiutava di fare il proprio lavoro, e cioè portare i clienti dove essi vogliono andare. Nello specifico Graning, autista di autobus, si rifiutava di portare i passeggeri al centro locale per la pianificazione familiare di Planned Parenthood.

Graning è pieno di compassione per se stesso, e dice che le sue credenze religiose vengono discriminate, ma le sole persone che hanno subito una discriminazione sono i suoi passeggeri, che lui si è rifiutato di servire a causa delle sue credenze sulle loro private scelte sessuali. (…) Naturalmente, non c’è ragione di pensare che le donne che volevano essere portate alla clinica di Planned Parenthood dovessero abortire piuttosto che richiedere servizi assai più comuni come una mammografia o consigli sulla contraccezione. A meno che, naturalmente, tu non sia un fondamentalista di destra dalle fantasie drammatiche, e tu non voglia confondere le idee alla gente sui servizi sanitari e la salute delle donne, al fine di tenere le donne lontane da essi.

Graning afferma di essere cristiano, e che in quanto tale ha uno speciale diritto di non fare il suo lavoro. Questa è l’argomentazione della destra per la libertà di religione. Ma dovrebbe essere anche immediatamente ovvio che la loro definizione di “libertà religiosa” non si applica a coloro che non praticano la loro particolare branca di cristianesimo. Infatti, il “Centro americano per la legge e la giustizia” crede che alle donne la cui religione non proibisce l’interruzione di gravidanza, la contraccezione, o i servizi sanitari di base in materia di salute riproduttiva, non debba essere permesso usare gli stessi servizi nazionali che usano tutti gli altri, come gli autobus. Queste donne meritano di essere trattate come cittadine di seconda classe perché le loro fedi sono sbagliate.

Se i richiami alla “libertà religiosa” non vi sembrano ancora abbastanza vuoti, considerate il caso degli autisti musulmani di taxi nel Minnesota, che si sono rifiutati di trasportare passeggeri che avevano con sé bottiglie di alcolici. Gli altri problemi che gli autisti hanno sollevato sulle cattive condizioni di lavoro meritano di certo considerazione, ma coloro che provvedono servizi pubblici hanno il dovere di non discriminare coloro che se ne servono. Ciò significa che gli autisti musulmani hanno il dovere di non discriminare coloro che si comportano civilmente ma non condividono le loro opinioni sugli alcolici.

Ma poiché i conservatori credono che la libertà di religione significhi il diritto di rifiutarti di fare il tuo lavoro se sei diverso dal tuo cliente in materia di dogmi religiosi, si saranno di certo sollevati a difendere gli autisti musulmani, no? Nemmeno per sogno. Al contrario, il caso è stato usato per lanciare allarmi sull’inesistente minaccia che la “sharia” starebbe per soppiantare la nostra stessa Costituzione, e la sua proibizione per lo stato di favorire la religione sulla non-religione, o una religione rispetto ad un’altra.

Per cui: se lo stato difende il diritto dei fondamentalisti cristiani di discriminare su base religiosa le persone che non condividono le loro credenze, questa è “libertà”. Chiunque altro discrimini i propri clienti è una minaccia a quella stessa libertà. In pratica, le parole “libertà religiosa” in bocca ai conservatori significano proteggere il diritto dei fondamentalisti cristiani di perseguitare e discriminare chiunque altro.

Speriamo che più giudici seguano l’esempio di quello che ho citato all’inizio, e che i richiami fondamentalisti alla libertà di religione siano riconosciuti per ciò che sono, e cioè disonesti tentativi di privare tutti gli altri dei propri diritti.

Annunci

Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente; nel 2011 sono stato il coordinatore provinciale del comitato referendario contro il nucleare. Dal 2014 partecipo alle attività del Gruppo Promozione e dal febbraio 2016 sono membro della Comunità di Ubuntu-it . Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...