Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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“Migliore razionalizzazione” o estensione della precarietà?

A fronte delle conseguenze effettive della politica governativa della coppia Gelmini e Tremonti, con i lavoratori precari della scuola tramutati in disoccupati, con le famiglie che vedono peggiorare l’offerta formativa per le loro bambine ed i loro bambini, e con una protesta che trova ormai il modo forte di esprimersi tramite uno sciopero della fame che sta allargandosi a sempre più persione in ogni parte d’Italia.

Mi chiedo se i Consiglieri Oscar Trentin, Dina Baggio, il neo Assessore Alessio De Mitri e gli altri della maggioranza che hanno sottoscritto  e poi votato l’Ordine del Giorno in Consiglio Provinciale del 1° aprile 2009, che riteneva che ” provvedimenti contenuti nel Piano Programmatico porteranno a un miglioramento della qualità dell’insegnamento e a una migliore razionalizzazione delle risorse sia economiche che umane”, e che esprimeva il “pieno sostegno al Piano Programmatico per la Scuola presentato dal Ministro Gelmini”, se abbiano cambiato idea o se siano ancora convinti di aver espresso una posizione politica coerente con gli interessi dei cittadini.

Per parte mia ribadisco quanto detto in Consiglio Provinciale, che la Legge che ha portato a tutto ciò è “un provvedimento che in sé va contro le famiglie, va contro l’investimento nel futuro che sono i bambini di questo Paese per fare tagli, per recuperare quel po’ di denari che si regalano a chi evade le tasse”, ed esprimo il pieno sostegno agli insegnanti in lotta per il loro lavoro.

Stefano Dall’Agata

Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà

Provincia di Treviso

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Niente paura

Niente paura
presentato alla mostra del cinema di Venezia


Niente paura è un film sull’identità nazionale nell’epoca delle “passioni spente”, nell’epoca della crisi radicale della politica, in senso lato. Il film racconta – in modo non ideologico, ma attraverso le storie personali di uomini e donne comuni, di persone conosciute e dello stesso Ligabue – colonna sonora del film e “narratore per eccellenza” – come siamo e come eravamo, in realtà da dove veniamo (fine anni Settanta, primi anni Ottanta, quando si opera una svolta sia nelle istituzioni che nel costume) e quale Paese siamo diventati oggi.
Sito Web:
http://www.nientepaura-ilfilm.it/
Interpreti:
Luciano Ligabue
Sceneggiatura di:
Piergiorgio Gay
Diretto da:
Piergiorgio Gay
Produttore:
Lionello Cerri
Trama:
Raccontare un musicista italiano e il suo pubblico per ripercorrere gli ultimi trent’anni del nostro Paese. Ma possono le canzoni raccontare la società? E può il percorso artisti di un musicista, ovvero Luciano Ligabue come eravamo e come siamo adesso? La musica popolare parla di noi, e spesso ci ritrae meglio di tanti saggi o studi sociologici. Parte da un’emozione, dal ritmo, in maniera viscerale. Una canzone può semplicemente rimanere legata a un momento particolare della nostra vita, darci felicità, amarezza o nostalgia nel ricordo. Addirittura “celebrare” un evento cruciale, diventare “rito”, nel senso più laico e bello del termine. Canzoni e emozioni. Canzoni nello scorrere della vita personale ma anche sociale e politica. Canzoni e memoria. Memoria personale e memoria collettiva, nel duplice senso di memoria di un Paese e memoria di tante persone insieme.


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La politica dei calci

di Maria G. Di Rienzo

Vivere in un ambiente tossico, inquinato, devastato, non giova com’è ovvio ne’ alla salute del corpo ne’ alla salute della mente (distinguo i piani per comodità, ma lo stare bene di un essere vivente è in sostanza l’armonia dell’interazione fra essi). L’Italia di oggi è in senso metaforico e reale una gigantesca discarica di rifiuti nocivi: sono tossiche le relazioni sociali e quelle fra i generi, sono estremamente tossici i media e le loro “notizie”. In poche parole, non solo siamo ammalati, ma non stiamo facendo nulla per guarire: continuiamo ad accatastare spazzatura mortale nelle nostre esistenze, sperando di cavarci un guadagno, di distruggere chi ci infastidisce o ci contraddice, di scalare la montagna di immondizia nel mentre la rendiamo sempre più alta.

Ogni volta in cui persone che hanno un considerevole potere di manovra economico e/o politico scaricano le loro tonnellate di nocività nella vita sociale del nostro paese, io mi pongo la stessa trita domanda: “Sanno quel che fanno? Sono consci delle conseguenze?” E’ questione vieta, ma non da poco per chi desidera contrastare questo stato di cose. Se il mio oppositore è crudele, spietato ed egoista ma intelligente, riconoscerà almeno se nella sua azione c’è qualcosa che danneggia anche lui (e vi saranno maggiori probabilità che la sua azione cambi), ma se il mio oppositore oltre ad essere crudele eccetera è un idiota cercherà semplicemente di andare avanti sino alla rovina sua e mia.

“Nonviolento, non silenzioso”

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Testimonianze di Pace per la Palestina

I centopassi di

sinistra ecologia libertà

Castelfranco Veneto

2 settembre 2010 ore 20.45

(sala grande Coordinamento del Volontariato della Castellana, via Verdi 3)

Con:
Giovanna Tonon – Volontaria per la Pace
Stefano Dall’Agata- Capogruppo SEL Provincia Treviso
Lisa Clark – Segreteria Nazionale SEL
Coordina:
Barbara Ferrazzo – Coordinatrice SEL Castellana

Volantino Palestina

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Con i lavoratori della Gatorade

Leggo con stupore l’articolo di oggi su Il Gazzettino in cui si lamenta la mancanza dei politici al corteo dei lavoratori della Pepsico/Gatorade.
Contrariamente a quanto scritto, io ero presente, ho salutato quei lavoratori, che non erano per me degli sconosciuti avendo tra l’altro lavorato presso l’allora Quaker/Chiari & Forti, proprio anche nel magazzino della Gatorade, ed ho condiviso le loro ragioni.
Quello che non condivido è la “comprensione delle esigenze delle multinazionali” da parte di Zaia e la sua solidarietà pelosa.
Con un po’ meno di ipocrisia Zaia potrebbe notare che dietro alle chiusure di stabilimenti non vi sono reali ragioni di produttività, ma spesso ragioni di realizzo speculativo su aree immobiliari che si trovano  in zone appetibili.
Lo smantellamento di quel sito produttivo parte da lontano, già 15 anni fa si parlava di vendita dei marchi, ed ora il semplice sguardo dalla strada all’ex stabilimento Chiari & Forti fa capire come l’offerta alla Pepsico per l’area della Gatorade possa essere estremamente invitante.
Su decisioni che sembrano già prese, credo che la politica possa ancora dire la sua, per esempio non facendo dare per scontato che le variazioni di destinazione d’uso da Industriale a Direzionale/Residenziale/Commerciale siano possibili; non mi sembra irrealistico chiedere che a Silea resti il sito produttivo con la garanzia dell’occupazione. E mi pare giusto e corretto pretendere che, chi ha potuto fare affari ed investimenti nel nostro territorio, non possa andarsene trattando i lavoratori e le loro famiglie come scarpe vecchie.
Stefano Dall’Agata
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà Provincia di Treviso

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No inceneritori: emendamento congressuale al Manifesto SEL

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Il Congresso di Sinistra Ecologia Libertà si avvicina, ed è quindi questo il momento di porre all’ordine del giorno le questioni importanti.
Noi pensiamo che la questione di una chiusura del ciclo dei rifiuti senza inceneritori possa essere praticabile e proponiamo quindi questo emendamento al Manifesto di SEL.
Chiediamo  l’adesione ad esso e la volontà poi di presentarlo ai Congressi Provinciali.
Ricordiamo che per votare al Congresso di SEL si deve essere iscritti al termine ultimo del 25 settembre 2010.

Se condividete la proposta passate parola.
L’emendamento propone di aggiungere al II° paragrafo di pag. 18 le parole senza l’utilizzo dell’incenerimento.
Il testo modificato sarebbe il seguente:
“Le tecnologie disponibili per il risparmio energetico, per chiudere il ciclo dei rifiuti senza l’utilizzo dell’incenerimento, per un cambio di fonti energetiche, ci sono e, con adeguati investimenti, possono essere rapidamente sviluppate.”
Primi firmatari
Vincenzo Genovese
Stefano Dall’Agata

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Motivi di coscienza

“Libertà”: e cioè il diritto dei fondamentalisti religiosi di discriminare chiunque altro.

di Amanda Marcotte per Reality Check, 3 agosto 2010, trad. e adattamento M.G. Di Rienzo

I contrari alla scelta, in materia di salute riproduttiva, hanno cominciato con il propagandare l’idea che i farmacisti non devono vendere contraccettivi se questo in qualche modo viola la loro viscerale repulsione per ciò che credono essere roba da donnacce. Ma qualcuno pensa ci sia fermati qui? Una volta diffusa l’idea che tu hai il diritto di non fare il tuo lavoro se disapprovi la vita sessuale di un tuo cliente, le porte si sono spalancate per ogni sorta di discriminazione nei confronti dei consumatori, seguite da sceneggiate da martiri se qualcuno insiste a chiederti di svolgere il tuo lavoro.

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