Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


Lascia un commento

Addio, Lidia

Domenica 11 Luglio Lidia ci ha lasciato. A molti dei compagni veneti il nome di Lidia Zasso, classe 1952 di Feltre, non risulterà nuovo. Da anni è sempre stata una delle più convinte attiviste di sinistra prima nel PCI dove ricoperse ruoli dirigenziali a livello nazionale, poi nei DS per chiudere la sua lunga attività sostenendo Sinistra Ecologia e Libertà in qualità di membro del coordinamento provinciale di Belluno. Un riferimento nel mondo politico bellunese femminile, talvolta scomoda per la sua schiettezza e radicalità di pensiero. Una persona che nascondeva dentro a quella figura esile e disturbata dalla malattia, una passione che la facevano spesso passare per una “talebana” della sinistra. Il suo rammarico più grande è quello di aver visto disperdersi in “formulette” politiche quella grande sinistra popolare in cui ha sempre riposto fiducia e per la quale si è sempre spesa tanto.

In SEL, quella “talebana” di Lidia, ha intravisto l’unica possibilità di far rinascere una sinistra ad ampio consenso popolare tanto da essere la prima persona in provincia di Belluno a dare pieno appoggio con la propria adesione.

Il ricordo più vivo che ho di Lidia appartiene all’ultimo congresso provinciale dei Ds di Belluno. Durante la riunione dei delegati sostenitori della mozione Mussi, Lidia chiede la parola, e con una tristezza dettata più da un cupo presentimento, concretizzato dalle cronache odierne, che dalla malattia (già all’epoca  aveva rivelato le prime brutture) disse: “Basta… basta con queste divisioni che fanno male solo alla gente…” Il più demagogico degli interventi, se messo oggi in bocca ad uno dei rappresentanti politici, ma che in realtà era la vera essenza del suo sconforto per la divisione all’interno dei DS.

Per Lidia la “sinistra” e la “gente” rappresentavano una convivenza simbiotica che in maniera innaturale, anche se motivata dai mutamenti temporali, aveva conosciuto la rottura. La sua missione personale era quella di ricongiungere  i due valori: quello politico e quello democratico.

Chi era Lidia Zasso lo si apprende facilmente guardando quella foto impostata, proprio un paio di giorni prima della sua dipartita, nella pagine di Facebook. La Bandiera italiana del CNL con la scritta Partigiani Sempre è forse l’immagine più vicina a quello che Lidia è sempre stata: una donna in prima linea a favore della difesa delle libertà e dei diritti; una combattente a favore dei valori della sinistra tenace e caparbia, e che con la stessa tenacia ha cercato di resistere anche alla malattia. Purtroppo questa è l’unica sconfitta che, noi amici e compagni di Lidia, riusciamo difficilmente ad accettare. Le sconfitte sociali invece no: non le accetteremo mai. Anche per Lidia.

Fulvia Bandoli, sua grande amica, ha presenziato alla funzione funebre tenutasi martedì 13 luglio a Feltre ricordando Lidia per il suo impegno politico e sociale. La cittadinanza locale, come alcuni politici, hanno fatto sentire la loro vicinanza alla famiglia in questo momento di dolore. I compagni di SEL della provincia di Belluno non finiranno mai di piangere la sua mancanza ma soprattutto non riusciranno mai a distogliere il valore dell’impegno politico dalla figura di Lidia Zasso: un impegno esemplare sia per le nuove generazioni quanto per gli attuali sostenitori di SEL.

Maurizio De Poi