Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Biomasse a Borso, giunta a rischio

Segnalo l’articolo di oggi da la Tribuna di oggi, le minoranze hanno chiesto al Prefetto di far convocare il Consiglio Comunale, visto che l’Amministrazione Fabbian non ha trovato il tempo di farlo.

LA TRIBUNA DI TREVISO
di (Massimo Guerretta)

BORSO. L’impianto a biomasse rischia di incenerire la giunta Fabbian. Nonostante l’opposizione abbia chiesto formalmente la convocazione del consiglio, la giunta ha lasciato trascorrere il limite massimo di 20 giorni. Il sindaco è finito in fuorigioco e toccherà al prefetto Vincenzo Capocelli arbitrare la partita: le minoranze hanno chiesto una convocazione d’ufficio.  La vicenda dell’impianto di biomasse che dovrebbe sorgere a Sant’Eulalia è riuscita a unire i due gruppi d’opposizione (Borso Viva e Insieme si cresce), gruppi trasversali che fanno riferimento al centrodestra. Chiedono un regolamento per questa tipologia di impianti. Così il 24 maggio hanno protocollato in municipio la richiesta di convocazione del consiglio comunale. Ma, passati i 20 giorni di legge, non si è ancora mosso nulla. Così il capogruppo Flavio Dall’Agnol ha scritto al prefetto Vittorio Capocelli denunciando un problema «che limita, se non priva, la democratica partecipazione alla vita amministrativa pubblica». Le minoranze vogliono la discussione pubblica per «modificare con il supporto di un legale esperto in materia, il regolamento edilizio e le relative norme di attuazione affinché nel territorio comunale sia ammessa l’installazione di impianti alimentati da biomasse rientranti nella cosiddetta filiera corta», come si legge nella richiesta. «Ora il prefetto deve richiamare il sindaco o delegare un commissario per la convocazione del consiglio – spiega Dall’Agnol – la giunta di Igino Fabbian non vuole il confronto pubblico sul tema, ma non possiamo più aspettare. Non vogliamo che arrivino oli di palma e di colza, non ne conosceremo la provenienza. E i cittadini la pensano come noi». E i rumors sostengono che anche nella maggioranza ci sia chi sostiene la via della filiera corta, diventata però bandiera delle minoranze.
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