Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Federalismo demaniale: vendiamo il Colosseo?

Rischia di diventare attuale questa immagine di Totò, nella realtà l’Italia sta  superando la fantasia, non sarà più incredibile il vendere la Fontana di Trevi come si vede in un vecchio film.

Il Federalismo demaniale rischia di tramutarsi nel più gigantesco saccheggio al Patrimonio pubblico, superiore persino a quello realizzato da Napoleone?

Da Porta Portese, alle isole, alle Dolomiti, “l’elenco provvisorio” dei beni messi in vendita dal Demanio conta 11.009 schede per un totale di 19.005 tra fabbricati e terreni che in base al federalismo possono essere venduti.

Suonano perciò stonate le parole del Presidente del Veneto Zaia quando dice  “Mi sembra una cosa buona il fatto che pezzi così famosi delle Dolomiti, dichiarate tra l’altro patrimonio mondiale dell’umanità, ritornino alle loro comunità. Stiamo andando nella  direzione giusta, anche dal punto di vista dei simboli”.

Se accanto a ogni «bene», viene indicato un «valore di inventario», che ammonta complessivamente a poco più di tre miliardi (3.087.612.747), ed il senso del trasferimento è il dare la possibilità agli Enti locali che richiedano i beni di venderli per ripianare il debito pubblico, siamo di fronte al rischio concreto di una enorme speculazione edilizia, per la quale sono stati stimati possibili 500.000 metri cubi di cementificazione sulle aree agricole.

Se invece si vuol realmente garantire che quel che è patrimonio dell’umanità resti protetto, a disposizione delle comunità attuali, ma anche di quelle future; che la proprietà sia dello Stato, delle Regione o di Enti locali il Federalismo demaniale risulta inutile.

Credo però che nel pensiero del Governo, che questo Federalismo demaniale ha voluto, non vi sia la volontà di salvaguardare il Patrimonio, ma di fare cassa con quasi ogni mezzo necessario.

Va esclusa ovviamente la volontà di far pagare le tasse a chi non le paga, cosa piuttosto antipatica a Berlusconi, che ha rimarcato più volte di considerare giustificata l’evasione fiscale (magari la propria).

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia Libertà

Consigliere Provincia di Treviso


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Lo Sbarco

Bellissima iniziativa di un gruppo di italiani all’estero.

spilla1

spilla2

Viva la costituzione.

Idealmente aderisco.

Stefano Dall’Agata

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Bottacin, la FIOM e Pomigliano D’Arco

Trovo palesemente assurda, per non dire di peggio, la dichiarazione di Diego Bottacin sul confronto tra FIAT e FIOM CGIL sullo stabilimento di Pomigliano D’Arco.
Il non voler vedere come da parte FIAT vi sia la volontà, in solidarietà con Tremonti e compagnia nell’andar a ledere i diritti dei lavoratori (quelli da 1.000€ al mese) stracciando la Costituzione reale e quella materiale di questa nostra Italia appare come completa subordinazione al “mercatismo” e ai poteri forti; nonché come complicità nell’andare a far pagare sempre ai lavoratori il prezzo di una crisi generata da altri.
La frase “seppellendo gli irriducibili nostalgici dell’articolo 18 e dei diritti senza doveri e responsabilità”, oltre ad essere di una violenza verbale inaudita, suona proprio stonata da parte di chi, come Bottacin, ammesso e non concesso che abbia mai timbrato il cartellino, da qualche lustro vive di politica come membro ben pagato delle Pubbliche Amministrazioni.
Deduco che per il Consigliere Regionale Bottacin il poter licenziare un lavoratore, non perché ruba in azienda, o è in falsa malattia, ma perché osa scioperare per difendere i propri diritti, oppure perché è antipatico al proprio superiore, sia una cosa legittima ed auspicabile; mi chiedo se la consideri anche come aderente ai principi cristiani che dice di professare.
Sottolineo inoltre come dichiarazioni di questo tipo siano un male per il centrosinistra, che rischia, grazie a personaggi come Bottacin, di apparire indistinguibile dalla destra che “mal” governa l’Italia.
Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia Libertà
Consigliere Provincia Treviso

http://www.diegobottacin.it/dettaglio_news.asp?ID_news=358

Comunicato FIOM Napoli


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Biomasse a Borso, giunta a rischio

Segnalo l’articolo di oggi da la Tribuna di oggi, le minoranze hanno chiesto al Prefetto di far convocare il Consiglio Comunale, visto che l’Amministrazione Fabbian non ha trovato il tempo di farlo.

LA TRIBUNA DI TREVISO
di (Massimo Guerretta)

BORSO. L’impianto a biomasse rischia di incenerire la giunta Fabbian. Nonostante l’opposizione abbia chiesto formalmente la convocazione del consiglio, la giunta ha lasciato trascorrere il limite massimo di 20 giorni. Il sindaco è finito in fuorigioco e toccherà al prefetto Vincenzo Capocelli arbitrare la partita: le minoranze hanno chiesto una convocazione d’ufficio.  La vicenda dell’impianto di biomasse che dovrebbe sorgere a Sant’Eulalia è riuscita a unire i due gruppi d’opposizione (Borso Viva e Insieme si cresce), gruppi trasversali che fanno riferimento al centrodestra. Chiedono un regolamento per questa tipologia di impianti. Così il 24 maggio hanno protocollato in municipio la richiesta di convocazione del consiglio comunale. Ma, passati i 20 giorni di legge, non si è ancora mosso nulla. Così il capogruppo Flavio Dall’Agnol ha scritto al prefetto Vittorio Capocelli denunciando un problema «che limita, se non priva, la democratica partecipazione alla vita amministrativa pubblica». Le minoranze vogliono la discussione pubblica per «modificare con il supporto di un legale esperto in materia, il regolamento edilizio e le relative norme di attuazione affinché nel territorio comunale sia ammessa l’installazione di impianti alimentati da biomasse rientranti nella cosiddetta filiera corta», come si legge nella richiesta. «Ora il prefetto deve richiamare il sindaco o delegare un commissario per la convocazione del consiglio – spiega Dall’Agnol – la giunta di Igino Fabbian non vuole il confronto pubblico sul tema, ma non possiamo più aspettare. Non vogliamo che arrivino oli di palma e di colza, non ne conosceremo la provenienza. E i cittadini la pensano come noi». E i rumors sostengono che anche nella maggioranza ci sia chi sostiene la via della filiera corta, diventata però bandiera delle minoranze.


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Nichi Vendola (SEL) a Pomigliano D’Arco

Videoconferenza Stampa di Nichi Vendola a Pomigliano d’Arco, al fianco dei lavoratori, contro il ricatto che il governo e la Fiat stanno portando avanti.
OGGI IL SILENZIO E’ COMPLICE

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Stop omofobia, per Enrico e Matteo

ENRICO E MATTEO SCRIVONO

Padova chiama, vive e non si piega.
Una città chiama a raccolta le sue migliori energie per dimostrare solidarietà a tutti coloro che la cecità fascista colpisce, prendendo spunto da quello che recentemente ha dovuto vedere, estendendo l’indignazione a ogni caso analogo. E chiama anche a una mobilitazione permanente e serena, fino a che il Veneto e l’Italia non sapranno far seguire a uno sdegno che si spera condiviso il minimo coraggio di un gesto politico e legislativo. Perché questa città vive e vuole vivere la sua realtà aperta a tutte le differenze, senza la diffidenza verso chi ama, parla o crede in modo diverso dalla maggioranza dei suoi cittadini. E’ un microcosmo questa nostra città, un laboratorio, in cui anche la maggioranza non accetta di piegarsi allo stereotipo offensivo di un Veneto chiuso, ignorante e reazionario. Ed è per questo che noi – Enrico e Matteo – non ci piegheremo mai all’intimidazione di chi ci vorrebbe ancora più discreti o ci vorrebbe tanto fragili da nasconderci; tanto barbari da reagire con la violenza o tanto superficiali da generalizzare la condanna dal nostro aggressore fino alla nostra terra e ai nostri tempi, che sono sì sfortunati, ma anche capaci di resistere ed essere accoglienti e solidali. Così noi ieri abbiamo denunciato, oggi manifestiamo e domani ci abbracceremo ancora. Perché sappiamo che non esiste peggiore sconfitta di barattare la propria dignità, il proprio amore e il proprio orgoglio con una “sicurezza” fatta di vergogna e di ipocrisia.
Salutiamo allora tutti coloro che con la loro professionalità e solidarietà hanno voluto esserci vicini; nella speranza che alle parole seguano i fatti e che questo sdegno si faccia abbraccio, appello, legge e infine vittoria.
Sempre con voi,
Enrico e Matteo

Comitato promotore STOP OMOFOBIA:
ACS Assoc. di Cooperazione e Solidarietà
Arci e Arcigay ‘Tra l’altro’ Padova
Assopace
A.S.U. Assoc. Studenti Universitari
Beati i Costruttori di Pace
Certi Diritti Associazione radicale
CGIL
Donne in Nero
Federazione della Sinistra
Giovani Democratici
Italia dei Valori
La Fabbrica (di Nichi) a Padova
Legambiente
Libertà e Giustizia
New Athletic Assoc. Sportiva Dilettantistica
Partito Democratico
Partito Socialista Italiano
Radicali Italiani – Associazione Loris Fortuna
Rete degli Studenti Medi del Veneto
Sindacato degli Studenti
Sinistra Ecologia Libertà
StudentiPer-Udu Padova
U.S. ACLI Veneto e US ACLI Padova
Zattera Urbana