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Blog di Stefano Dall'Agata

IO STO CON EMERGENCY

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IO STO CON EMERGENCY

Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.

Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso


su www.emergency.it

http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/volontari-arrestati-in-afghanistan-matteo-non-e-un-terrorista/1930486

Volontari arrestati in Afghanistan
“Matteo non è un terrorista”

Ore di apprensione nella Marca per la sorte di Matteo dell’Aira, l’infermiere di Emergency arrestato insieme ad altri due italiani

di Fiammetta Cupellaro

L’ospedale di Lashakar-Gah L’ospedale di Lashakar-Gah

SILEA. «Nessuno può credere che in Emergency ci siano terroristi. Siamo ottimisti: Matteo tornerà presto. Ci conforta che l’ambasciatore abbia incontrato lui e i colleghi. Stanno bene». Silvano Piazza, sindaco di Silea è il cognato di Matteo dell’Aira, l’infermiere arrestato.

Matteo dell’Aira, il trevigiano arrestato sabato pomeriggio insieme a due colleghi, è il responsabile del centro ospedaliero di Laskhar Gha, intitolato a Tiziano Terzani. 41 anni, padre di una bambina di 5, Matteo è nato a Milano, ma fino a 22 anni ha vissuto a Fontane di Villorba con i genitori e la sorella Nicoletta, ora sposata al sindaco di Silea, Silvano Piazza. Poi, la scelta di lavorare in un ospedale di Milano e l’incontro con quella che diventerà la sua compagna Paola Ballardin, nipote di Teresa Strada, la moglie di Gino, fondatore dell’associazione umanitaria, lo portano a contatto con Emergency. Così, dal 2000 Matteo per diversi mesi l’anno lavora nelle strutture sanitarie nelle zone «calde» del pianeta. Prima in Sudan, poi in Afghanistan nell’ospedale di Laskhar-Gah, dove lavorano chirurghi specializzati per le vittime delle mine anti-uomo. I bambini sono i pazienti più numerosi.

Sabato, Matteo dell’Aira si trovava in ospedale quando è stato portato via dagli uomini dalla polizia di Karzai. Ma sulla ricostruzione di quanto è avvenuto Gino Strada ha parlato apertamente di «rapimento» e di un video che mostra la presenza, fuori e dentro l’ospedale, delle truppe Isaaf. «Mostra soldati britannici non solo fuori dall’ospedale, per un cordone di protezione, ma anche all’interno». I tre operatori di Emergency, hanno ricevuto oggi la visita dell’ambasciatore Claudio Glaentzer, che li ha trovati in buone condizioni anche se scossi dopo l’interrogatorio a cui sono stati sottoposti. Ma sempre ieri, sul Times, funzionari afghani hanno rilanciato le loro accuse: i tre italiani arrestati dalla polizia afghana avrebbero «confessato» il proprio ruolo nel complotto per assassinare il governatore Gulab Mangal. «Tutti e 9 gli arrestati hanno confessato – ha insistito il portavoce del governatore di Helmand, Daoud Ahmadi – Erano accusati di avere legami con Al Qaida e i terroristi. Hanno riconosciuto il proprio crimine. Hanno detto che c’era un piano per compiere attentati suicidi negli affollati bazar, il compound del governatore Gulab Mangal, che volevano uccidere». Accuse che appaiono però assolutamente assurde per chi conosce dell’Aira e gli altri volontari.

Ieri nella casa di Silea, la sorella e il cognato hanno saputo dell’ arresto qualche ora più tardi. «Siamo stati avvertiti dai responsabili di Emergency di Milano», racconta il cognato Silvano Piazza che ieri è rimasto insieme alla moglie, Nicoletta dell’Aira nella sua casa di Cendon di Silea ad aspettare notizie del fratello. «Siamo fiduciosi che la vicenda avrà una svolta positiva – ha detto il sindaco – mio cognato e tutti gli altri operatori di Emergency sono totalmente estranei alle armi, al terrorismo, alle guerre. Matteo poi è un pacifista convinto che ha sempre spiegato le sue idee in tanti convegni che abbiamo organizzato anche a Treviso, Montebelluna, Conegliano. Come si può solo immaginare che lui e gli altri colleghi preparassero attentati? E’ pura fantascienza».

Matteo dell’Aira ha tenuto un diario sui piccoli pazienti di Lashkar-Gah, un diario toccante, pieno di storie di bambini straziati da bombe e proiettili di una guerra assurda che dura ormai da troppo tempo.

(12 aprile 2010)


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Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente; nel 2011 sono stato il coordinatore provinciale del comitato referendario contro il nucleare. Dal 2014 partecipo alle attività del Gruppo Promozione e dal febbraio 2016 sono membro della Comunità di Ubuntu-it . Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

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