Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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Non mollare mai: incontro con Subhadra Khaperde

dal blog lunanuvola

(World Pulse, febbraio 2010, trad. e adattamento M.G. Di Rienzo)

Una donna Dalit, nello stato indiano di Madhya Pradesh, è l’eroina delle donne rurali, con le quali lotta per cambiare norme sociali oppressive. Insieme queste donne hanno vinto molte sfide, riuscendo ad esempio a veder riconosciuti i loro diritti alla terra e all’acqua.

World Pulse: Perché le donne, e perché ora?

Subhadra Khaperde: La storica femminista Gerda Lerner ha mostrato nel suo libro “Creation of Patriarchy” che le donne sono state le prime ad essere costrette alla subordinazione, e le ultime a capirlo. Sono le donne quelle che devono lottare più duramente, e devono farlo immediatamente, perché aspettare non ci porterà giustizia alcuna.

WP: Cosa significa crescere come donna Dalit nell’India rurale?

Subhadra: Le donne Dalit sono doppiamente oppresse, perché devono fronteggiare le discriminazioni nella società e l’oppressione patriarcale a casa propria. Io ho dovuto lottare con i miei fratelli per poter avere un’istruzione e, più tardi, per aver diritto alla proprietà. Persino nell’organizzazione in cui facevo lavoro sociale c’era discriminazione verso le donne, perciò ho dato le dimissioni e ho cominciato a lavorare per conto mio. Oggi devo lottare per i miei diritti con mio marito, con i professori che tengono i corsi che frequento all’università, e con le autorità statali.

Le donne non vengono considerate uguali agli uomini, si pensa che siano state create per lavorare, e sono soggette a punizioni fisiche e sessuali come se fossero schiave. Lasciando da parte lo stress psicologico, le donne finiscono per soffrire di anemia e di problemi inerenti la loro salute riproduttiva, come conseguenza di questo trattamento. Sia mentalmente sia fisicamente, la maggioranza delle donne conduce esistenze terribili.

WP: Qual è stato il tuo ruolo nell’assicurare i diritti alla terra, alla foresta e all’acqua per le donne di Madhya Pradesh?

Subhadra: Le ho organizzate affinché lottassero per i propri diritti. Ho scoperto molto presto che anche se ci sono leggi e politiche in favore delle donne, non verranno implementate sino a che le donne stesse non alzeranno la voce per chiederlo. Abbiamo fatto molti sforzi per migliorare la nostra condizione: abbiamo sostenuto scioperi della fame e io sono andata in galera assieme alle donne di Madhya Pradesh con cui avevo protestato contro l’ingiustizia.

Le tribù Bhilala di circa trenta villaggi hanno lottato insieme per riavere i loro diritti sulla terra. Le donne erano la prima linea. Eravamo noi ad avere a che fare con il personale del Dipartimento Forestale, e per averlo fronteggiato siamo andate in prigione. Dopo dieci anni di lotte abbiamo ottenuto “de facto” i diritti sulla foresta, ed ottenuto che essi vengano intitolati a moglie e marito insieme. Per la prima volta le donne Bhilala hanno titolo legale alla terra.

Queste stesse donne si sono organizzate in gruppi più piccoli per provvedere alla protezione della foresta accanto ai loro villaggi. Sono le foreste che loro hanno rigenerato, e che provvedono frutta e noci alle loro famiglie. Le donne vanno in giro a controllare che questi alberi non vengano tagliati. E le donne hanno anche costruito progetti di conservazione del suolo e dell’acqua, che migliorano la produttività agricola e quindi migliorano la vita dell’intera comunità.

L’aspetto più importante di questo movimento era far sì che le donne si organizzassero e fossero pronte a lottare e lavorare insieme. Una volta che ciò è accaduto, persino gli uomini hanno dovuto sostenerle, perché la ricompensa per le loro azioni ricadeva su tutti. Ci sono molti casi in cui questi uomini si assumono la responsabilità del lavoro domestico, affinché le donne possano partecipare alle azioni per i loro diritti umani, alla riforestazione comunitaria, ed al lavoro di conservazione di suolo ed acqua.

WP: Qual è la cosa più importante che hai imparato, come attivista per i diritti umani delle donne?

Subhadra: Che una non deve mai mollare, neppure di fronte alle difficoltà più pesanti. Lottare per la giustizia di genere è un compito ingrato, grazie all’enorme opposizione che viene dagli uomini, ma io continuerò il mio lavoro. E il futuro lo vedo luminoso, perché ad ogni giorno che passa, più donne lottano per i loro diritti.

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7° decalogo

101 motivi per votare Stefano Dall’Agata

(a cura del suo Fan Club)

7° decalogo

  1. Perché ci è necessaria una maniera di pensare sostanzialmente nuova, se vogliamo che l’umanità sopravviva (Albert Einstein)
  2. Perché se le percentuali relative alla violenza domestica fossero quelle del terrorismo o della violenza di strada l’intero paese si solleverebbe
  3. Perché se desideriamo la pace dobbiamo lavorare per essa
  4. Perché le persone possono dimenticare quel che hai detto, ma non i sentimenti che hanno provato ascoltandoti
  5. Perché un’economia basata sullo spreco è violenta e senza speranza, e la guerra è il suo inevitabile prodotto
  6. Perché il pregiudizio è un fardello che confonde il passato, minaccia il futuro e rende il presente invivibile (Maya Angelou)
  7. Perché la carità non è in alcun modo un sostituto della giustizia (Sant’Agostino)
  8. Perché la forma perfetta di medicina preventiva è lo sbarazzarsi delle “tecnologie inappropriate” che propagano sofferenza, malattia e morte sulla Terra (Helen Caldicott)
  9. Perché la grandezza di una nazione ed il suo progresso morale possono essere giudicati dal modo in cui si trattano gli animali (Mohandas K. Gandhi)
  10. Perché la salvezza per questo mondo umano sta in null’altro che nel cuore umano, nel potere umano di riflettere, nell’umana gentilezza e nell’umana responsabilità (Vaclav Havel)


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SICUREZZA – il nostro punto di vista

Circolo Culturale Cavaso-Pedemontana

Presso la Sala Riunioni del comune di Cavaso del Tomba

Mercoledì 24-03-2010 ore 20:30

Incontro-Dibattito con Stefano Dall’Agata, consigliere provinciale  sinistra ecologia e libertà e candidato alle prossime Elezioni Regionali del Veneto nella lista S.E.L.-P.S.I.