Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata


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5° decalogo

101 motivi per votare Stefano Dall’Agata

(a cura del suo Fan Club)

5° decalogo

  1. Perché al mondo c’è a sufficienza per i bisogni dell’uomo, ma non per l’avidità dell’uomo (Mohandas K. Gandhi)
  2. Perché l’attivista non è chi dice “il fiume è sporco”, ma chi il fiume lo pulisce
  3. Perché all’Universo non è richiesto di armonizzarsi perfettamente all’ambizione umana (Carl Sagan)
  4. Perché il comandamento “andate e moltiplicatevi” fu promulgato quando l’intera popolazione mondiale consisteva di due persone
  5. Perché gran parte di quello che chiamiamo “inquinamento” è costituito da risorse che non usiamo, ignorandone il valore
  6. Perché i lavoratori ed i consumatori devono poter esercitare controllo sulle loro vite economiche
  7. Perché solo se riusciamo a restare positivi, inclusivi e democratici abbiamo davvero l’occasione di costruire giustizia sociale
  8. Perché il militarismo non è sinonimo di amor di patria
  9. Perché essere liberi non è semplicemente gettar via le proprie catene, ma vivere in un modo che rispetti ed esalti la libertà altrui (Nelson Mandela)
  10. Perché è mia opinione che il male non possa mai essere “radicale”, ma solo estremo. Questa è la banalità. Solo il bene ha profondità, e può essere radicale. (Hannah Arendt)
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Solidarietà ai lavoratori della Lavoro e Lavoro di Ponzano

sopralluogo dei consiglieri provinciali di Sinistra Ecologia Libertà al presidio dei lavoratori della ditta di Ponzano

Lavoro&Lavoro: la Provincia si attivi in tutte le direzioni, riapra il bando e si chiarisca come funzione il sistema moda

Questa mattina ci siamo recati presso il presidio dei lavoratori della Lavoro&Lavoro a portare la nostra solidarietà e il nostro impegno, e a prendere visione direttamente della situazione.

Abbiamo trovato dei lavoratori che stanno vivendo con dignità una situazione davvero pesante, frutto di un modo di fare impresa rapace e medievale, rispetto al quale non è possibile alcuna tolleranza. Famiglie senza stipendi da mesi (fino a dicembre ricevevano la busta paga, senza i soldi, dopo neanche più quella), alcune delle quali si sono viste tagliare la luce o il gas, non avendo i soldi per pagare le bollette, altre che non riescono ad ottemperare all’affitto o alla rata del mutuo e perciò vengono bollate come inaffidabili al credito. Lavoratori che non possono esibire le buste paga, perché non ci sono, e gli altri documenti necessari per avere il rinnovo del permesso di soggiorno, o il ricongiungimento famigliare. Con il dubbio di sistemare le carte, adesso, con la banca che dovrebbe anticipare i soldi della cassa integrazione: anche lì sono richieste le tre ultime buste paga.

Abbiamo trovato una comunità multietnica affiatata e solidale, esempio di integrazione e di cultura del lavoro. Dove l’unico a fare il furbastro e a comportarsi male pare sia proprio l’italianissimo proprietario.

Il presidio continua giorno e notte. Sono gradite coperte e generi alimentari, ma una delle richieste più urgenti è quella di avere l’installazione di uno o più bagni chimici, al servizio dei lavoratori del presidio che sostano fuori dallo stabile e dormono nelle auto.

Chiederemo alla Provincia di adoperarsi fino in fondo per la soluzione delle diverse problematiche prodotte ai lavoratori dall’azienda. L’ottenimento della cassa integrazione e del suo anticipo in primo luogo, la possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno, il rapporto con le banche nel caso di mutui, le utenze domestiche e così via. In queste occasioni, è necessario che tutti gli enti interessati ci mettano il proprio impegno per trovare le soluzioni.

Chiediamo alla Provincia di fare anche un altro passo. Rifinanziare il fondo per i lavoratori in crisi e le famiglie in difficoltà, ormai esaurito, e rivedere i criteri. La Provincia ha infatti voluto escludere i lavoratori stranieri dalla possibilità di ricevere il contributo. In pratica, nel caso della Lavoro&Lavoro, nessun lavoratore ha potuto accedere all’aiuto della Provincia. Chiediamo che si proceda immediatamente in questo senso, ponendo fine alla discriminazione razzista, e i lavoratori della L&L, praticamente tutti stranieri, possano così ricevere un primo sollievo dalla loro tragica situazione.

Chiediamo inoltre che si vada fino in fondo nel chiarire le dinamiche che portano a questo tipo di crisi aziendali. Non vorremmo che il caso si inserisca in un certo modo di fare impresa e in un certo sistema di fornitura e subfornitura, fatto in modo che alla fine tutti i problemi si scarichino sempre e solo sui più deboli. Le griffe dei jeans che produceva la ditta sono infatti riconducibiili ad un notissimo gruppo imprenditoriale di Ponzano.

Luca De Marco, Stefano Dall’Agata , consiglieri provinciali, Sinistra Ecologia Libertà Continua a leggere