Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

Stupidity Oscar: and the winner is…

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di Maria G. Di Rienzo lunanuvola

Il capolavoro di idiozia riportato di seguito è arrivato alla mia casella di posta elettronica il 15.3.2010. Naturalmente non ho replicato, perché l’anonimato (la non assunzione di responsabilità) non merita risposta, e scrivo qui le mie considerazioni. Per carità di patria ometto il nickname completo dello scrivente, ma non i suoi errori di battitura o di ortografia/sintassi. Sono certa che se passa di qui si riconoscerà ugualmente. E spero, per il suo bene, che riesca a vergognarsi.

La posizione delle orecchie indica che il micio è leggermente scocciato

Ciao come stai?
Il mio nickname e’ R… 76 (se mi risponderai ti dirò il mio nome vero, ma mi sembrava più particolare usare uno pseudonimo, non per nascondermi ovviamente), comprendo benissimo cosa ti starai chiedendo.

Ma questo chi e’?
Lo conosco?
E’ uno scherzo?

La risposta e’ semplice: NO (nessuna delle ipotesi che avrai fatto e’ esatta)

Veramente un buon incipit: R… 76 è, innanzitutto, onnisciente. Sa cosa io penso, come mi sento, e che ipotesi faccio. Anche se non lo specificasse lui stesso nel “questo chi è”, si capirebbe benissimo che è un uomo. Complimenti. Se il “76” nel suo pseudonimo ha lo stesso significato del “59” nel mio indirizzo di posta elettronica, significa che questo soggetto ha 34 anni. Dall’infantilismo non li dimostra. Avrà capito che io ne ho 50 e che potrei essere sua madre?

Prima di tutto, mi sembra giusto spiegarti dove ho trovato il tuo indirizzo di posta elettronica e perché ho deciso di provare a scriverti con la speranza che tu possa capire la motivazione che mi ha spinto a scrivere a una persona che in effetti non conosco, mettendomi così in gioco e interpellando il destino e magari di ricevere una tua risposta.
Il tuo indirizzo lo ho trovato per caso nella mia posta elettronica (immagino la faccia che stai facendo adesso), si in una di quelle catene che girano, non ricordo se per aiutare una bambina scomparsa o per altre informazioni su truffe, ho cancellato subito la mail senza leggerla, l’unica cosa che mi e’ balzata subito di fronte, e’ stato il tuo nome nello spazio dei destinatari e avendo pensato a qualche miracolo o segno del destino ho deciso di scriverti.
Il secondo paragrafo è la prima balla galattica (e continua con il dispiego di onniscienza: lui immagina la faccia che sto facendo, anche se non l’ha mai vista…). Se fosse vero quanto afferma, aggiungerebbe perché ha pensato ai miracoli, tipo: “Conosco la storia delle Sheela-na-gig, e ho pensato che hai preso da lì lo pseudonimo per il tuo indirizzo e-mail.”. Questo, naturalmente, nel caso che nello spazio dei destinatari comparisse tale indirizzo, perché se a comparire era il mio comunissimo nome, Maria, con o senza la G. di Giuseppina, è un po’ difficile considerarlo un segno del destino. Di Marie ne conoscete tutti almeno sette a testa.

Ho deciso di provare a scriverti e lanciarti il mio messaggio in bottiglia, soprattutto dopo che in un mio viaggio di rientro in Italia e quasi per caso sull’aereo ho rivisto sullo schermo posto davanti al mio sedile e giuro senza addormentarmi il film “ C’E’ POSTA PER TE “, caspita mi piacerebbe se mi accadesse di conoscere una persona in quella maniera così entusiasmante.

Sai, in questo mondo veloce, materialista, di apparenza e di bella gente semplice, socievole e dotata di notevole altruismo, vorrei ancora poter credere che per alcune cose che avvengono nella vita non c’e’ spiegazione e potrebbe essere destino o un segno di cambiamento (chiamami sognatore, idealista o come vuoi, ma il risultato per me non cambia, io voglio sperare e credere).

Spiacente, non ho visto il film. Quello che vedo è un idiota che mi sta dicendo: Dio, quanto sono interessante, non credi? Tornavo in aereo in Italia, capisci, significa che ho soldi e un lavoro “fico”, in più guarda quanto sono sensibile: penso che non ci sia spiegazione per alcune cose che avvengono nella vita!!! Solo per quelle a cui la scienza non è ancora arrivata, R… 76, tipo gli avvistamenti di ufo non riconducibili a fulmini globulari, illusioni ottiche o quozienti intellettivi come il tuo.

Ti ho scritto perché vorrei provare a vivere quella fantastica emozione del conoscersi nella maniera più affascinante e intrigante possibile e come potrai ben capire, le posso vivere solo con chi non fa parte della mia vita o del mio cerchio di conoscenze o amicizie (anche perché la maggior parte delle persone che ho intorno non sono certo interessanti e penso molte volte neanche sincere).
Ebbene si vorrei evadere, conoscere una persona speciale che ti faccia ricredere e ti dia ancora una ragione per vivere quella fantastica emozione chiamata “ DONNA”.
Naturalmente, io non ho altro da fare nella vita. Non ho casa, amici, un compagno, lavoro, relazioni, progetti. Aspetto lui, per farlo “ricredere”. Bene, adesso ci provo: ehi, mister, le donne non sono emozioni, sono esseri umani. Individui. Persone. Sono sempre degne di rispetto, sempre titolari di diritti umani inalienabili, e non esistono per solleticare le tue emozioni. Comprì? Ricrediti.

Questo non vuol dire che non ho amicizie o peggio che non ho donne (anche perché quando saprai il lavoro che faccio capirai da sola che quella è l’unica cosa che non mi manca nella vita), ma sono solo realista e sincero nei miei confronti, vorrei conoscere una VERA DONNA al di fuori del mio lavoro (poi per carità non è che ho pregiudizi, se anche tu facessi parte del mio mondo di lavoro ma fossi brava e onesta, non avrei problemi, ma purtroppo in anni di lavoro ancora non si è vista una così).
Mi piacerebbe instaurare un rapporto intrigante, coinvolgente, affascinante, misterioso, ma sempre basato sulla sincerità e sulla semplicità dell’essere e dell’anima.

Poverino. Lavora tutto il giorno con robot, alieni, bambole gonfiabili e androidi. Non conosce neppure una “donna vera”. Neppure quella che l’ha partorito? (Signora, mi perdoni, era proprio necessario?) La sintesi del paragrafo non presenta evoluzioni: “Oh, come sono allettante! Come sono generoso e nobile! Sono pieno di ganze ma ho scelto te per un rapporto misterioso, non ti senti onorata?” Di questo passo fra poco arriverà all’orgasmo, ma solo se ha uno specchio davanti. Non c’è niente di più eccitante di lui sulla faccia della Terra! (Pensa lui, poro desgrassià)

Non mi interessa se sei bella o brutta, grassa o magra, bionda o mora, il detto anche l’occhio vuole la sua parte con me non funziona perché io ho anche un cuore, un anima, un cervello intelligente e non mi accontento solo di ciò che vedo, ma preferisco nutrirmi di ciò che vivo e che mi emoziona. (anche adesso che ti scrivo sono emozionato, dovresti vedere le mie espressioni mentre penso cosa scriverti e prendermi le pulsazioni).
Non vengo circuito dalla bellezza di una donna (anche in considerazione del fatto che nel mio lavoro vedo belle ragazze tutti i giorni), ma l’unica cosa che mi fa perdere la testa è proprio il suo essere DONNA , vera e completa !!!

Adesso l’hai sparata grossa, R… 76, riconsidera: un cervello intelligente non avrebbe mai concepito l’e-mail che tu hai scritto. E così, tu non vieni “circuito” dalla bellezza di una donna? Ma credi davvero di essere l’ombelico dell’universo? Com’è che se tu trovi bella una ragazza, lei sta tentando di manipolarti? Quand’è che gli uomini come te smetteranno di vomitarci addosso il loro vittimismo? Comunque, cerca di consolarti: per perdere una testa bisogna averla. Tu ne sembri già sprovvisto.

Ora mi sto chiedendo se colleghi, Clienti e ragazze che lavorano per me o con me sapessero quello che penso davvero ? Se sapessero che sono io a scrivere ?

Io invece mi sto chiedendo: la maiuscola di “Clienti” è intenzionale o l’ennesimo errore dello scribacchino? Se è intenzionale, la dice lunga sulla purezza dell’animo di R… 76: solo chi paga merita rispetto. Colleghi e ragazze no. A proposito, se sono femmine non riesci a chiamarle colleghe, oppure lavorano per te sulla circonvallazione, ad orari un po’ strani e con abbigliamenti succinti?

Non mi interessa se vivi vicino a me o a mille anni luce, la distanza esiste solo quando paghi il casello autostradale, non abita nel cuore, nella testa e nell’anima e poi anche questo aspetto e’ modificabile nel tempo e facilmente superabile.

Potrei diventare il tuo confidente, amante, amore, la tua emozione più segreta e intima, potrei essere la persona che hai sempre cercato, quella che pensavi non esistesse al mondo o semplicemente una parte della tua vita esclusivamente tua, tutta da vivere, tutta un’emozione e altamente intrigante.

Diciamolo, come ha potuto una donna qualsiasi vivere sino ad ora priva di intimi segreti, emozioni inconfessabili, intrighi e inciuci? E’ evidente che il miliardo e trecentomila femmine che abitano il pianeta sogna all’unisono un Narciso che gli mandi una lettera del genere, per confermargli quant’è speciale. No, giovanotto, non è vero che pensavo che tu non esistessi: so di mandarti in pezzi un mito, ma non sei unico, sei un clone talmente comune che l’unica emozione da te suscitabile è uno sbadiglio.

O magari potrei non essere nulla, ma credo sia importante conoscersi, confrontarsi, viversi e affrontare la vita senza subirla, come per esempio ho fatto io che ho preso coraggio e ti ho scritto, rischiando di non essere capito e magari pure mandato a quel paese, ma conscio e consapevole delle motivazioni che mi hanno spinto e quindi disponibile ad accettare il rischio e ciò che mi riserverà il mio mettermi in gioco e in discussione (oserei dire anche fare outing dei miei reali pensieri privati). E per il futuro sai il passo tra il virtuale e il reale non e’ poi così lontano !!!

E certo, spedir lettere anonime è sempre stato segno di un grande coraggio, datti un’altra pacca sulla spalla, R… 76. Che cosa rischi, senza neppure un’identità, sentiamo? Che cosa hai messo in discussione? E cosa c’è di così complicato da capire? Sei talmente gonfio di te stesso da essere trasparente. Per inciso: si dice coming out (venir fuori) non outing. L’outing non è quando tu dici qualcosa di te stesso, ma quando un altro ti sputtana.

Dicono che la curiosità e’ donna, per questo sono certo che ti piacerebbe sapere chi sono, dove vivo, che lavoro faccio e molto altro.

Se avrò il privilegio di ricevere una tua risposta, prometto di parlarti di me, di aprirmi senza problemi di sorta e se vorrai fare anche tu la stessa cosa ne sarei felice e piacevolmente sorpreso.

E ti pareva, lui “è certo”, “la curiosità è donna”. Non devi credere a tutto quello che ti dicono, mister Banale. Per esempio, con me si sono sbagliati: non me ne frega un fischio di chi sei, di dove vivi, di che lavoro fai, per non parlare del molto altro.

Ho lanciato la mia monetina ed espresso il mio desiderio, vediamo se i cerchi concentrici che si sono formati arrivano fino a te. Se vuoi possiamo parlarci anche via chat su MSN messenger: il mio contatto e’ …
Ti mando un abbraccio affettuoso e un saluto sincero.
A presto (spero)
R… 76

Santo cielo, quanta poesia! Scusate, sono così commossa che non posso continuare a scrivere… i kleenex, dove sono i kleenex… sniff!!!

“Non è mai troppo tardi” (Stupidity update)

Credo che un aggiornamento sulla vicenda dell’e-mail anonima sia doveroso, se non altro perché in virtù del mio post al proposito (“Stupidity Oscar: and the winner is…”) questo blog (n.b. lunanuvola ) ha segnato il suo nuovo record di visite. Come mai è accaduto? E’ accaduto perché, com’era evidente sin dal secondo paragrafo, la lettera era una circolare. Ovvero, è stata indirizzata ad una lista di donne e molte di queste, oltre ad averla ripostata sui propri siti (mandando all’unanimità a quel paese il mittente: grazie, sorelle!), hanno fatto ricerche in rete imbattendosi nella mia risposta.

Un aggiornamento è dovuto anche per le informazioni che circolano sull’individuo autore della mail, che pare sia conosciuto come collezionista di foto “intriganti” (direbbe lui) delle sue corrispondenti. Un semplice e stupido fruitore di pornografia fatta in casa, quindi? Potremmo liquidarlo così, ma la vicenda di cui è protagonista è emblematica, e merita un’analisi più approfondita. Innanzitutto, il metodo. R… 76 concepisce la sua lettera sicuro che chiunque la legga cascherà nella trappola o, al massimo, non replicherà. E’ talmente tronfio, in questo convincimento, che la spedisce contemporaneamente a più indirizzi: l’idea che chi la riceve possa renderla pubblica non lo sfiora neppure, e tanto meno che qualcuna si prenda la briga di usare un motore di ricerca per vedere se altre l’hanno ricevuta.

Da dove viene la sua sicurezza? Cosa la nutre? Più di 4.000 anni di propaganda anti-femminile. Il nostro “amico” ne è un prodotto ed un trombettista, e assai probabilmente non è neppure conscio. Crede di sapere che è così: ogni donna nasconde una cagna in calore (mi scuso con le cagnoline, che sono sempre bellissime in ogni stagione della loro vita: la metafora animale è però a tutt’oggi usata per offendere e la uso per illustrare un concetto), e ogni donna, se adeguatamente solleticata, risponderà in modo automatico. Per lui, questi esseri non fanno parte della sua stesse specie, non sono umani. Sono “l’emozione donna”. E cioè, esistono in quanto suscitano “emozioni” in lui: volgarmente, esistono per eccitarlo. In più, di questa eccitazione sono le sole e totali responsabili (la bellezza che “concupisce” citata nella mail). Come vedete, siamo nel pieno della “cultura dello stupro”. Il desiderio che lui prova è indotto dalla donna, che perciò ne è colpevole. Non c’è violentatore che non abbia addotto questa scusa per il suo comportamento. Quando gli inquisitori torturavano donne accusate di stregoneria, nude fra corde ferri e tavolacci, e si eccitavano a quella vista, ciò era considerato una prova in più della malizia della strega.

La seconda tecnica in cui R… 76 si ritiene versato, pensando di essere davvero furbo, è quella del “divide et impera”. Tutta la sua lettera tende a squalificare, agli occhi dell’interlocutrice, l’identificazione nel proprio genere. Le altre donne non sono “vere”, mia cara, solo tu lo sei. Come scrivevo nel lontano 1996 (nel libello satirico: “Un’immodesta proposta: manifesto per la gestione cooperativa del maschio”), questo è ciò che il tizio, con vocina flautata, sussurra al nostro orecchio:“Tu, angelo mio, non sei certo fatta dello stesso vil metallo delle altre donne, tu sei un’eccezione al tuo sesso, una ragazza veramente speciale, ed è per questo che ho scelto te fra le tante.”

I suggerimenti che questo discorso dà alle donne sono parecchi: 1) essere femmine è essere false, essere femmine è comunque male, meglio trascendere il proprio sesso, diventare un’eccezione ad esso, non identificarsi come donne; 2) a decidere il tuo valore non sei tu, ma l’uomo che “ti sceglie”, a darti nome e posto nel mondo non sei tu, ma colui che valuta se sei degna di aver nome e posto decisi da lui; 3) non devi provare solidarietà, affetto, simpatia per le altre donne, ciò ti ricaccerebbe nella melma in cui loro stanno; esse sono tue rivali, non sono tue simili: non ricordi? Ti ho pur detto che tu sei speciale.

Questa è la vera pornografia in cui il nostro “amico” sguazza. Lo smembramento e la riduzione al particolare di essere umani complessi e interi, di un intero genere sessuato. La frammentazione di una donna in natiche seni e vagina, e cioè la collezione fotografica se le informazioni che ho menzionato sono vere, non è che il logico proseguimento della separazione iniziale: tu separata dalle altre, da loro diversa; tu, il cui scopo è farlo “ricredere” sull’intrinseco disvalore delle donne tutte. Com’è facile notare, si tratta del compito impossibile che il patriarcato assegna alle donne dal suo proprio inizio: ti dico in ogni forma disponibile (religione, legge, costume, letteratura, filosofia, psicologia) che essere femmina è essere inferiore e dannosa, adesso trova tu un modo per singolarizzarti e non essere più annoverata nel genere femminile (e come è possibile, a meno di un cambio di sesso?).

Inoltre, R… 76 è convinto che questo tuffo nell’abiezione dovrebbe darci gran godimento. Dopotutto, i 4.000 anni e più di cui ho detto all’inizio gli hanno insegnato che le donne sono intrinsecamente masochiste. Il che è la seconda giustificazione più comune degli stupratori: l’ho fatto perché a lei piaceva, lei ci stava. Il nostro soggetto è certo, dopo aver lanciato l’esca, che noi non si voglia altro che conoscere quest’ometto sbruffone, questo cialtrone del sentimentalismo da quattro soldi, questa tipologia d’idiota sin troppo diffusa sul pianeta. Ho un messaggio finale per lui: noi, noi tutte, ognuna di noi, è speciale, irripetibile, unica come ogni altro essere vivente. Quello che non è speciale per niente, purtroppo, è il modo in cui tu hai agito. Fatti una vita, R… 76, come diceva il Maestro Manzi insegnando agli analfabeti adulti: “Non è mai troppo tardi”.

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Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente; nel 2011 sono stato il coordinatore provinciale del comitato referendario contro il nucleare. Dal 2014 partecipo alle attività del Gruppo Promozione e dal febbraio 2016 sono membro della Comunità di Ubuntu-it . Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

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