Fabbrica Treviso

Blog di Stefano Dall'Agata

La sacra tela del mondo

Lascia un commento

una favola di Patricia Lay-Dorsey (trad. M.G. Di Rienzo) Lunanuvola’s Blog

Lei era, in effetti, al centro di tutto. Sebbene gli adulti avessero dimenticato, i bambini sapevano. Senza l’aiuto di lei, tutto sarebbe andato perduto. Lei viveva dietro la rimessa, sul lato estremo del prato. Là, sull’angolo rivolto ad est, la sua magnifica tela splendeva nel sole del mattino. Lei era nera, e la sua tela era d’argento.

Gli adulti tentavano di insegnare ai bambini ad averne paura. E molti di loro ascoltavano. “I ragni sono cattivi. Potrebbero infilarsi nei tuoi capelli, potrebbero morderti. Le loro tele mi sporcano le tende.” Perciò i ragni, dopo aver lavorato così tanto per creare tele, venivano scacciati da scope e vecchi stracci. Ma non si arrendevano mai. Ricominciavano semplicemente una nuova tela. Tutti, eccetto lei, che viveva dietro la rimessa. La sua tela non era mai stata distrutta. Cresceva più bella di giorno in giorno. Vedete, nessuno oltre ai bambini andava dietro la rimessa. E neppure tutti i bambini ci andavano. Alcuni erano troppo spaventati dai ragni, perciò restavano nei pressi della casa.

Ma una ragazzina e il suo fratellino più piccolo amavano quel misterioso angolo del prato. C’era sempre qualche sorpresa da quelle parti. E volete sapere la cosa migliore? Là, sorella e fratello si sentivano al sicuro. C’era ormai così poco che fosse sicuro, nelle loro vite. Quasi ogni notte, specialmente d’estate, dovevano dormire sul pavimento, perché i fucili sparavano nel vicinato. Ed era pericoloso giocare di fronte a casa, perché c’erano ragazzi grandi con le loro armi, le loro droghe, i loro combattimenti. Sopravvivevano nel mezzo di una guerra, e sembrava che nessuno sapesse come fermarla. Eccetto lei, ecco.

Lei sapeva come fare. Lei e le creature sue amiche sapevano come vivere in pace. Per questo la ragazzina e il bambino si sentivano al sicuro dietro la rimessa, con lei. Un giorno, poco dopo che aveva piovuto, tornarono in quel posto, sulla terra umida. Lei stava aggiungendo un nuovo filo alla sua tela, ma si fermò. “E’ il momento.”, sussurrò a se stessa, “E’ venuto il momento di insegnare ai bambini. Sono stati seduti in silenzio abbastanza a lungo, perciò ora saranno pronti ad ascoltare.”

“Bambini.”, disse, “Vengo a voi in pace. Siamo stati insieme a lungo, ed io ho apprezzato il rispetto che avete mostrato a me ed alla mia tela. Ora parleremo.” Per quanto stupiti, sorella e fratello annuirono quieti.

“Il vostro mondo ha dimenticato la tela che ci sostiene tutti, e tutti ci tiene insieme. E’ una rete persino più bella di quella che tesso io. I suoi fili sono forti, e se uno viene spezzato un altro prende il suo posto. Questa tela, la sacra tela della Terra, è così vasta che si estende su terre ed oceani, per connettere tutta la vita sulla Terra. Il suo vincolo è l’amore. Questa tela non ha nozione di paesi separati, di lingue diverse, di religioni o razze. Rispetta ogni forma di vita per ciò che essa è: donna o uomo, montagna o ruscello, roccia o albero, puzzola o farfalla. Ognuno ha un posto, ed una ragione per esistere. La tela non sarebbe completa senza di esso.”

La ragazzina disse: “Grazie, Madre Ragno, per averci parlato della sacra tela della Terra. Sembra una cosa bellissima! Ma io non capisco. Se siamo tutti legati dall’amore, perché ci feriamo e uccidiamo l’un l’altro?”

“Mia cara piccina,” disse il ragno, “la tua domanda è saggia. E la risposta è semplice. La gente di questo tempo ha dimenticato. Questa è la loro sofferenza: non ricordano di essere legati da fili d’amore.”

“Allora cosa possiamo fare?”, gridò la ragazzina, “Come possiamo aiutarli a ricordare, così che cessino i combattimenti, e le guerre, e le uccisioni?”

In quella, un ranocchio saltò fuori da un mucchio di foglie. Era uno degli amici di Madre Ragno. “Parla loro delle lacrime.”, gracidò, “Dì loro della pioggia che cade dai nostri occhi per pulirci e rinfrescarci. E’ solo quando riusciamo a piangere per la violenza che riusciamo a vederla per quel che è, e scegliamo di non vivere mai più in quel modo. Che le lacrime cadano come pioggia, sulla tela sacra della Terra, affinché essa risplenda e le persone la vedano di nuovo.”

“Grazie amico ranocchio.”, disse lei, “Onoriamo il tuo dono delle lacrime.”

I bambini annusarono il nuovo venuto prima ancora di vederlo… era la puzzola.

“Madre Ragno”, essa disse, “parla per favore del rispetto di se stessi. Quando ogni persona sa ed apprezza ciò che è, la sacra tela della Terra è più forte. Insegna a questi bambini ad evitare ogni persona o luogo dove non siano trattati con rispetto. Siate come me, piccoli. Potete essere dolci e coccoloni, ma potete sempre rovesciare una brutta situazione spruzzandoci sopra una richiesta di rispetto. Siate orgogliosi di ciò che siete.”

“Grazie, amica puzzola.”, disse il ragno, “Apprezziamo il dono del rispetto.”

In quella apparve una creatura alata e iridescente, che volteggiava sopra le teste dei bambini. “Guardatemi!”, disse loro, “Io sono la libellula e vi porto l’insegnamento di come si attraversano le illusioni. Le illusioni sono idee mascherate da verità. Sono falsi modi di guardare al mondo. Per esempio, è un’illusione che noi si possa essere separati gli uni dagli altri. Un essere umano pensa che ciò che accade fra lui ed un’altra persona riguardi solo loro due. Ma non è vero, amici miei. Quando tu colpisci tua sorella, tutti i fili della sacra tela vengono colpiti. Quando la aiuti, stai aiutando il mondo intero. Per cui, Madre Ragno, insegna a questi bambini a vedere le cose in modi veritieri, e a credere nella realtà della tela.”

“Oh sì, cara libellula.”, disse il ragno, “Essi impareranno ad uscire dall’illusione e a vivere uniti.”

L’ultima creatura a fare la sua apparizione aveva bellissime ali arancioni e nere ed i bambini la salutarono felici: “Benvenuta, farfalla!”

“Salve, piccoli amici.”, disse la farfalla, “Io vi porto il sogno del cambiamento. Siete voi che trasformerete questo mondo, portandolo dalla violenza all’amore. Siete voi, che ora vedete la sacra tela della Terra e, nel vederla, cominciate a rendere reale il sogno della pace. Avete vissuto in un bozzolo di paura troppo a lungo. E’ tempo di danzare e cantare, di dipingere e disegnare, di amare e ridere, perché questo vi aprirà la strada che conduce al centro della tela. Voi siete il cambiamento che doveva venire. Vivete la pace ora, persino in un mondo che sembra non conoscere ciò che essa significa. Nel mentre voi diventerete il vostro sogno, il vostro sogno diventerà voi.”

Il ragno ringraziò la farfalla e poi disse: “Bambini, avete udito le creature rispondere alle vostre domande. Che farete, adesso?”

“Permetteremo alle lacrime di ripulire e rinfrescare la tela, di modo che essa risplenda nel sole. Vivremo nel rispetto, perché i fili della tela con esso si rinforzano. Abbandoneremo l’illusione di essere separati, e vivremo la verità di essere tutti parte della stessa tela. E sappiamo che il cambiamento è parte di noi. Vivremo in pace, e trasformeremo il mondo per sempre.”

“Allora andati, miei carissimi amici, e assaporate in profondità la sicurezza della sacra tela della Terra. E’ nel vostro cuore che tenete i suoi fili.”

E questa storia non ha una fine, perché questo è un inizio…

Annunci

Autore: Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente; nel 2011 sono stato il coordinatore provinciale del comitato referendario contro il nucleare. Dal 2014 partecipo alle attività del Gruppo Promozione e dal febbraio 2016 sono membro della Comunità di Ubuntu-it . Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...